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Sapremo utilizzare saggiamente 248 miliardi?

 PNRR PER USCIRE DALLA CRISI

Il piano nazionale di ripresa e resilienza approda in Parlamento

di Alessandro Mazzoli
PNRROggi la Camera dei Deputati ha approvato con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in relazione al PNRR presentato ieri in Aula. Il dibattito adesso passa al Senato in vista del Consiglio dei Ministri che, tra domani e dopodomani, licenzierà il Piano per la trasmissione a Bruxelles.

248 miliardi di Euro da spendere in 6 anni. In questi due numeri è contenuta la sfida per il Paese, che mai si è trovato ad investire una cifra così alta in così breve tempo. Il Presidente Draghi non si è nascosto le difficoltà e, pur manifestando ottimismo, ha richiamato il Parlamento e il Paese affinchè prevalgano “onestà, intelligenza e gusto del futuro” e siano superati mali antichi come “la corruzione, la stupidità e gli interessi costituiti”.

Sei le missioni che costituiscono il Recovery Plan: 1) Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura cui vengono destinati 40,73 miliardi; 2) Rivoluzione verde e Transizione ecologica con una dotazione di 59,33 miliardi; 3) Infrastrutture per una mobilità sostenibile con un impegno di 25,13 miliardi; 4) Istruzione e Ricerca cui vanno 30,88 miliardi; 5) Inclusione e Coesione cui vengono assegnati 19,81 miliardi; 6) Salute con una dotazione di 15,63 miliardi.

Al PNRR viene affiancato il Piano complementare che è stato concepito in modo integrato rispetto al primo e, insieme, avranno gli stessi strumenti attuativi. Inoltre sono stati stanziati, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi per realizzazioni specifiche come l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e l’attraversamento di Vicenza relativo alla linea ad Alta Velocità Milano-Venezia. E’ poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Dunque è l’insieme di queste misure che consentirà di disporre di 248 miliardi di Euro. E a queste risorse si aggiungono quelle disponibili dal programma REACT-EU che, come previsto dalla normativa UE, vengono spesi negli anni 2021-2023 e si tratta di ulteriori 13 miliardi.

L’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei Ministeri e delle Autorità locali, che sono chiamati ad uno sforzo straordinario in termini di organizzazione, programmazione e gestione. In questo senso è importante sottolineare il ruolo che sarà svolto da Regioni ed Enti Locali che avranno la responsabilità di realizzare quasi 90 miliardi di investimenti, circa il 40% del totale, in particolare con riferimento alla transizione ecologica, all’inclusione e coesione sociale e alla salute.

Ora l’Italia è alla prova, e ha bisogno di tutte le sue migliori energie per superare questa crisi drammatica senza avere paura di cambiamenti che non sono più rinviabili per avere un paese più giusto e più moderno.

 

 

 

 

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