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Abbiamo cantato 'Bella Ciao'

nadeia 350 minIl 25 aprile 2019, appena trascorso è stato preparato con una vera e propria campagna di cancellazione dei suoi simboli. Dall'insultante derby fascisti-comunisti, inventato da Matteo Savini, Ministro di questa Repubbica nata dalla Resistenza, al tentativo di non far suonare "Bella Ciao" dalla Banda di Ceccano, per citare due casi fra gli altri. Le risposte non son mancate. A partire dal sondaggio di Renato Mannheimer per il Giornale in cui il 67% degli italiani sopra i 17 anni ricorda il significato della celebrazione. C'è poi il 33% che del 25 aprile ignora tanto se non tutto, e quindi bisognerebbe insegnarglielo. Ma con tutti i commenti che si possono fare resta fermo il dato che due terzi degi italliani sa perchè e come siamo liberi da una terribile dittatura.
Si è cercato di cancellare "Bella Ciao" simbolo canoro della lotta al nazi-fascismo e simboo di una grande vittoria di popolo, in cui tutti gi italianii si sono ritrovati. Un odio ideologico vuole falsificare la storia e la realtà.
Bella ciao è uno dei simboli della Resistenza italiana.
Bella ciao è un canto popolare antifascista italiano, nato prima della Liberazione, diventato poi celeberrimo dopo la Resistenza perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano. Oggi è il canto della dignità riconquistata.
Oggi c’è grande attenzione riguardo a questa canzone che si associa ideamente nel mondo, tutto, alla lotta contro ogni totalitarismo. Ultimamente, la serie in streaming di Netflix intitolata "La casa di carta" l'ha vista protagonista anche per la nuova cover lanciata proprio oggi da Tom Waits. Si tratta di una traduzione molto fedele del canto partigiano originale (il testo è in inglese), che apparirà nel prossimo album del chitarrista (e suo storico collaboratore) Marc Ribot, intitolato Songs of Resistance 1948-2018.
Consigliamo a chi ignora la nostra storia la lettura di "Bella ciao. La Resistenza raccontata ai ragazzi". E' un testo di Tina Anselmi (partigiana democristiana e Ministra di questa Repubblica) edito da Biblioteca dell’immagine. E' il testo perfetto per far avvicinare i lettori più giovani alla storia italiana e alla Resistenza.

Ma qui oggi, da queste colonne, vogliamo rendere omaggio ad un gesto di grande e coraggioosa dignità, compiuto a Sora da due donne straordinarie, Nadeia De Gasperis, videdirettrice di questo giornale e da sua madre Anna Maria Bellisario. Leggete da soli il racconto di una delle protagoniste, Nadeia (dal suo diario Facebook).

«Questa mattina mi son svegliata -oh bella ciao-, sono corsa in camera, ho recuperato la mia maglietta rossa, saltando sul letto, ho salutato Claudio, dicendo che raggiungevo la manifestazione, o parata militare che sia, che non potevo lasciare che non cantassero "bella ciao" che non ricordassero neppure il sacrificio di un partigiano.
Lui mi ha detto -ti farai arrestare, ma fai sul serio!?-
-certo che faccio sul serio- Ho alzato il pugno per rafforzare l'intenzione, sono scesa di corsa, ho infilato il vialetto di casa, sono corsa fino al luogo d'incontro. Li ho visti partire, ho corso a perdifiato, ho raggiunto una sagoma familiare, quella di mia madre, che spiccava come un fiore, un fiore rosso, in mezzo a tante sagome imbalsamate.
Le ho preso la mano, quella mano che da sempre accarezza la mia idea di libertà. Abbiamo sfilato, per i partigiani, quelli di ieri e di oggi, per tutte le vite che vivono resistendo.
Abbiamo chiesto se avessero intenzione di cantare "bella ciao", il maestro di banda ha risposto di non conoscerla,
venivano da fuori Sora, come se "bella ciao" fosse nata a Canceglie.
Abbiamo chiesto al sindaco di farla cantare (... )
Quando stavano per rompere le file, impettiti nelle loro divise, nei loro eloqui retorici, abbiamo intonato le prime note...
un silenzio surreale ha gridato vergogna, qualcuno ha detto -ma che fate, no... ,- dimenticando da dove è venuto ma forse ben conscio di dove è arrivato, qualcuno paonazzo di rabbia e imbarazzo qualcuno ha cantato con noi,
e questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà...
anche la vostra.»

Grazie Anna Maria e Nadeia. La convinta e appassionata determinazione di voi due è un bene comune che fa ricchi tutti noi che ci sentiamo umani. Senza questa volontà individuale non ci sono valori nè diritti per tutti.

 

 

 

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