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25 aprile pensando a Salvo D'Acquisto, Pertini e Martin Luther King

salvodacquistodi Antonella Necci - Tutto è nato ieri. Per caso.
La causa scatenante è stato un compito in classe incentrato su alcuni passi del famoso discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington D.C. al termine di una marcia per i diritti civili che i Neri d'America tennero per affermare la propria appartenenza ad una nazione che negava loro il diritto ad essere umani.

Quel discorso, scandito dal misurato ma incalzante "I have a dream" che lo ha reso famoso, solo apparentemente mostrava una semplicità linguistica atta a raggiungere gli strati più umili tra gli astanti presenti.

I riferimenti economici dovevano colpire i tasselli della fiorente economia americana dell'epoca, così come i riferimenti biblici ponevano in discussione l'ambiguità di comportamento in un popolo che professava carità cristiana da un lato negando libertà dall'altro.
Negando i più comuni criteri di civiltà e tolleranza a tutte le minoranze, non solo ai Negri d'America, ma a tutti coloro che "differivano" magari per colore, background, professione, tipo di auto da ciò che contribuiva a formare il prototipo dell'americano medio, all'epoca reduce dalla seconda guerra mondiale dopo aver liberato l'Europa da tutte le possibili dittature e dopo essere stato accolto come il salvatore del mondo.
Lo stesso americano medio che negli anni 60 ha paura della dittatura comunista proveniente dalla Russia e dalla vicina Cuba. Paura che maschera rinchiudendosi ancora di più nelle sue manie conservatrici e nei suoi valori di preservazione di razza.

In quella ottica, il discorso potente e ricco di immagini retoriche di Martin Luther King assume toni di sfida a cui il ku klux klan (KKK), volto ad affermare il predominio della razza bianca non sarebbe rimasto indifferente.Martin Luther King 3
Nel 1968 King viene assassinato, pagando con la vita l'attivismo civile, religioso e politico che lo aveva reso Pastore tra le fila di un gregge stanco di essere tale.
Insomma questo pezzo di storia americana, che include l'assassinio di JFK, risultava troppo interessante ed impossibile da ignorare per un docente di letteratura inglese.
Tutto sarebbe stato interessante e positivo se non ci fosse stata la domanda che ha inanellato una serie di dubbi nelle menti dei giovani liceali sottoposti allo stress da compito: descrivi l'importanza che un uomo politico del tuo paese di origine ha avuto nell'incitare il senso di libertà nel suo popolo e le imprese da lui svolte per liberare il suo popolo da un potenziale oppressore.

Tilt completo. Uomo politico italiano devotamente pronto a sacrificarsi per il suo popolo e non per il proprio lucro?
Nebbia fitta. in Italia praticamente nessuno. Il clientelismo adamantino delle gens romane non poteva e non può permettere eroismi da parte dei politici.
Qualche alunno proveniente da paesi dell'Est o dall'Estremo Oriente si è salvato in corner decidendo che per quella domanda tanto valeva non considerarsi italiani.
Tanto in Italia o ci erano nati, ma con genitori stranieri, o vi erano giunti, dopo aver trascorso i primi anni d'infanzia in paesi che qualche politico - eroe lo avevano avuto. Fortunatamente .
E tra i natii del bel paese qualcuno che citava Garibaldi, che rifuggì la politica scegliendo l'esilio volontario, lui "Eroe dei due Mondi".
Per poi ancorarsi su Falcone e Borsellino, magistrati, impegnati nella lotta alla mafia e acerrimi nemici della politica con la mafia collusa.
Infine per giungere ai Partigiani e al Presidente Sandro Pertini: il presidente galantuomo. Lui si, unico grande esempio di politica che sa parlare alla gente comune Sandro Pertinirisvegliando gli animi a valori elevati anche se profondamente e radicalmente cristiani.
Poca cosa, però, se si pensa che ci fregiamo di essere "popolo di santi, poeti,martiri,eroi e navigatori"..
Di eroi, certo, ma dell'eroismo della gente comune, anonima, povera,generosa, non appartenente a lobby, sette o logge massoniche, a rotary club di sfoggio di ricchezze.
L'Italia è piena di eroi.
Salvo D'acquisto ne è il prototipo.
L'italiano è sempre pronto ad atti di eroismo scatenati da un personale senso di giustizia. Ma è anche pronto a sopravvivere e ad adeguarsi per l'innato senso del quieto vivere.
Un quieto vivere che gli alunni "stranieri" chiamano "sentirsi liberi nella vostra mancanza di libertà".
Interessante pensiero. Da sviluppare.
Intanto che la memoria scava alla ricerca del politico-eroe. Chissà. Magari uno sarà pure esistito. Perla rara. Avrà di certo fatto una brutta fine.

 
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