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19 luglio 2019, Paolo Borsellino e i diversamente eroi

  • Scritto da  Arturo Gnesi

paolo borsellino 460 mindi Arturo Gnesi* - 19 luglio 2019, Paolo Borsellino e i diversamente eroi. Paolo Borsellino è stato ucciso perché ha lottato contro la mafia, sapeva che era una organizzazione criminale potente e senza scrupoli però non ha fatto nessun passo indietro. Ha difeso la legalità , i diritti e la dignità delle persone. Paolo Borsellino sapeva di essere in pericolo ma andò avanti mettendo al primo posto il rispetto delle leggi dello Stato. Paolo Borsellino non si è limitato a guardare gli eventi o a giudicare le persone ma ha messo in gioco la sua vita per trovare i legami e le collusioni tra affari, politica e la mafia. Contro l'omertà e le intimidazioni, contro gli apparati dello Stato, contro una parte della curia palermitana, contro le lobby finanziarie, contro alcuni settori della magistratura connivente, contro le trame oscure della massoneria, contro i pregiudizi della carta stampata, Paolo Borsellino non ha smesso mai di lavorare.

A distanza di 27 anni altri spiriti si aggirano per le nostre strade, pronti a intascare l'elemosina dalla nomenclatura romana in cambio del silenzio e dell'obbedienza. Paolo Borsellino sapeva discriminare la buona dalla cattiva politica e dopo la sua morte, forse per caso o forse no, l'imprenditore milanese, datore di lavoro dello stalliere mafioso, divenne capo del governo.

Paolo Borsellino sapeva che la politica aveva il dovere di migliorare la società ma è rimasta una speranza tradita, una attesa vana perché sia la corruzione che la mafia si sono espanse in tutte le regioni d'Italia. A distanza di 27 anni c'è una classe dirigente che con l'alibi di fare il bene della collettività non disdegna di avvelenare il territorio e di condannare la gente a respirare aria contaminata da miasmi e dalle polveri sottili.

A distanza di 27 anni non solo i colletti bianchi, abituati a girare soldi nei paradisi fiscali e a trattare appalti e concessioni con le forze di governo, ma anche un esercito brancaleone che nelle periferie arruffa e arraffa mazzette, favori e posti di lavoro. Se il ricordo di Borsellino deve servire a coprire questi meschini giochi di potere meglio lasciarlo in pace e non offendere la sua memoria.

 

*Sindaco di Pastena

 

 

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