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Bugie ripetute all'infinito non sono verità

  • Scritto da  ANPI Frosinone

Associazioni. ANPI Frosinone

Possono ancora stupire le esternazioni di presunta incompetenza sulla storia?

anpi BANDIERA 350 260 minFa senso ma non stupisce l'ennesima esternazione di presunta incompetenza o superficialità da parte di politici impegnati e rappresentanti del popolo in merito al trattamento della storia.

Il post del consigliere comunale di Frosinone che accosta lo sterminio etnico alla pandemia virale non è che un altro passo di un cammino ben definito e lucido. E' ora di finirla con il frettoloso e scandalistico declassamento di questi atti di spregio a semplice inadeguatezza degli autori, che fa il paio con il considerare "follia" lo sterminio di una lunga serie di categorie umane da parte dei criminali nazisti e fascisti, idea che finisce per assolvere i colpevoli in quanto non capaci di intendere.

Ma come il nazismo non fu un movimento politico che compì qualche errore bensì un'idea criminale assurta al potere per ragioni varie che non possiamo trattare compiutamente qui, e che se ne servì esclusivamente per realizzare un piano disumano di dominio violento, così l'infinita sequela di quelli che si vorrebbero umoristicamente far apparire come "casi", ossia eventi, inciampi involontari dovuti a disattenzione, superficialità, magari verve ironica.

Non è così. Questo stillicidio di nefandezze, sempre provenienti da ben definite parti politiche, determina a lungo andare (neanche tanto lungo, vista l'inconsistenza valoriale di gran parte della politica democratica che gli facilita il lavoro) l'abitudine pigra ad accettare la banalizzazione di pezzi di storia fondanti la radice e lo sviluppo delle condizioni di vita democratica in tutti i suoi aspetti.

In sostanza, il bombardamento di quelle che isolatamente non sono altro che scemenze produce l'effetto ben noto ai pubblicitari, e che già Goebbels aveva indicato come via per il consenso: "Ripeti una bugia all'infinito e diventerà una verità". E se il fatto che lo sterminio pianificato di intere popolazioni (decine di milioni solo in Europa, per avere una dimensione) possa essere accostato al contrasto (quindi l'opposto) ad una pestilenza attraverso cure e vaccini nel tentativo di scongiurare il male e la morte, in sé è una tragica fesseria, il suo sommarsi ad una propaganda strategica che rivolta la storia ad uso e consumo di chi non si rassegna al suo esito rischia di produrre effetti di cui sarà inutile pentirsi.

Così si butta in un calderone una serie di ingredienti per decostruire decenni di progressi, a volte (spesso) incerti o contraddittori come qualsiasi ricerca del nuovo, ma comunque nell'orizzonte del diritto e della libertà, e ridare fiato a nostalgie di cui non ci siamo mai liberati davvero del tutto.

Naturalmente chi ha avviato e governa questa strategia non è il singolo inopportuno diffusore di fango. Ma il fango dilaga, e mentre travolge le fondamenta della democrazia i suoi detrattori se la ridono, minimizzano davanti alla stampa e si fregano le mani sapendo che il momento della rivincita si avvicina.

E non parliamo di rivincita elettorale, che in presenza di classi politiche affidabili è un bene. Che esistano interessi diversi nella società, e che tutti questi interessi (eccetto quelli criminali, ma è ovvio) abbiano diritto e dovere di concorrere al virtuoso svolgersi del confronto democratico non è certo una nuova acquisizione. Ma quando la questione si sposta sul piano della base stessa della convivenza civile, cioè sulle condizioni fondamentali di esercizio della dialettica politica (i famigerati valori imprescindibili) il discorso non è più quello.

Osare l'utilizzo dei simboli della tragedia sulle ceneri della quale l'Europa ha costruito un sistema di civiltà giuridica, sociale, civile, politica e morale, presuppone che quella storia venga banalizzata, ridotta a normale e accettabile incidente. Persino intellettuali di livello inarrivabile sono caduti nella trappola: ricordiamo tutti che Benedetto Croce definì il fascismo come "invasione degli Iksos" ossia episodio nato e morto senza conseguenze. Ma Croce aveva i mezzi per capire e infatti ben presto si ricredette; faranno lo stesso i popoli? ne hanno gli strumenti?

 

 

 

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