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Studenti a Ceccano: “Futuro e certezza. Chiediamo sicurezza”

Scuola e Covid 19. Ceccano 

Protesta ben autogovernata garantendo il mantenimento delle distanze

di Valentino Bettinelli
studenti protestano 350 minQuesto è uno degli slogan che gli studenti del Liceo di Ceccano hanno ripetuto ad alta voce nella manifestazione di mercoledì 20 gennaio. Uno sciopero che arriva alla sua quarta giornata per gli studenti della provincia, e a Ceccano circa cinquanta liceali hanno effettuato un sit-in nei pressi dell’istituto. Cartelli, striscioni, bandiere della Rete degli Studenti Medi e tante richieste ancora inascoltate da politica ed istituzioni, locali e nazionali.

Rappresentanti che hanno ben orchestrato la protesta, garantendo il mantenimento delle distanze e lo scrupoloso rispetto delle normative anti-Covid, tanto da far apparire anacronistico lo spiegamento di due pattuglie dei Carabinieri e di una delegazione della Digos di Frosinone.
Manifestazione che ancora una volta mette al centro le necessità che gli studenti ciociari stanno ribadendo, dopo la decisione del Prefetto Portelli di provvedere ad una differenziazione della scansione oraria per i bienni e i trienni.

“Scioperiamo per il quarto giorno di fila” - esordiscono gli studenti - “per avere un rientro in presenza in piena sicurezza, e con orari che stiano dietro ai bisogni degli studenti”. Proseguono sulla problematica dei collegamenti. “Chiediamo che siano disponibili trasporti sicuri, con orari consoni alle nostre necessità”. Al centro della protesta studentesca l’impossibilità di coltivare passioni ed attività che vanno oltre la didattica scolastica. “Chiediamo il diritto di non dover abbandonare quella parte della nostra formazione che è data dalle attività extra scolastiche, e anche per questo manifestiamo, insieme ad altri istituti della provincia e della nostra regione”.studentiCeccano 370 min

Continua, dunque, l’agitazione della popolazione studentesca, che percepisce un abbandono da parte della politica e delle istituzioni. Interlocutori a cui, in fondo, chiedono soltanto di essere ascoltati e di poter tornare in classe con delle regole chiare e senza esperimenti, che poco hanno a che vedere con un settore che si occupa del futuro della nostra società, come la scuola.
Gli studenti continuano a dimostrare una grande capacità di unità ed organizzazione, ed è davvero giunto il momento che le istanze avanzate da questi ragazzi ricevano il giusto accoglimento da parte del Ministero, della Regione e anche del Prefetto Portelli.

L’appuntamento con il nostro futuro non può essere rimandato e la scuola è giusto che torni ad essere al centro dell’agenda politica ed istituzionale.

Pubblicato in da Ceccano
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