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Ceccano. C’è qualcosa da correggere nel dibattito politico locale

  • Scritto da  Antonio Nalli

 

 "mi sorprende il silenzio assordante e la sola reazione di Angelino Loffredi"

di Antonio Nalli
ceccano monumento 350 260Se anche Maurizio Cerroni ricorre all’espressione “sinistra pariolina”, tipica del linguaggio di Ruspandini e delle sua corte, per attaccare qualcuno che in fondo, forse, non gode troppo della sua simpatia, allora vuol dire che c’è davvero qualcosa da correggere nel dibattito politico locale. Ovviamente non sono d’accordo con la sua analisi sull’esito elettorale di Ceccano e mi sorprende il silenzio assordante e la sola reazione di Angelino Loffredi.

Dal mio punto di vista, malgrado il disorientamento generale e la pressione di determinati poteri forti radicati sul territorio, che ancora una volta hanno giocato sporco con le problematiche del lavoro, le urne hanno tracciato un solco importante, premiando anzitutto la coerenza di Emanuela Piroli che con le sole proprie forze e senza grandi nomi al suo fianco, è riuscita a compiere un grande risultato che torna a dare un poco di dignità al centro sinistra locale.

Risultato, ovviamente, non paragonabile alla forza elettorale che portò Cerroni alla vittoria nel 1994, poiché privo delle stesse fondamenta. Già nel mese di maggio, in un incontro casuale con Maurizio Cerroni, lo stesso mi annunciò la vittoria di Caligiore, perché a suo dire godeva del sostegno dei partiti, schierati al suo fianco con i rispettivi simboli. Rimasi stupito di questo e la cosa, lo confesso, mi infastidì, perché il capitano di una squadra, un leader (ed io lo ritengo tale, visto il suo bagaglio di esperienza), a mio giudizio non può starsene a guardare con le mani in mano, nel corso di una partita importante come era la tornata amministrativa. Ma resta pur sempre una scelta rispettabile.

Ma assistere in silenzio a ciò che avveniva intorno a noi, perfino all’apertura di un covo fascista (non dimentichiamo che fu una libreria il luogo dove la cellula di ordine nuovo, capitanata da Freda e Ventura, programmò le stragi del 1969), che a quanto sembra si sta attivando perfino nella diffusione di alimenti ai ceccanesi bisognosi e rigorosamente di pura razza italica, e riemergere dal letargo per parlare di divisioni, percentuali enfatizzate ed attaccare presunti rottamatori che non hanno avuto fortuna (dimenticando il proprio trascorso renziano), lo ritengo esagerato.

Nel corso degli anni sono stati tanti i momenti nei quali andava fatta e bisognava fare una riflessione all’interno del centro sinistra, consentendo alla destra di cavalcare demagogicamente argomentazioni per le quali, soprattutto negli anni di governo cittadino, non ha mai dimostrato concretamente il proprio interesse e trovato soluzioni. Erano, senza alcun dubbio, gli anni in cui si intentava il sostegno a discutibili progetti di riqualificazione dell’area di bosco Faito. Ed ancora su tante ed altre questioni ambientali, legate anche ad autorizzazioni nei confronti di ben note aziende del territorio che a quanto pare continuano ad “accontentare” qualche amministratore comunale… Andava aperta una riflessione sullo sviluppo urbanistico che si stava disegnando e sviluppando per la città. O ancora sulla privatizzazione di un bene primario come l’acqua e la gestione del servizio idrico nel panorama provinciale.

Erano gli anni del duo Ciotoli e Cerroni nei quali o si stava all’interno di quelli schemi o si era fuori. Da qui è nata la prima grande divisione del centro sinistra, con la creazione del gruppo indipendente di Angelino Stella, anch’esso strumentalizzato ed utilizzato dal Ruspandini per i propri fini. Tenendo presente che il dibattito politico nazionale, sulla gestione dell’emergenza sanitaria in corso, ci sta insegnando qualcosa di oggettivamente non trascurabile, ovvero che criticare soltanto le scelte promosse da altri è molto più semplice anche e soprattutto poiché non comporta alcuna ammissione di responsabilità, il quesito che pongo è: chi ora parla di dialogo e ricostruzione del centro sinistra, quali passi ha percorso, di proprio conto, per consentire una riappacificazione politica ed innescare nuova linfa alle sfide future?

 

 

 

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