fbpx
Menu
A+ A A-

Ceti medi sempre più poveri

cetimedi indifficoltàdi Roberto Giannetti - Non è più sufficiente la politica dei piccoli passi e/o quella delle piccole idee per un paese che ha bisogno di rialzarsi,non regge più, cosi si allunga l'agonia dei più deboli, la sofferenza di altri e la forbice tra ricchi e poveri si allarga senza preparare la ripresa. Chi dice che vede una luce avvicinarsi sotto il tulnel, rischia di prendere un frontale con un tir che ha i fari accesi.
C'era una volta... il Ricco che aveva bisogno del Povero, quest'ultimo era necessario per produrre ricchezza e quindi economia e quindi consumi. Così,in questo modo si è costruita una classe media che, operando nel tempo, ha fatto si che di poveri ce ne fossero sempre meno. Si è costruita cosi la classe media, quella che fa girare l'economia, quella che lavora, produce e che consuma. Questo sistema, con tutti i suoi limiti e con tutte le contraddizioni dei tempi, ha comunque portato l'Italia verso forme più civili e a dar forza al paese per poter reggere il passo di altri paesi occidentali più avanzati producendo speranze e perché no anche passioni nei cittadini.
Oggi non è più così... Il Ricco non ha più bisogno del lavoro del Povero, non ha più bisogno di produrre economia per produrre ricchezza, perché essa, i ricchi, la fanno facendo girare la finanza (vera o falsa che sia) condizionando il e i paesi a proprio piacimento.
Tante analisi, tante piccole idee, tante discussioni non stanno producendo semplici soluzioni, perché semplice non lo è e lo scenario dove ci si muove è complesso. Le competenze e la mediocrità di una classe politica a cui "abbiamo permesso di emergere" sono ormai inadeguate. La stessa classe dirigente dei settori pubblici, partecipati e sindacali, lasciano poco sperare perché adeguati ormai alla confusione che spinge al ribasso.
Non si fa eccezione di mediocrità neanche su molti settori del privato, operanti nella domanda interna, in quanto il livello di interscambio non richiede esigenze tali da dimostrare professionalità rimanendo nella provincialità dei servizi. ( Spesso la domanda viene evasa arrangiandosi tra compari, conoscenti, amici e parenti)
La confusione oggi nel paese è evidente e i governi, sia a livello centrale che di territori, annaspano nel trovare strade per iniziare il cammino giusto. La classe dirigente va riformata e ricercata nelle migliori risorse che il paese può mettere a disposizione. E di queste ce ne sono! Il paese le contiene! Basta dare la possibilità di operare.
Non c'è molto tempo per evitare che esse prendono il volo per altri paesi, occorre intervenire per incentivarle e investirci sopra con serio coraggio. Ormai da tempo l'esercizio primario dell'industria rimasta aperta in Italia, è sempre più quello della ricerca di soldi per far quadrare il bilancio di fine anno, indipendentemente da come e da dove essi arrivano. Migliorare il prodotto, ricercare nuove produzioni o investire sull'aggiornamento degli impianti continua a scendere di posto nella graduatoria delle priorità dell'azienda.
In molti settori e in quasi tutto il settore industriale metalmeccanico, sono stati ridotti drasticamente gli investimenti, in particolar modo nei settori più avanzati dove la sfida sull'innovazione doveva far emergere le qualità e l'intelligenza del paese. Le licenze,le certificazioni e le autorizzazioni per la competitività e la partecipazione a nuovi progetti sono sempre più ridotte.
L'utilizzo spietato delle varie leggi e leggine messe a disposizione per lo sviluppo dell'industria dai vari governi, hanno dissanguato le casse senza mai controllarne la congruità con scarso anzi scarsissimo ritorno all'economia del paese. Su questo una grossa riflessione va fatta anche sulla classe industriale Italiana, almeno per quella parte che quando si è trovata ad dover camminare con le proprie gambe e senza aiuto dallo stato,ha dato segno di poca maturità e convinzione.

Ripetutamente, ormai da anni, su scuola e ricerca il tutto è stato rallentato e quindi oggi c'è fame di tutto: di strutture idonee, di macchinari,di laboratori avanzati, di riorganizzazione e di un progetto concreto di studi per un rinnovamento funzionale .
Insistere nell' ignorare questo settore, settore principe di una società che vuol guardare avanti, si rischia di non essere presenti nel futuro e fermarsi destinando il paese alla continua retrocessione.
L'aversi illusi che la società poteva stare meglio solo con l'apparire senza le necessarie capacità di essere competenti e competitivi, si è di fatto ceduto il passo ai più furbi senza merito, spianando la strada agli incompetenti.
La legge di stabilità in corso di approvazione alle camere è molto debole e continua a penalizzare la classe media, anche se si sforza per far emergere qualche tiepido segnale viste le condizioni deficitarie del paese.
Nello stesso tempo è da tenere presente però che così facendo invertire la tendenza è solo un pensiero e potrebbe restare tale.
Il tempo rimasto è insufficiente per elaborare grandi progetti però non si può pensare di non crederci e il paese non può permettere distrazioni velleitarie, come ad esempio chi dice di sospendere oggi la legislatura ed andare al voto... non ce ne sono le condizioni.
Rimettere in moto il motore sociale tocca a questo governo, nel caso rivisto e aggiornato in questa legislatura e tocca altresì al PD come partito di maggioranza in quanto ad oggi non se ne vedono alternative concrete.
Ed allora .... le domande sono: 1) Il PD di Renzi riuscirà a costruire una squadra di nuove energie per far emergere qualità e risorse per una sfida di cambiamento? 2) E Renzi, saprà essere stimolatore di proposte per dare il tempo giusto e le priorità giuste al governo Letta?
Il popolo delle primarie ha dato fiducia a Renzi o se vogliamo ha speso una carta facendolo responsabile di cambiamento, le attese non possono tardare per capire se la carta è quella vincente, pertanto confidiamo sulla speranza che gli investimenti su persone, progetti e cose abbiano la saggezza per un nuovo corso che ci porti fuori dalla crisi attuale.
Roberto Giannetti 21-12-2013

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro.

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici