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A Frosinone il Lazio Pride 2019

LazioPride Fr2019 mindi Ivano Alteri - Il 22 giugno, a partire dalle 15,30 nel Piazzale Salvo D'Acquisto, a Frosinone si svolgerà il Lazio Pride 2019. Ad esso hanno aderito col proprio patrocinio la Provincia di Frosinone e i comuni ciociari di Alatri, Ferentino, San Donato Val di Comino; e vi hanno aderito molte associazioni locali e rappresentanze locali di quelle nazionali: ANPI Frosinone, Casa del Popolo Vittorio Arrigoni – Anagni, Comunità Solidali Frosinone, Frosinone Bella e Brutta, Grid, il Gazzettino Ciociaro, Indiegesta, Legambiente Frosinone, Possibile, Partito Democratico Frosinone, Piattaforma Civica di Ceccano, UIL Frosinone. L'entità delle adesioni e la loro qualità, mostrano e dimostrano l'attenzione del territorio ai temi centrali della manifestazione. L'entità e la qualità della partecipazione ne mostreranno e dimostreranno la maturità.

In definitiva, chi vi parteciperà, lo farà per diverse e numerose ragioni, magari anche contrastanti. Ma è utile, ognuno per sé o collettivamente, metterne a fuoco qualcuna, per avere chiaro perché partecipare è un bene per tutti.

È bene partecipare perché l'omosessualità non è un artifizio culturale. Il Pride non serve a dire che i gay esistono: i gay e le gay esistono in natura. Esso, invece, serve a legittimarne l'esistenza in ambito culturale di una condizione naturale, con una banale ma consapevole presa d'atto. Quindi, forse è opportuno sottolineare che, come accade in molti casi, le divisioni ideologiche tra destra e sinistra, che pur persistono in tutti i campi della vita associata, hanno poco senso in questo caso; poiché ciò di cui parliamo, l'esistenza degli omosessuali maschi e femmine, prima di riguardare la cultura riguarda già la natura; e ciò che è in natura non può costituire oggetto di schietta disputa ideologica, bensì solo disonesta e meschina. Non vi sono gay di destra o di sinistra, ma soltanto gay. L'accettazione culturale di una condizione naturale è un evidente segno di maturità umana e individuale. E anche politica.

È bene partecipare per stabilire un principio: ogni libera scelta, di qualsiasi natura, che non arrechi danno altrui, è lecita; anche la sua eventuale disapprovazione morale è lecita, ma non autorizza in alcun modo la discriminazione e la stigmatizzazione sociali, poiché arrecherebbero, esse sì, danno altrui.

È bene partecipare perché è liberatorio, per tutti. Spesso non ci si bada, ma in presenza di discriminazioni nei confronti di qualcuno, in qualsiasi ambito, tutti si resta coinvolti e si paga un prezzo; anche coloro che non intendessero schierarsi; poiché assistere ad una discriminazione impone una scelta: intervenire per opporvisi o non intervenire pensando che sia un problema di altri. In ogni caso, l'una scelta o l'altra definiscono moralmente e palesemente chi la compie.

È bene partecipare anche per un'altra ragione, più generale, anch'essa riguardante tutti, indistintamente: dopo la legittimazione delle coppie fondate sull'amore fra persone e non solo sui legami tra i sessi a scopi riproduttivi, occorre urgentemente codificare e legittimare un'altra “coppia”, la più liberatrice di tutte: quella tra i diritti civili e i diritti sociali; stabilendo definitivamente ed incontrovertibilmente che essi sono inscindibili; e che dopo la loro unione nessuno, neanche la morte, potrà mai separarli.
Essa, oltre che nella coscienza individuale di ognuno, fonda la propria legittimità nell'articolo 3 della Costituzione, in cui si dice che “la Repubblica”, tutta e non una qualche sua parte, ha il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Se non si compisse questo salto, fuori da questa coppia i diritti civili resterebbero sempre esposti a rischio mortale. Non solo nel senso che qualcuno potrebbe prima o poi cancellarli col favore dell'opinione pubblica, ma anche nel senso che essi sarebbero fittizi e, pur restando formalmente scritti nelle leggi, non ci sarebbe nessuno ad esercitarli liberamente, per impossibilità materiale.

Quindi, anche chi fino ad ora non abbia sentito il bisogno di assumere una propria posizione netta sul tema, si affretti a farlo, è il momento opportuno: partecipi al Pride, si liberi dalla gabbia di pregiudizi di cui è prigioniero e contribuisca a liberare milioni di persone omosessuali dalla minaccia di una vita che a volte può trasformarsi in un incubo.

Frosinone 17 giugno 2019

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