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Il dovere di salvare l'ospedale di Anagni

  • Scritto da  Comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni”

L'emergenza da Coronavirus ha fatto capre bene cosa vuol dire non avere più l’Ospedale ad Anagni

Anagni Ospedale 350 260

In questi mesi dell’ emergenza da Coronavirus il popolo anagnino ha capito bene cosa vuol dire non avere più l’Ospedale. Il famoso Ospedale sotto casa! Lo ha capito bene con una precisa sensazione di terrore al solo pensiero, non solo del venir meno delle forme di assistenza continue che devono essere somministrate ai malati cronici, quanto soprattutto a cosa poteva capitare al momento dei primi sintomi del morbo: allontanamento dalla famiglia, isolamento in reparti di ospedali lontani da casa, minima possibilità di comunicare con i propri cari.

Coloro che sostenevano la necessità della chiusura di Anagni per l’esigenza di urgenti piani di riordino dei bilanci, hanno sempre affermato che dopo questo sacrificio avremmo goduto di una sanità notevolmente migliore. Invece… abbiamo ascoltato fiumi di parole seguite da zero fatti. Eppure In questi anni sono state fatte varie ipotesi per rilanciare la struttura, alcune molto serie e attinenti alle reali esigenze della popolazione come il piano Roiati; altre improbabili e risibili, al limite della provocazione, come l’ospedale ambientale (Presa). Infatti, nonostante l’impegno dei cittadini, le Istituzioni e la Regione in primis, hanno definitivamente cancellato il problema Anagni, senza creare nulla di alternativo, privando le aree interne del territorio, dove vivono quasi 80.000 abitanti, del Pronto Soccorso per le urgenze e le emergenze e delle cure essenziali di assistenza (Lea).

Ora occorre ragionare sulle cose che offre la struttura come Presidio sanitario e farle funzionare o ripristinare. La struttura offre molto poco quasi niente… Nessun servizio per le urgenze e molto poco per le visite specialistiche. Per quelle esistenti ci sono liste di attesa infinite.

La struttura di Anagni è dotata di due strumenti diagnostici di eccellenza: un mammografo in tomosintesi acquistato da Bancanagni, dal Comune stesso e dai cittadini e che non viene utilizzato a pieno regime, così come la Tac di ultima generazione, per mancanza di personale medico e tecnico. Vorremmo chiedere al nuovo responsabile della struttura nonché direttore del distretto dott. Mauro Vicano, che speranze(intenzioni, volontà?) ci sono per vedere funzionare finalmente a pieno regime queste attrezzature e quali siano le sue proposte per offrire ai cittadini di 9 comuni,( i quasi 80mila abitanti ! ) una Sanità che garantisca il pieno Diritto alla Salute e risponda alle reali esigenze del territorio.

11 luglio 2020 
COMITATO “SALVIAMO L’ OSPEDALE DI ANAGNI”
Associazione Quartiere Cerere, Anagni Scuola Futura, Anagni Viva, Comitato Ponte del Papa, Associazione Diritto alla Salute, LegAmbiente Circolo di Anagni, Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.
Per info telefonare al n.: 3930723990.
mail: .
Per aggiornamenti: www.anagniviva.org
www.dirittoallasalute.com

 

Pubblicato in da Anagni
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