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Ceccano anni ‘80. La Città cambia volto

  • Scritto da  Maurizio Cerroni

Ricordi e analisi di Maurizio di Cerroni

ceccano monumento 350 260di Maurizio Cerroni - Gli anni ’80, del reflusso, dell’edonismo, dell’individualismo. Furono gli anni in cui si fecero largo le politiche liberiste, incarnate dal conservatorismo liberale di Margaret Thatcher nel Regno Unito e da Ronald Reagan negli Stati Uniti. In Italia lo scontro sociale fu molto forte, è indelebile l’immagine di Enrico Berlinguer, segretario del PCI dal 1972 al 1984 davanti ai cancelli della Fiat di Mirafiori; così come resta incancellabile la risposta della Fiat, dei colletti bianchi, della marcia dei quarantamila a Torino il 14 ottobre 1980. Vennero licenziati migliaia di lavoratori, mentre il sindacato uscì diviso e sconfitto.

Le trasformazioni tecnologiche che investirono l’Italia in quegli anni furono veloci e colpirono l’intero apparato industriale e produttivo del nostro Paese, trovando impreparati il sindacato, il PCI e la Sinistra tutta che subì una conseguente importante sconfitta. La rivoluzione industriale in atto negli anni ‘80 del secolo scorso, fu realizzata introducendo innovazione, informatica e telematica robotica. Il dibattito tra le forze del mondo del lavoro, a sinistra, fu duro, a tratti aspro, e di questa complessa situazione furono esempio lampante le questioni sollevate da Giorgio Amendola, sia nei confronti del sindacato che del PCI, invitato a compiere una lettura più attenta nei confronti di una nuova rivoluzione industriale che a breve avrebbe scardinato tutto il modello sociale conosciuto fino ad allora. La situazione politica italiana, in quegli anni, fu segnata dall’egemonia democristiana, attuata attraverso la formula del pentapartito a livello istituzionale, e grazie a politiche assistenziali, che produssero un forte debito pubblico. Nel Paese, però, a livello amministrativo era presente l'onda lunga delle giunte di sinistra, con il buon governo nelle grandi città italiane e in tantissimi comuni della penisola.cerroni 300230 min

A Ceccano non può essere dimenticata l'esperienza della giunta di Lorenzo Masi, in continuità dal 1978 al 1980, con Aldo Papetti. Occorre ricordare che la DC era in quel periodo all'opposizione con 12 consiglieri comunali, risultando essere per tanti anni il partito di maggioranza relativa. L'esperienza amministrativa della Città Fabraterna con Aldo Papetti, sindaco PCI, fu indubbiamente buona, basata sulla programmazione, impegnata a risolvere le tante questioni che all'epoca interessavano la nostra popolazione mentre si avvertiva molto chiaramente a Ceccano che i cittadini nutrivano autentica fiducia verso la giunta rossa. Nel 1979 fui chiamato a guidare la sezione PCI di Ceccano, da Segretario, aiutato dal gruppo dirigente più attivo della sezione, iniziai a lavorare alla composizione della lista dei candidati del PCI per le imminenti elezioni amministrative. La lista dei candidati, che all’epoca avrebbe dovuto essere composta da trenta Compagni, fu stilata iniziando da Aldo Papetti, il Sindaco uscente, come capolista e tutti gli altri inseriti in ordine alfabetico; lista fortemente radicata sul territorio cittadino e sostenuta da un valido programma amministrativo. La campagna elettorale fu affrontata con passione, con numerosi appuntamenti, assemblee partecipatissime e grazie ad un tandem Papetti-Loffredi che si rivelò molto efficace.

Il risultato elettorale fu altrettanto straordinario: la sinistra vinse le elezioni e a Ceccano il PCI, dopo tanti anni, torna ad essere il partito di maggioranza relativa in consiglio comunale con 11 consiglieri eletti. Un risultato di tale portata permise una rapida composizione della nuova giunta di sinistra, con la riconferma di Papetti Sindaco. Non avevo ancora elaborato la soddisfazione per la vittoria, accompagnata anche dalla mia elezione in consiglio comunale, quando a soli 24 anni, fui chiamato a far parte della giunta municipale. Aldo Papetti, da funzionario di partito, era impegnato a tempo pieno al Comune ma, per motivi personali e con la sorpresa di tutti, dopo pochi mesi decise di dimettersi; al suo posto fu proposto Angelino Loffredi, il quale, a seguito di una breve discussione, fu chiamato a ricoprire il ruolo di Sindaco di Ceccano, incarico svolto con grande competenza dal 1981 al 1985; allo stesso tempo io fui riconfermato in giunta con il Sindaco Loffredi. Nel 1982 Loffredi mi esternò le sue profonde preoccupazioni per l'attività del Partito, e mi propose di tornare a guidare nuovamente la sezione PCI di Ceccano; accolsi questa proposta con piacere e tale decisione mi portò alle dimissioni da assessore, scelta che oggi potrebbe apparire strana poiché non siamo più abituati a dimissioni volontarie da incarichi istituzionali e amministrativi.

L’esperienza amministrativa accumulata in quegli anni fu utile anche nell'attività di partito che mi vide protagonista negli anni successivi. Le esperienze amministrative di Aldo Papetti e di Angelino Loffredi meritano grande attenzione per le cose che riuscirono a programmare, a progettare, e a realizzare cambiando in positivo il volto della nostra Città.

L’Italia viveva gli anni difficili del terrorismo: le stragi del terrorismo nero, e, più avanti, gli attacchi delle brigate rosse verso giornalisti, magistrati, e uomini dello Stato. In quel periodo l'unità del mondo politico e sindacale determinò la sconfitta del terrorismo: i partiti politici e le organizzazioni sindacali difesero la libertà e la nostra democrazia. Una similitudine oggi, con la guerra, con gli anni del terrorismo con l’attuale situazione di pandemia sembrerebbe un paragone superficiale. Nondimeno, ci attendono tempi in cui ci sarà sicuramente necessità di ricostruire, ci sarà urgenza di ripensare lo sviluppo coniugato con il rispetto dell'ambiente e la salute di tutti. Infatti, in questi tempi così complicati, il difficile compito che attende la Politica, i partiti, sarà proprio quello di lavorare per la rinascita del nostro Paese.

 

 

 

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