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Ceccano, 1998. Governare ascoltando i cittadini

  • Scritto da  Maurizio Cerroni

Dal 1994. Ceccano, 1998. Governare ascoltando i cittadini

m.cerroni 390 minGovernare, ascoltare, stimolare la partecipazione. Queste sono state le principali vie maestre da cui mi sono fatto guidare come Sindaco di Ceccano. Governare, ascoltare, stimolare la partecipazione, ritengo siano tutt'ora di grande attualità come direttrici principali per la politica. Le elezioni amministrative del 1994 erano segnate dalla grande novità politica dell’elezione diretta del Sindaco, e avvertivo che c’erano tante aspettative nei miei confronti da parte dei ceccanesi. Uno dei primi atti a cui sono chiamato come Sindaco, è stato quello di nominare la nuova giunta; una giunta comunale davvero nuova quella nominata nei giorni successivi alle elezioni, in quanto nessuno dei designati aveva mai fatto parte di quelle passate: Luigi Compagnoni, Angelo Ciotoli, Pasqualino Vicheni, Salvatore Liburdi, Fabio Langiu', Camilla Lucchetti. Il primo anno del mandato l’amministrazione aveva deciso di investire molto nella programmazione e nella progettazione, e si riuscì a far arrivare nelle casse del comune molti finanziamenti, regionali, statali, europei. Palazzo Antonelli, il palazzo storico in cui aveva sede il Comune, era ormai chiuso da diversi anni; dopo appena pochi mesi, accelerando i tempi di sistemazione della sede, tornava ad essere il cuore pulsante del governo di Ceccano. Ben presto si attuò un riordino della pianta organica del personale. Le prime sedute del consiglio comunale furono dedicate a tracciare le linee programmatiche del mandato. In poco tempo, venne adottato il regolamento per attuare il piano regolatore, che era stato approvato dalla Regione Lazio; e il piano regolatore si dimostrò subito una vera rivoluzione urbanistica: approvammo numerosi piani particolareggiati - nelle zone artigianali, nel centro storico, nella zona di Vigne Vecchie - per edilizia economica popolare agevolata, e un altro piano particolareggiato fu approvato in via Falcone al fine di raddoppiare l'area del piazzale di Bachelet dove verrà posizionata la statua di Padre Pio. Il piano regolatore rappresentò veramente un momento importante per la storia recente della città fabraterna. Infatti, tale piano “regolatore”, che già nella parola esprimeva il suo ruolo cioè quello di essere strumento urbanistico per regolare l'attività edificatoria all'interno del territorio comunale, nasceva proprio per fornire finalmente certezze a tutti i cittadini. Nel corso degli ultimi anni, però, ho assistito ad alcune polemiche sull’urbanistica di Ceccano, a volte sterili, spesso prive di qualsiasi argomento concreto e in altri casi alimentata solamente da false notizie. Senza considerare che tutte le amministrazioni che sono succedete alla mia nel corso degli anni, formate da diverse coalizioni e addirittura di orientamento politico radicalmente opposto rispetto al mio, non hanno cambiato una sola virgola del Piano Regolatore Generale del nostro comune.

L’amministrazione comunale eletta nel 1994, aveva deciso di concentrare grande attenzione nel recupero e nella valorizzazione degli spazi pubblici, attraverso cui la città fu dotata di ampi parcheggi, e furono individuati i luoghi di ubicazione del monumento in ricordo del bersagliere, della una stele in marmo dedicato al memoria dei caduti sul lavoro, il monumento dedicato a Luigi Mastrogiacomo per ricordare i fatti di sangue legati allo sciopero degli operai dello stabilimento Annunziata di Ceccano del maggio 1962. Si lavorò all’ampliamento della biblioteca, furono fatti investimenti nei servizi sociali, e molti interventi interessarono l'edilizia scolastica. La viabilità venne trasformata, rendendola più moderna e adatta alle nuove esigenze di una città e dei cittadini della seconda metà degli anni ‘90: il ponte di collegamento con Castro dei Volsci, il ponte da Passo del Cardinale al campo sportivo, la passerella a Santa Maria a Fiume, il ponte Cantinella, la strada di collegamento da via Fabrateria Vetus a via Giacomo Matteotti, rotatorie, cavalcavia, il sottopassaggio con le rete ferrata, l’allargamento di numerose strade comunali. Inoltre, in quegli anni furono realizzati 70 km di rete fognante nelle popolose contrade di Ceccano e predisposti 3000 punti luce. Grazie ai fondi Europei, fu operato il recuperato dell’ex cartiera e la realizzazione del centro servizi, poi la bonifica, la realizzazione e la riqualificazione di cave dismesse in via Morolense – con la creazione di un parco naturalistico. Quindi, con fondi regionali vennero realizzati il campo di baseball e la pista di atletica. Vennero portati a termine i lavori di ristrutturazione del cinema teatro Antares, fu costruita e inaugurata la nuova chiesa del Sacro Cuore nel popoloso quartiere di Giuseppe Di Vittorio. Dunque, fu costruito nel centro storico un nuovo centro per i “diversamente giovani”, gli anziani, e si diede vita ad unponteCeccano 390 min “Hortus conclusus” dietro la Chiesa di S Nicola. Infine, con grande determinazione e con la strenua volontà del consiglio comunale, vennero acquisiti alla città, attraverso asta pubblica, e messi a disposizione di tutta la comunità ceccanese due beni di inestimabile importanza storica, artistica e architettonica, oltre che di bellezza unica: prima il Castello dei Conti de’ Ceccano e poco tempo dopo il Castel Sindici con il parco annesso.

In quegli anni, l’amministrazione comunale si occupò anche di rimodulare la convenzione con le ferrovie per il passaggio dell’alta velocità. Una convenzione che fu costruita mettendo al primo posto il rispetto del territorio, con grande attenzione per gli indennizzi ai cittadini che purtroppo si videro espropriati i terreni e abbattute le abitazioni. Tale convenzione, dopo essere stata approvata in consiglio comunale, venne portata ad esempio in tutto il Lazio pure per le importanti opere compensative che verranno realizzate in tutto il territorio cittadino.

Quelli che vanno dal 1994 al 1998 furono quattro anni di una esperienza straordinaria alla guida del Comune, che mi consentirono di affrontare la campagna elettorale per le amministrative del giugno 1998 con la consapevolezza che il programma amministrativo presentato nel 1994 era stato realizzato e portato a termine praticamente in toto, anche grazie al un rapporto eccezionale costruito tra il Comune di Ceccano e la Regione Lazio.

Prima delle elezioni del 1998 era stato organizzato un congresso dei DS, molto partecipato, con oltre 700 iscritti che partecipano al voto, che vide il nuovo consiglio direttivo del partito cittadino eletto a scrutinio segreto. Si svolsero i congressi in altre sezioni della nostra provincia, animati da discussione sincera, con tesi contrapposte e con il voto al termine delle assemblee congressuali. Proprio quel periodo, per chi proveniva dalle file del PCI era in atto una sorta di mutazione genetica. Nei Democratici di Sinistra nacquero le correnti, si costituriono diverse aree di pensiero. Ci si avviava al nuovo millennio mentre erano in atto profondi cambiamenti sociali ed economici nel paese. I partiti della sinistra palesavano difficoltà di radicamento in settori tradizionalmente importanti come quelli dei lavoratori. La sezione cittadina dei DS a Ceccano arrivò unita alla campagna elettorale del 1998 e mise in campo una lista forte. Il Prc, uscito dalla maggioranza prima della fine dei quattro anni di mandato, si presentò all’appuntamento elettorale con un suo candidato a Sindaco. Una parte dei moderati in città si ritrova nella candidatura a Sindaco di G. Querqui. La mia coalizione, con cui mi candidavo alla riconferma come Sindaco, era formata da i DS, Socialisti, Insieme per Ceccano, la lista dei Popolari. Quella campagna elettorale mi offrì la possibilità di raccontare, nelle numerose assemblee di coalizione organizzate, le tante cose realizzate nei quattro anni precedenti e di parlare del nuovo programma per la Ceccano che si avviava verso il nuovo secolo, il 2000. L'aria politica che si respirava in città era molto buona, in giro notavo tantissimi attestati di stima e manifestazioni di fiducia verso la nostra coalizione. Nella primavera del 1998, il voto premiò il lavoro fatto e la buona amministrazione: vinciamo al primo turno! Solo il mio partito, i DS, arrivò al 30% delle preferenze, 4000 voti! La piazza si riempì di nuovo, si festeggiò e il centrosinistra vinse ancora una volta a Ceccano. Si andava verso il 2000. Il centrosinistra Ceccanese si dimostrerà determinante per le vittorie di quegli anni, sia nel voto politico che nelle elezioni provinciali e regionali in cui si arrivò a percentuali così alte da sfiorare il 60% dei consensi.

Nel mio secondo mandato da Sindaco, proseguimmo l'azione di governo cittadino con determinazione, e verranno portate a completamento numerose opere pubbliche avviate nel corso degli anni. È stata una buona stagione amministrativa, e ne vado fiero. Soprattutto, sono orgoglioso del fatto che a distanza di tanti anni molti cittadini ricordino in maniera molto positiva la mia amministrazione e le tante opere realizzate con il lavoro e l'impegno di molti. Perché per governare bene serve la programmazione, bisogna essere predisposti all’ascolto della propria comunità, è necessario interagire con tutti gli enti, in particolare modo con la Regione. Senza dimenticare il ruolo fondamentale della politica, dei partiti, per un buon governo. Pur tra le tante difficoltà che esistono e persistono nel territorio provinciale al giorno d’oggi, interessato dagli effetti di una lunga crisi economica e sociale, Ceccano può e deve avere un ruolo importante in questo territorio nei prossimi anni. Infatti, la nostra città rappresenta un punto strategico in quanto è interessata da numerosi collegamenti stradali, si trova nei pressi dell’autostrada, è attraversata da parte della zona industriale, e, per ultimo, ha una rete ferroviaria e presto sarà in prossimità di un collegamento con l'alta velocità, che potrà rappresentare un enorme vantaggio per il nostro territorio – grazie ad una intesa sottoscritta dalla Regione Lazio con il ministero competente e le ferrovie solo pochi mesi fa. Noi dobbiamo lavorare per assicurare buon governo alla città di Ceccano. E dobbiamo promuovere politiche che rilanciano il nostro territorio da un punto di vista socio-economico. C'è veramente tanto bisogno di fiducia e nuova speranza perché le cose possano cambiare in meglio per il nostro futuro.

 

 

 

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