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"Si è concluso il ciclo politico del centrosinistra e del gruppo dirigente del PD"

  • Scritto da  Giuseppe Sarracino

partito democratico bandiera350 250di Giuseppe Sarracino* - Con la vittoria del centrodestra, in importanti comuni e da ultimo con la riconferma a Sindaco del Comune di Frosinone di Nicola Ottaviano, si è concluso il ciclo politico del centrosinistra e in modo particolare del gruppo dirigente del partito democratico, che per anni ha guidato il governo di numerosi comuni della Ciociaria.
Le continue sconfitte, non sono da ricercarsi solo nelle forti e non giustificabili divisioni del gruppo dirigente, ma nell’incapacità di non essere stato in grado di esprimere una cultura di governo del territorio.
Da alcuni anni il PD, esprime il governo regionale del Lazio, l’Amministrazione Provinciale, importanti enti come ASI, SAF, inoltre autorevoli rappresentanti locali sono presenti in Parlamento, tutto questo non si è tradotto in proposte e progetti per il territorio.
Si è preferito la gestione, spesso personale, per irrobustire la propria componente di appartenenza, o peggio congreghe familistiche e amicali. Le stesse primarie hanno evidenziato, che l’unico obiettivo del gruppo dirigente, era quello di dimostrare la fedeltà al capo, per poi continuare a dividersi, su future candidature o assegnazioni di ruoli nei livelli del sottogoverno.

 

Tutto questo è stato chiaramente percepito dai cittadini, i quali hanno in massa abbandonato il PD e il centrosinistra. La logica renziana di un partito elettorale è stata sconfitta dagli stessi elettori. I risultati ottenuti a Frosinone hanno visto il partito democratico perdere in modo grave, oggi esso rappresenta appena il 9.30%, vale a dire solo 2.414 cittadini elettori si ritrovano nella politica espressa dal PD, si tratta del risultato più basso ottenuto dal 2012.
Al contrario le forze del centrodestra, soprattutto nella città di Frosinone, sono state in grado di esprimere una capacità amministrativa e di “governo” che ha trovato la sua punta di diamante nell’amministrazione Ottaviani. Un sindaco uscente che ha presentato alla città un consuntivo di opere e di proposte convincenti e credibili, che i cittadini hanno per la seconda volta hanno premiato con oltre il 56% dei voti. Troppo timidi sono stati i tentativi di opposizione del gruppo consigliare PD, lacerato dagli episodi della campagna elettorale del 2012 e mai seriamente affrontati, troppo debole è stata l’azione politica del partito.
Il problema non è aborrire l’avversario, con stupide e superficiali analisi, ma piuttosto essere in grado di produrre una vera cultura di governo, capace di dare una speranza di cambiamento al territorio e ai cittadini. Tutto questo richiede l’avvio di un nuovo processo di rinnovamento dell’attuale classe dirigente provinciale del Partito Democratico, attraverso un vero congresso. Non ci sarà nessun nuovo inizio se non si parte da qui, da un sovvertimento radicale di uomini, di metodi, di mentalità. Dopo gli amici, è arrivato il tempo di parlare ai cittadini.
In questo quadro, occorre che tutto il PD faccia la sua parte, lavorando ad una piattaforma politica e programmatica innovativa, è una battaglia dura e difficile, ma non impossibile, esistono forze ed energie, giovani e donne, alle quali occorre rivolgersi per sollecitare un loro contributo di idee e di partecipazione per costruire un centrosinistra unitario ed una sinistra utile, sia nel nostro territorio che a livello nazionale.

 

In questi mesi assistiamo alla nascita, a sinistra del PD, di una miriade di soggetti politici di insufficiente valore elettorale, ognuno dei quali cerca di indicare la strada maestra da percorrere per costruire una nuova sinistra in Italia. Come giustamente ha scritto Peppino Caldarola “Nessuno di questi soggetti che pur si proclamano in prima linea contro l’ingiustizia ha una sola, dico una sola, proposta per dire agli italiani: «Vedete, da qui parte il cambiamento».” È il dramma della sinistra nel nostro paese.”
Non si costruisce nessuna proposta politica scegliendo come unico avversario il PD, che tra le tante contraddizioni, raccoglie milioni di voti tra gli italiani, fatti di pensionati, lavoratori, giovani, donne, professionisti. Allo stesso tempo occorre sapere che non si va da nessuna parte se il PD, oggi a forte vocazione renziana, non ammetta i propri errori e dica chiaramente quale è la sua vocazione strategica per cambiare il paese.

*Componente Direttivo Circolo PD Frosinone

 
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