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Come nacque il fascismo a Villa Santo Stefano

bottaiaVillaSStefano 350 260 mindi Lucia Fabi Angelino Loffredi ** - Ricordare la nascita del Fascismo nel piccolo paese di Villa Santo Stefano sorprendentemente è facile. Mentre in ogni realtà comunale la ricostruzione è difficile, a volte impossibile perché la documentazione originale venne fatta sparire, in questa realtà, invece, può essere utilizzata la raccolta dei verbali della Sezione fascista gelosamente custoditi per oltre novanta anni da Luigi Bonomo: Podestà dal 1937, Commissario durante la Repubblica Sociale, Sindaco dal 1956 al 1980. Dal 2016 infatti sono stati fatti conoscere attraverso un libro scritto dal figlio Giovanni e Pino Leo titolato “ Portando ognuno la sua pietra al cantiere/Il Fascismo a Villa Santo Stefano 1921-1944 “

A leggerlo attentamente non ci sembra che nella ricostruzione della storia politica e cittadina appaiano lacune o contraddizioni perché lo sviluppo, il racconto dei fatti appare coerente e consequenziale.
Chi sono dunque i protagonisti del radicamento fascista nel paese? I verbali li indicano in modo preciso sia dal punto di vista anagrafico che professionale: Antonio Zomparelli, Luigi Iorio, Luigi Buzzolini, Umberto Iorio, Genesio Biasini. Gli incontri si tengono presso l’abitazione del fabbro Michele Marafiota, in via San Pietro. L’animatore sembra essere Pompeo Leo, amante della fotografia, corrispondente del giornale ” Il Messaggero “, Ispettore della Singer a Sora. E’ proprio a Sora che Leo incontra e fraternizza politicamente con Marcello Ghislanzoni inviato nella cittadina su incarico della Federazione Fascista Laziale.

La costituzione ufficiale del Fascio a Villa Santo Stefano avviene domenica 1 maggio 1921. La Sezione viene intitolata a Nazario Sauro. La sede è in Piazza Umberto I, in un locale situato nella parte superiore ove oggi opera l’Ufficio Postale.
A leggere il verbale della riunione del mese di luglio, riportato a mano e con grafia leggibile, gli iscritti sono quaranta e fra questi appaiono il Sindaco Massimo Iorio, il Segretario comunale Diomede Felici, due studenti, 30 proprietari terrieri, 2 insegnanti, 15 ex combattenti. E’ ugualmente importante conoscere la composizione del Direttorio: Giuseppe Ruggeri, Zenobio Luigi Anticoli, Pompeo Leo, Presidente e Fabio Fabi, Segretario . La partecipazione di Fabi sarà limitatissima nel tempo perché si appresta ad entrare all’Accademia Militare di Modena. Il Fabi avrà una brillante carriera fino a raggiungere il grado di Generale.PNF VillaSSteefano min

Ma la situazione non ci sembra essere molto facile e semplice e lo dimostra una lettera scritta da Pompeo Leo l’8 dicembre 1921 inviata alla Giunta Esecutiva a Roma “ Questa sezione sorta senza nessun fondo non può assolutamente versare alla Segreteria della Federazione nemmeno il più piccolo contributo perché i fascisti non pagano nessuna quota mensile “. Non vengono sottolineati, purtroppo, i motivi del mancato pagamento.

La Sezione il 14 gennaio 1922 vive un grande momento di popolarità quando ospita Giuseppe Bottai. Non conosciamo i canali attraverso i quali l’emergente gerarca venne sollecitato ad essere presente a Villa Santo Stefano. Le foto in circolazione comunque dimostrano una buona presenza di popolo e la riuscita di tale incontro.
bottai a VillaSStefano particolare 2 minDurante il 1922 fascisti del paese partecipano alle “Adunate“ di luglio e del 15 ottobre a Frosinone ma dai verbali non emerge nessuna presenza dei fascisti locali alla Marcia su Roma del 28 ottobre 1922. Ancor più è da rilevare che gli stessi non partecipano a nessun assalto squadristico a persone o sedi. C’è da riportare inoltre che nel paese non esistevano nuclei organizzati di comunisti o socialisti.

La lotta continua e senza esclusione di colpi condotta dalle sezione cittadina è diretta in due direzioni: contro la fazione di don Amasio Bonomi (vicino ai Popolari) e l’altra è interna al partito stesso.
L’anno 1923 è caratterizzato dal conflitto aperto contro il sindaco Massimo Iorio, prima estromesso dal comune, poi espulso dal partito e dall’affermazione personale di Leo Pompeo che il 2 settembre con la lista del PNF vince le elezioni comunali (le ultime in Italia) battendo quella sostenuta da Don Amasio e diventando Sindaco. Incarico che va ad aggiungersi alla carica di Segretario di Sezione. Tale cumulo di cariche non normalizza la situazione, non rende stabile l’equilibrio politico perché le lotte interne proseguiranno utilizzando (per tutto il periodo fascista) tanti strumenti diffamatori a cominciare dalle lettere anonime. Non è un caso se il 1926 sarà proprio l’anno della caduta in disgrazia dello stesso Leo, prima come Sindaco poi come Segretario di Sezione.

Le vicende politiche ed amministrative sono caratterizzate da una fibrillazione permanente ed anche da imprevedibili colpi di scena, quale il ritorno a Segretario dello stesso Pompeo il 24 marzo 1928 ma anche della sua definitiva caduta nel mese di ottobre dello stesso anno.

 

 

**Didascalia della foto di apertura Giuseppe Bottai fra Michele Marafiota e Pompeo Leo e Alfredo Anticoli. Foto tratta dal libro di Giovanni Bonomo e Pino Leo “ Portando ognuno la sua pietra al cantiere/ Il fascismo a Villa Santo Stefano 1921-1944 “

 

 

 

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Ceccano 12 aprile 2019

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