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Ceccano: E Il re fece la sua corte

  • Scritto da  Ceccano a Sinistra

Dai Comuni. Ceccano 

Una giunta e uno spacchettamento di deleghe da manuale Cencelli. Per il Sindaco le più importanti

di Ceccano Sinistra
Ceccanoasinistra 350 minIl 14 ottobre si è tenuto il primo consiglio comunale, si sono adempiuti i necessari passi istituzionali con l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, del suo vice, presentata la Giunta e nominati consiglieri comunali con deleghe amministrative.

Chiaramente c’è stata una discussione politica-programmatica da parte dei partecipanti e alcune cose si sono palesate subito.
Scritto così sembrerebbe tutto normale e appartenente alla dialettica democratica, ma a noi non appare tutto così “semplice” e “tranquillo”.

Vanno chiariti innanzi tutto gli ideali di riferimento e la filosofia di fondo di questo gruppo dirigente, che dopo la propaganda della campagna elettorale sono stati ribaditi nella discussione del Consiglio stesso.
Essi si presentano in un mix particolarmente aggressivo di Reazione e Neofascismo non pentito.

Slogan della campagna elettorale sono stati “difendi la contea” (?) , “il covo”, patria dio e famiglia, shakerati in tutti gusti verso presunti nemici che vanno dai “negri” invasori ai “comunisti” falsi e bugiardi, passando per gli ebrei del nuovo ordine mondiale che con la loro mondializzazione vogliono affamare e depauperare i poveri cittadini della “contea”.

Questa fissa della contea è come una cartina di tornasole del loro ideale e non è un caso che la propagandano tanto perché rappresenta bene il loro pensiero reazionario, fondato su quello che adesso viene chiamato “sovranismo” e che ha esponenti politici in tutto il mondo da Trump a Orban a Le Pen, al gruppo Vox in Spagna, per finire a Putin e al nostro duetto Salvini-Meloni; in realtà questo sovranismo lo si può semplicemente chiamare nazionalismo reazionario, fondato sui valori su cui si fonda la destra più becera da sempre.

Quindi contea, perché ai quei tempi i cittadini non erano cittadini come lo si intende dalla Rivoluzione francese, cioè persone dotate di corpo e pensiero, libere nelle loro decisioni e responsabili delle loro azioni, bensì sudditi, vassalli, servi della gleba e schiavi in varie forme, dipendenti fino alla sopravvivenza alle decisioni del signore, cui tutto dovevano.
Questo pensiero reazionario li attraversa tutti quanti, in varie forme ed atti che in questi anni abbiamo imparato a conoscere e riconoscere.

Alcune di queste dichiarazioni o atti politici sfiorano il ridicolo e potremmo definirli folklore paesano, spernacchiati a più non posso nei bar o sui social, altri sono vere dichiarazioni di guerra e minacce alla democrazia e al libero pensiero; vogliamo sommessamente qui ricordare le denunce fatte dal cittadino A.N. durante la campagna elettorale.

A questa parte cosi caratterizzata della maggioranza, per non farci mancare nulla, si è unita una leggermente diversa, fondata sul “doroteismo” democristiano di antica maniera che abbiamo conosciuto nella cosiddetta Prima Repubblica ma essa si è molto ben adattata alla nostra epoca, epoca che si dimentica troppo facilmente di cose già viste e vissute e su questa dimenticanza ci dovremmo scrivere un saggio perché non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere.

Comunque arriviamo all’oggi e dobbiamo fare i complimenti al Sindaco, che indefesso continua a mentire sapendo di mentire (ma che centra la legge Del Rio?), per abbindolare i sudditi ed i vassalli, e apparecchia una giunta e uno spacchettamento di deleghe da manuale Cencelli per avocare a sè quelle più importanti (proprie e quelle dei consiglieri) e dà i contentini agli assessori, che si affrettano a ringraziarlo in diretta Tv.

Non contenti di tutto questo, assistiamo al pellegrinaggio di vari personaggi alle diverse madonne presenti sul territorio, nella gara tutta interna a chi porta il mazzolino più bello,
se tutto ciò non fosse ridicolo ci sarebbe da piangere.
Comunque detto per inciso noi stiamo dalla parte della Madonna che ne ha viste così tante in questi secoli da poter perdonare queste buffonate.
Per ultimo al Sindaco gli rivolgiamo gli auguri di buon lavoro (perché noi non siamo maleducati; ogni riferimento a gesti inconsulti è superfluo, vero Sindaco?), e gli ricordiamo che siccome non siamo sudditi ma cittadini liberi e pensanti, faremo la nostra opposizione democratica e rigorosa, rammentando sempre i suoi doveri istituzionali, perché noi a Bologna c’eravamo e ci saremo a tutte le Bologna del mondo.

 

 

 

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