fbpx
Menu
A+ A A-

Cassino: Che senso ha l'iniziativa per la Civitas Mariae?

  • Scritto da  Mario Costa

“Non agitare ciò che è calmo”,

Cassinomunicipio 350 260“Quieta non movere!”. E’ l’incipit di un saggio motto popolare in lingua latina che può essere tradotto con: “Non agitare ciò che è calmo”, oppure con l’equivalente “non muovere le cose tranquille”.

Lo richiamava, tale motto, a conclusione di un suo scritto nella rubrica “Scampoli”, che curava sul nostro diffuso free press settimanale, “Cassino7”, il già preside del “Carducci”, Peppino Grossi. Un cassinate doc, attaccato (senza voler esagerare, così come un mitile lo è allo scoglio) a questa sua città di cui conosce bene la sua gente, con i suoi pregi e difetti, e da dove non si allontana mai. Un uomo di cultura, saggio, attento alle cose, della cui squisita ed affettuosa amicizia ci gratifichiamo. Quel suo scritto dal titolo: “Tre Santi Patroni e…non bastano”, risale al 27 marzo del 2004. Non proprio a ieri, quindi. Spinti dall’attualità dell’argomento riproposto dai parroci di questa città con la richiesta di proclamare Cassino “Civitas Mariae”, siamo andati a ritrovarlo nel libro “Cassino, ad Agosto, non è brutta”, edito da Francesco Ciolfi. Una raccolta di parte delle pubblicazioni di quella sua fortunata e assai letta rubrica.

Peppino Grossi ricorda che quando Cassino, nel 1995, proclamò suo patrono San Benedetto (“Santo importantissimo per il mondo intero… che l’Europa giustamente lo volle suo patrono”), la città ne aveva già uno, San Germano, un santo forestiero, di origine campana che si fermò secoli fa a Cassino. Verso il quale però i Cassinati non hanno mostrato mai un grande trasporto. “Anzi, poco devotamente - scrive il nostro preside – lo hanno sempre considerato una specie di intruso, l’antesignano di tutti i forestieri che sono capitati e càpitano a Cassino per caso, vi mettono, come si dice, le tende e finiscono, senza meriti particolari, con lo scalzare i nativi del luogo in ogni attività e, paradossalmente, nella considerazione di parecchi degli stessi Cassinati”. Anche per questa ragione, quindi, essi non si sarebbero affatto dispiaciuti quando San Benedetto è stato proclamato patrono di Cassino.

“In effetti, però, a ben vedere – sostenne ancora Grossi – San Germano non è stato mai sostituito ufficialmente; direi che è stato piuttosto affiancato da San Benedetto, per cui, considerato che anche la Madonna dell’Assunta è ritenuta dai Cassinati una protettrice del paese (credo, anzi, che sia la più invocata), Cassino si ritrova oggi con tre protettori”.

“Che dire? Che fare? Affidarsi ad uno solo dei tre?”, si chiedeva in conclusione. E nella sua lungimirante saggezza suggeriva: “Quieta non movere!”. Anche perché nessuno dei tre santi aveva sollevato un qualche conflitto di competenza e, con i tempi che correvano (In Comune si era agli inizi dell’allegra era Scittarelli, che, come anticipammo in un nostro scritto, ci avrebbe lasciato in mutande), rinunciare alla protezione di due dei tre sarebbe stato veramente da stolti. Del resto, tra i fedeli, il tutto procedeva tranquillamente, senza problema alcuno.
Quieta non movere!” equivale anche al “Non stuzzicare il can che dorme”; o, privilegiando il nostro amato gergo popolare, al “Non mettere la mano nel nido di vespe” (italianizzato).

Qui, con quella loro iniziativa, i parroci pare abbiano imprudentemente messo le mani proprio lì, nel nido di vespe. La reazione che c’è stata tra la gente, gli uni contro gli altri come accese tifoserie contrapposte, dà infatti proprio l’idea delle vespe che, stavano belle quiete, tranquille, ma, infastidite, hanno reagito e si son messe a pungere all’impazzata. Ora, per correre ai ripari (ammesso ve ne sia la volontà), occorre rifarsi alla seconda parte di quel motto in lingua latina: “… et paret mota quietare” (“…e piuttosto calma ciò che è agitato”).

Come fare? Questo il problema! Poiché è impossibile si verifichi quel che abbiamo sentito dire da una devota popolana: “Ah, se San Benedetto prendesse una bella mazza…!”, è bene, intanto, che il sindaco e l’amministrazione comunale, colti di sorpresa da tanto inimmaginato clamore anche per via della poca dimestichezza di alcuni di loro con il mondo ecclesiastico, un primo passo lo abbiano fatto concordando con il vescovo una pausa di riflessione e bloccando l’iter della delibera verso il consiglio comunale.
Quanto ai parroci, dovrebbero anzitutto chiedere di togliere dalla circolazione quel fasullo (oltre che ridicolo) sondaggio su chi si preferisca tra San Benedetto e l’Assunta. La Madonna dai Cassinati è considerata una di loro. “Una mamma di famiglia – ebbe a scrivere sempre Peppino Grossi – a Cui si deve rispetto, ma alla Quale, all’occorrenza, bisogna dire il fatto Suo, senza tanti riguardi. I rapporti con Lei i Cassinati li hanno impostati in maniera confidenziale, direi colloquiale. Per questo motivo non è raro il caso in cui Le si rivolgano così. “Maro’, le vi’ che me sì cumbinate?”


La Madonna è anche la più bestemmiata. Ma questo è un altro modo, benché poco ortodosso, di onorarla. “Chi, a Cassino, bestemmierebbe San Cirillo?”, si chiedeva Grossi. Chi ha mai sentito bestemmiare San Benedetto? aggiungiamo noi. C’è bisogno forse del sondaggio per conoscere il sentire degli abitanti di questa città? Per portarci, poi, con il risultato scontato in mano, dove?

Perciò il discorso è un altro: molto più serio e, per certi aspetti, preoccupante. Vorremmo sbagliarci, ma si ha l’impressione che l’obiettivo non sia tanto “Civitas Mariae”, titolo insignito pure a molte città italiane e straniere. Ma l’obiettivo vero di tanta mobilitazione pare sia l’eliminazione del patronato di San Benedetto. Intanto oscurando, ancor più di quanto non si è già fatto, Montecassino e quel connubio tra il Santo e Cassino, allentando il forte legame che unisce la città martire alla comunità benedettina. Non solo. Ma all’Europa e al mondo che sanno, grazie alla radice culturale e spirituale dei benedettini, dove si trovano Cassino e la sua splendida abbazia fatta costruire da San Benedetto. Un’esperienza civile e religiosa unica nella storia della cultura e del cristianesimo occidentale, come altri hanno opportunamente rilevato. Che disperdere, sì, sarebbe davvero imperdonabile.

Mario Costa

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Pubblicato in da Cassino
Torna in alto

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici