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Ceccano. Anni ‘90. Sembrava impossibile, ma accadde...

  • Scritto da  Maurizio Cerroni

Meglio perdere con le proprie idee che vincere con quelle degli altri. Non domenticarlo mai

Cerroni 2 90 350 minSono gli anni di tangentopoli, quelli della scoperta di un sistema diffuso di corruzione che per lungo tempo aveva coinvolto parte del mondo imprenditoriale, amministrativo e politico del nostro paese; quasi tutti i partiti politici italiani vengono travolti dall’inchiesta e in pochi anni molti di essi spariranno dalla scena politica nazionale, decretando la fine della cosiddetta Prima Repubblica. Inoltre, già nel 1991, nel corso del XX congresso del PCI convocato a Rimini in seguito alla svolta annunciata da Achille Occhetto, solo pochi mesi dopo la caduta del muro di Berlino e quasi in contemporanea con il dissolvimento dell’Unione Sovietica, il Partito Comunista Italiano aveva cambiato nome e simbolo, dando vita al PDS. Però, di fronte a un cambiamento di tale portata, viene meno un analisi politica, mancano adeguate risposte alla nuova situazione che si è determinata, a livello nazionale e internazionale. Le elezioni successive a tangentopoli, che si tengono nel 1994, non portano a un radicale cambiamento nello scenario politico italiano, al contrario di quanto in molti auspicavano dopo le inchieste di “Mani pulite,”e dal voto escono vincitrici le forze conservatrici, mentre sono sconfitte le forze progressiste. Le elezioni politiche del 27 marzo del 1994 vengono contrassegnate dal successo di un nuovo partito, Forza Italia, e da quello del suo leader, Silvio Berlusconi.

La situazione politica amministrativa ceccanese all’inizio degli anni ‘90 era segnata da un forte protagonismo, di impronta personalistica, che contribuisce a marcare anche a livello locale la crisi di identità e di partito della sinistra. Nel 1990 era nata a Ceccano una maggioranza formata da PCI e DC, con un accordo sottoscritto nella sezione di Colle Leo, per eleggere Sindaco Giancarlo Savoni. Però, appena nove mesi dopo era stato rimesso in discussione tutto, con la conseguente formazione di una nuova maggioranza con PCI, Socialisti, Pri, che aveva eletto Francesco Ciotoli come Sindaco di Ceccano. Pure questa esperienza fu di vita breve e portò all’alleanza fra DC e socialisti, portando all’elezione a sindaco di Querqui. Nell’amministrazione comunale ceccanese erano anni di grande fibrillazione e da lì a poco si arriverà allo scioglimento del consiglio comunale, lasciando la città allo sbando e il commissario prefettizio chiamato a gestire questa fase. La fine della DC e lo smarrimento dei socialisti si palesano chiaramente in quel momento anche nella politica ceccanese. La crisi post comunista a sinistra si manifesta nella perdita di consenso e con l’erosione del radicamento storico a Ceccano. C'era tanta sfiducia e smarrimento, per usare un eufemismo.

In un siffatto clima, una mattina del mese di marzo del 1994, sono stato convocato presso la Federazione del PDS dall’alloraCerroni 1 90 350 min segretario De Angelis; in sede era presente anche Arcangelo Spaziani. Dopo qualche minuto avevo capito il motivo della convocazione; infatti, presto mi chiesero di lavorare alla costruzione di una coalizione per le imminenti elezioni amministrative, poi fissate a giugno. Quelle del 1994 sono le prime elezioni che si svolgono dopo l’approvazione della nuova legge elettorale, la legge 81 del 25 marzo 1993, che aveva introdotto l’elezione diretta del Sindaco da parte dei cittadini.

Non nascondo che la proposta ricevuta mi aveva tenuto sveglio per qualche notte. Alcune esperienze amministrative le avevo maturate negli anni precedenti, come consigliere comunale e con due mandati come consigliere e capogruppo in consiglio Provinciale, ma la situazione politica era estremamente complicata. La destra era galvanizzata dalla recente vittoria alle politiche del 27 marzo 1994. Il tempo a disposizione era poco e la strada davanti a me tutta in salita. Dopo qualche giorno avevo iniziato a tessere la ragnatela per mettere in piedi la coalizione. In vista delle amministrative, la Federazione del PDS mi aveva dato anche delle indicazioni a livello personale, raccomandandosi di cambiare il mio abbigliamento, perché ritenuto troppo sportivo per un candidato a Sindaco. Il lavoro politico di quei giorni porta alla formazione di una coalizione, unita da un solido programma amministrativo, e costituita dal mio partito, il PDS, che annoverava molte persone ben radicate sul territorio, da una lista socialista di Antonio Ciotoli e Angelo Ciotoli, da un'altra lista di area socialista con Matteo Maura e Pasqualino Vicheni, dalla lista civica guidata da Giovanni Montoni, Insieme per Ceccano, dalla lista di Rifondazione Comunista di Marcello Tucci.

La crisi che stava attraversando la DC a livello nazionale, si evidenziava anche a livello locale a Ceccano, dove l’area democristiana esprimeva più candidature a Sindaco per le amministrative del 1994: Giovanni Savoni, Alessandro Franco Battista, Francesco Carrano.

Quindi, il vero scontro politico era tra la coalizione di sinistra che mi sosteneva come candidato Sindaco, e la destra guidata da Stefano Gizzi. Il mio comitato elettorale era stato posto in via Roma, con il disappunto di qualche storico militante proveniente dal PCI che non capiva bene la funzione del comitato elettorale rispetto alla sezione del partito. Comunque, ben presto si capì quale era la funzione e l’importanza del comitato elettorale. Il comitato era la casa di tutta la coalizione. E' la campagna elettorale dei manifesti, dei volantini e dei biglietti personalizzati, la prima con un dibattito tra i candidati a sindaco in televisione. Non mi sono mai preoccupato più di tanto delle mie balbuzie, le così dette barriere fonetiche; ho imparato molto presto a conviverci, allenando la respirazione con il mio diaframma. E la balbuzie in politica può essere una risorsa, perché prima di parlare ci pensi dieci volte. Insomma, come cantava Guccini: "Ma io sono fiero del mio sognare, del mio eterno incespicare". Senz'altro, erano in molti a non credere nella coalizione di sinistra che si era costituita nel 1994; infatti, visto il quadro politico in trasformazione, nella città si avvertiva la presenza di una destra che puntava a cavalcare la recente vittoria politica di Berlusconi. Però, ero e sono convinto che con la motivazione, la passione, il coraggio, suffragati da un serio programma politico, si può trasmettere fiducia agli altri. E così avvenne, attraverso centinaia di iniziative politiche e tantissimi incontri con i cittadini. Si partiva la mattina presto e si rientrava a casa a tarda notte. Una volta, in quella entusiasmante impresa politica, dal pomeriggio fino a notte inoltrata ho tenuto dodici assemblee, con tanta gente coinvolta e che partecipava attivamente.

Sono state settimane intense quelle, tra Ceccano, la città territorio, le sue colline, le contrade, le strade i vicoli, porta a porta; penso di essere stato ospitato in tutte le case dei ceccanesi in quella campagna elettorale. Qualche volta, anche le situazioni che sembrano impossibili possono tramutarsi in una vittoria. Arriva il giorno, più atteso, la cittadinanza è chiamata alle urne. Nel corso della giornata del voto c’è grande attesa. Ognuno ha il proprio sondaggio. Quindi lo spoglio e il tanto atteso esito elettorale: la nostra coalizione è prima per numero di voti, e va al ballottaggio con la colazione di destra. Certo, il ballottaggio è tutta un'altra partita. Lo scontro è tra i partiti, e tra i due candidati a Sindaco che restano in campo. Si decide tutto in due settimane. Servono nervi saldi per non sbagliare nel momento più importante, occorre mandare messaggi chiari alla comunità, e l'operazione politica che riesco a realizzare è quella di portare il voto moderato di centro verso la mia coalizione. Sono quindici giorni lunghissimi. È una campagna elettorale seguita con attenzione da molti cittadini. Le iniziative della mia coalizione al secondo turno sono partecipate da centinaia di persone. Ancora una volta, dopo tanto lavoro non rimane che l'attesa del risultato. Le operazioni di scrutino sembrano interminabili. Verso le otto di sera, i risultati che arrivano dai seggi elettorali sono travolgenti e tutti a nostro favore! Superiamo gli 8550 voti! Finalmente, è il momento della gioia per la vittoria, condivisa con tutta la coalizione. Piazza 25 luglio è strapiena di persone, ricordo quasi di volare preso tra le braccia di tanti ceccanesi. Sono istanti indimenticabili e ancora oggi ringrazio la città per la tanta fiducia che mi ha riservato.

Vengo eletto Sindaco a soli 37 anni e sono il primo sindaco di Ceccano eletto direttamente dal popolo. Innumerevoli le dichiarazioni da me fatte alla stampa dopo l’elezione, in cui ho ringraziato chi mi aveva dato fiducia e chi non mi aveva votato. Soprattutto, ho ripetuto a tutti la mia volontà di essere il sindaco di tutti, e questo è stato un punto fermo a cui sono rimasto fedele per tutta la mia esperienza da Sindaco. Difatti, non mi sono fatto condizionare da nessuno, nemmeno dal mio partito. Insieme con la vittoria a Ceccano, arrivano poi quelle a Veroli, Frosinone, Alatri, Ferentino, grazie alle quali si consolida il governo di centrosinistra a livello di amministrazione Provinciale e nei tanti comuni della nostra provincia. In quegli anni, la sinistra ottiene una vera riscossa che parte dal basso, che arriva dai comuni. E per il presente, voglio dire che la politica è bella per questo. Non pensate che tutto sia finito, che si devono fare accordi solo per la paura di perdere. Rimarcate le vostre identità. Siate orgogliosi delle vostre idee. Nel nostro paese c'è ancora bisogno di buona politica. C'è bisogno di partiti organizzati. Perché sono la linfa della democrazia. C'è bisogno di sinistra. Una sinistra moderna, aperta al mondo dell'associazionismo e alle sensibilità civiche. Perché solamente la politica può avere la forza per programmare e per interagire con il governo, sia nazionale che regionale. È questa la garanzia per un buon governo a livello locale, e non provare a farlo è un errore. Meglio perdere con le proprie idee che vincere con quelle degli altri.

 

 

 

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