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Ceccano al voto: un appello di Art. UNO/LEU

  • Scritto da  Gaetano Ambrosiano

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 Coordinatore Provinciale art.UNO / Leu - Noi di Art.Uno riteniamo che il centro sinistra, se unito, sia ancora in grado di dare risposte. Purtroppo che il centro sinistra unito non esistesse più da tempo nella nostra provincia è evidente a tutti. La domanda che poniamo “è terminato il futuro dei partiti per dare spazio ad autoreferenziali personalismi?”. A giudicare dal proliferare di candidati a sindaco della città di Ceccano si direbbe di sì.

Viene un altro dubbio: “Ma di fronte ad un centrodestra coeso e compatto qual è l’alternativa proposta?” Disperdersi in una molteplicità di candidati e programmi è garanzia di sconfitta, al di là di tutti i buoni propositi il dato è oggettivo. In questo modo sembra che ci sia un’accurata strategia per perdere e cancellare un mondo di sinistra nella battaglia elettorale con il centrodestra. Continuamente gli elettori si chiedono “Perché questo accade?” Affinché a questa domanda non si debbano dare risposte con una sconfitta poco edificante, di fatto già scritta in calce, forse sarebbe necessario rivedere la situazione in modo responsabile, trovare ordine, aprire un dialogo reale e concreto, ritrovare la via dell’unità perché nessuno ha il diritto di ergersi a “padrone” dei valori della sinistra. Il tempo non è perso, ci sono i margini per comporre una larga e forte coalizione capace di tornare al governo di Ceccano.

A nessuno è chiesto di rinunciare al lavoro svolto ma solo di mettersi al servizio davvero della città e dei cittadini, offrendo un più ampio respiro e consentire la costruzione di una vera alternativa politica. Facciamo appello al senso di appartenenza per individuare il capo cordata del nostro comune filo rosso e, per una volta, ci si sforzi nel coniugare armonicamente i valori delle nostre articolate diversità. Se si volesse indicare il primo punto che le forze di sinistra dovrebbero mettere all’ordine del giorno è quello di riafferrare i problemi reali, condizione essenziale per riuscire a declinare i punti programmatici di uno schieramento coeso, riformatore, in grado di interpretare le vere istanze di una cittadinanza mutata negli anni, stratificata in interessi diversificati, bisognosa di un modello di sviluppo efficace e sostenibile.

La via dell’unità, il confronto, il dibattito è senz’altro una strada complessa e difficile da intraprendere ma rappresenta il seme di una crescita nel concetto di bene comune. Agli elettori del centro sinistra non interessa sapere chi sia più o meno più a sinistra dell’altro o schierarsi da una parte o dall’altra dei problemi personalismi e rancori che hanno incrostato i rapporti, il dialogo politico, determinato fuoriuscite, relegato una città importante come Ceccano a una palestra per un centrodestra incapace e sgangherato che trova unità sul niente se non sulla litigiosità dei suoi avversari. Gli elettori di Ceccano vorrebbero soltanto una proposta unitaria, onesta e coerente. Vorrebbero poter scegliere una compagine capace di gettarsi dietro le spalle sciocchi conflitti per proporre una rinascita, la speranza di specchiarsi in una classe dirigente preparata e determinata, cancellare la mediocrità di un centrodestra fallimentare e chiuso nei suoi affarucci di bottega. Un elettorato desideroso di dare vita al futuro, a una visione di rilancio che cammini su una proposta politica precisa.

Esorto tutti coloro che si riconoscono nei valori della sinistra a vedere nell’altro i motivi per riconoscersi abbandonando egoismi e autoreferenzialità. Torniamo alla ragione e alla politica, abbandoniamo chiusure e settarismi, prendiamo a piene mani le redini di una storia comune e proponiamo un futuro dignitoso alla città di Ceccano. È questa la sfida che dobbiamo affrontare invertendo la sorte che, fino ad ora, ha visto inanellare solo una serie di fallimenti. Molte civiltà sono uscite dalla storia precipitando nella barbarie. Può accadere anche a noi se la destra – con il carico di paura di cui è pervasa – riuscirà a prevalere e se la sinistra non riuscirà a far vincere un’altra idea del mondo e, nel nostro caso, di città. La destra ha fallito a Ceccano, Caligiore è crollato, bocciato dalla sua stessa maggioranza. Il centrodestra va mandato a casa.

Pubblicato in da Ceccano
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