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Letta e il PD

PARTITI. Il PD

 L'identità del PD è lo stare in modo nitido dalla parte del Paese debole

di Ermisio Mazzocchi
enrico letta 370 minLa sfida è iniziata. Il segretario del PD, Enrico Letta, agisce secondo una strategia con obiettivi ben definiti. Non sono esclusi impedimenti e difficoltà.

Il fine ultimo non può che essere una rigenerazione del PD in grado di leggere le mutazioni socio - economiche e di risolvere il dilemma di come riqualificare i contenuti della sua cultura proiettata in uno spazio di giustizia, di democrazia, di diritti.
Letta è convinto che se Draghi otterrà risultati positivi sulla pandemia potrà accelerare verso una definitiva identità del PD posizionato come partito della sinistra e dei progressisti.

Senza una visione a lungo periodo con una proposta adeguata e aggiornata non sarà possibile al PD essere un referente capace di rispondere alle nuove esigenze della società post-Covid19.
Le conflittualità, le contraddizioni, le disuguaglianze, le povertà, sempre più forti e profonde, potranno essere eliminate solo se si darà vita a un partito motore di ampi schieramenti di forze con progetti alternativi al vecchio modello di sviluppo e avversari delle nuove forme di disuguaglianze sociali, territoriali, etniche.

Il sistema economico, accentuato dalla pandemia, ha segnato una più marcata differenza delle condizioni sociali, in cui emergono con maggiore evidenza le grandi questioni di libertà e di progresso e la necessità di soddisfare i bisogni elementari dei cittadini.
Un processo che si traduce in un’esplosione esponenziale della dinamica dello sfruttamento che si scarica sugli uomini e sulle donne e sulle risorse naturali, con la creazione di profitti smisurati che non generano alcuno sviluppo, ma solo il dilagare della diseguaglianza e della sofferenza.

Conclusa la fase dell'emergenza Covid-19, ci si troverà davanti la ricostruzione di un Paese in cui si ripresenteranno nella loro più cruda realtà i rapporti di forza tra le componenti progressiste e democratiche e quelle oscurantiste e nazionaliste.

L'identità del PD è lo stare in modo nitido dalla parte del Paese debole, più a rischio di decadenza e meno protetta dalle violazioni dei diritti e l'essere rappresentativa dei valori insostituibili della dignità degli uomini, del lavoro e della democrazia.
Letta dovrà capire se ci sono le condizioni per una rinascita del PD che abbia una nuova idea di società e sia capace di ricomporre il campo del socialismo, del cattolicesimo democratico, dell'ambientalismo, dei nuovi diritti e delle nuove libertà.
Deve essere rigenerato un intero partito che sappia cosa è, cosa deve fare, cosa rappresenta.

Un partito che faccia dei suoi contenuti, come la giustizia, l'uguaglianza, i diritti, una bussola di orientamento per contrastare le storture sociali, le nuove forme di sfruttamento e l'impoverimento della vita.

Una forza socialista, riformista, moderna. Robusta nel suo pensiero politico che rimuova il sistema delle correnti di potere e il leaderismo sfrenato.

Al nuovo segretario spetta un compito immane che può affrontare solo con una riforma profonda della forma organizzativa del partito.
Occorre definire il modello democratico, sostiene Letta.
Se per democrazia si intende partecipazione e libertà di scelta, devono essere rivisti i meccanismi che regolano la vita interna del PD.

Il valore di un partito risiede nei suoi principi e nei suoi valori.
La loro realizzazione ha bisogno di una organizzazione che deve funzionare con sistemi che salvaguardino quei valori.
Le questioni aperte sono quelle delle modalità di adesione, del sistema elettivo degli organismi dirigenti, del sistema di scelta per le candidature istituzionali, del rispetto delle diverse sensibilità.
Quelli adottati sono risultati fallimentari e hanno dato spazio al leaderismo.

Non è più rinviabile la riscrittura delle regole per impedire la degenerazione speculativa e garantire i diritti democratici. Un partito vive per la partecipazione delle persone offrendo loro la condizione di contare e decidere liberamente.
Letta riceve un partito che ha concluso il percorso di quella che sarebbe dovuta essere la sua funzione innovativa. Dovrà recuperare la credibilità di una forza progressista, quale erede delle culture che hanno costruito lo Stato democratico e repubblicano.
Non ci sono alternative.

27 marzo 2021 Ermisio Mazzocchi

Pubblicato in Partiti
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