fbpx $this->addJS
Menu
A+ A A-

40 anni dalla strage di Bologna: 85 morti e 200 feriti.

 Il più grave ed efferato atto terroristico avvenuto nel Paese

Strage di Bologna 390 mindi Ermisio Mazzocchi - Non dimentichiamo la strage di Bologna con i suoi 85 morti e 200 feriti.
Si tratta del più grave atto terroristico avvenuto nel Paese e uno degli più efferati attentati compiuti nel solco della strategia della tensione insieme alle stragi di P.za Fontana del 12 dicembre 1969, di P.za della Loggia del 28 maggio 1974, del treno Italicus del 4 agosto 1974.

L'attentato di Bologna fu opera di terroristi neofascisti, appartenenti ai NAR (Nuclei armati rivoluzionari), il che ci induce a fare alcune considerazioni.
Un avvenimento che segna un'epoca e allo stesso tempo imprime un diverso percorso alle varie componenti del neofascismo italiano di cui è necessario comprendere l'evoluzione sino ai nostri giorni.
Si deve considerare il neofascismo come un insieme di movimenti sociali e politici che nascono con l'intento di rianimare e di far valere l'ideologia fascista, che non si è mai esaurita nel corso degli anni.

Essa ha modificato le sue forme di rappresentanza e le strutture organizzative passando dal Movimento sociale italiano (MSI), scioltosi nel 1995, sino ad arrivare ad Alternativa tricolore fondata del 2011 e a CasaPound che si inserisce in quei movimenti di destra radicale e revisionista successivamente al 1989. A questi dobbiamo aggiungere Avanguardia Nazionale, Forza Nuova e Fiamme Nere.
Una variegata formazione di una destra fascista intollerante e prepotente.

Passaggio decisivo di una collocazione della destra nell'ambito governativo si ebbe con lo "sdoganamento" avviato dal primo governo di Silvio Berlusconi del 1994-95 che coinvolse e legittimò il Movimento Sociale Italiano.
Forze che si sono coagulate e si riconoscono in quei partiti di destra come Lega e Fratelli d'Italia.
Occorre avere consapevolezza che prende sempre più vigore la destra nella vita politica italiana.
Ad evitare che il fenomeno venga sottovalutato è necessario avere la capacità di vedere cosa si muove nelle profonde pieghe della società italiana.

Sembrava che in questi decenni, dopo gli arresti e lo smembramento di alcune organizzazioni di destra seguiti alla strage di Bologna, si fosse assopito, se non concluso, quel movimento di matrice neofascista che in un modo o nell'altro aveva segnato la politica italiana.
Non è così.

In uno dei momenti più travagliati del Paese riaffiora, con diverse sfaccettature, la Destra italiana con un chiaro connotato culturale e politico nazionalista, populista, sovranista, xenofobo, antieuropeista, al grido di "prima gli italiani".
Siamo in presenza di un processo di più ampio orizzonte rispetto al passato, per nulla cancellato, della nuova cultura della destra.

Essa finge di dare risposte ai problemi della gente, ma di fatto nasconde subdolamente il tentativo di imporre delle ideologie tipicamente nazionaliste e sovraniste, in cui è presente una radice culturale di una destra che si presenta in “giacca e cravatta”, ma è più pericolosa, perché meno visibile e riconoscibile.

Una strategia ben definita che consiste nel tentare di sostituire all'egemonia culturale della sinistra quella del pensiero della destra rinnovato e radicalizzato.
Il punto focale è il ricorso a temi che sono stati sfruttati con successo dalla destra nel corso degli ultimi decenni, tra cui l’immigrazione o gli “stranieri” più in generale, e il sentimento anti-UE.

Ma ci sono anche altre cause più profonde per l'affermazione della Destra che vanno individuate nella particolare situazione socio-economica di alcuni strati sociali.
La Destra italiana, configurata nella Lega e in Fratelli d'Italia, rivendicando un rinnovamento e un cambiamento e la difesa dei valori tradizionali e manifestando una forte diffidenza verso l'Unione Europea, ha alzato il livello dello scontro politico con una critica violenta, oggi ancora più battente nei confronti del secondo governo Conte, verso l'attuale assetto istituzionale fatto apparire come incapace e inutile.
La globalizzazione dell'economia, la concorrenza selvaggia sul mercato del lavoro, oggi gli effetti della pandemia, hanno accresciuto l'insicurezza, la disoccupazione, lo sfruttamento e l'emarginazione.

Il nazional-populismo tende a trovare consenso nell'ampia fascia dei cittadini colpiti dalla crisi per orientarli a soddisfare gli interessi e a sostenere le convinzioni ideologiche proprie delle forze sovraniste della destra.
E oggi queste aspirazioni nel nostro Paese, danneggiato violentemente dal Covid-19, si sono rafforzate.
Il timore dei licenziamenti, una disoccupazione di lunga durata, la precarietà di impiego costituiscono il contenzioso "sociale", che apre la porta agli antagonismi, abilmente strumentalizzati da formazioni politiche nazionaliste e sovraniste.

So bene che la storia non si ripete mai in modo identico.
Ogni eccesso di febbre nazionalista e populista coincide con particolari momenti della vita di una società, in cui l'accentuarsi delle disuguaglianze produce profonde lacerazioni sociali, che sfociano nella paura e nel rancore.
Questo nulla toglie a riscontrare relazioni e connessioni tra epoche diverse concernenti i cambiamenti avvenuti in questi ultimi decenni e non vi è dubbio che le forze di destra abbiano modificato la loro strategia per la conquista del consenso elettorale.

Fondamentalmente la destra non è cambiata.
Anzi essa, pur conservando la sua originaria matrice, ha avuto la capacità oggi di rispondere alla richiesta di fronteggiare l'insicurezza di ogni tipo e, cosa ancora più importante, di adattarsi al pluralismo e alla libertà.
Avere la consapevolezza che il "pericolo fascista" ha concluso la sua minaccia alla democrazia, sia per un'azione più decisa dello Stato, sia per l'impegno delle forze democratiche dopo le tragedie degli anni '70 culminate con la strage di Bologna, evita di sbagliare avversario e di applicare nella lotta politica di oggi scelte strategiche che sono del passato.

Se la democrazia è minacciata nei suoi valori di cui è portatrice, è necessario dare impulso alla partecipazione attiva dei cittadini per superare il loro disimpegno e la loro disillusione verso la politica.
Disimpegno e disillusione che spesso si traducono nell'astensionismo e nel successo di partiti o movimenti che si definiscono apolitici o fuori del sistema: né di destra né di sinistra, così come proclamano i 5Stelle.
La strategia delle tensione, la violenza delle BR, il fascismo nostalgico furono sconfitti da una massiccia partecipazione popolare e dalle forze politiche che si opposero a essi con fermezza e rigore.

Oggi non viviamo le stesse drammatiche esperienze, ma quelle forme di violenza sono state sostituite da una destra moderna, demagogica, sovranista.
La sconfitta di questa nuova destra è possibile se le forze della sinistra, soprattutto di quella più radicata nella società, il Partito Democratico, sapranno ricostruire una partecipazione ed educare la coscienza dei cittadini con una serrata lotta di tutti i giorni contro i pericoli delle strumentalizzazioni, delle false ideologie, dell'egoismo nazionalista, della più deleteria demagogia.

Esse dovranno perseguire politiche capaci di alimentare una forte coesione e solidarietà per impedire una rottura del legame sociale che produce sentimenti di insicurezza e inadeguatezza.
Oggi siamo a un passaggio decisivo per il futuro dell'Italia e dell'Europa in conseguenza del Covid-19 che pone con evidenza la necessità di ricostruire un paese solidale e coeso.
Un compito che la sinistra italiana dovrà svolgere con maggiore determinazione per condurre una battaglia culturale incessante e attuare una credibile politica che riaffermi i valori della democrazia e garantisca un alto livello di coesione sociale.

Se dobbiamo trarre un insegnamento dalla strage di Bologna esso è da identificarsi nella capacità di difendere e sostenere la democrazia - così come fu difesa e sostenuta in quella particolare circostanza - i cui valori sono sanciti nella Costituzione repubblicana, democratica e antifascista.


Ermisio Mazzocchi
28 luglio 2020

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Pubblicato in 1900 italiano e altro
Torna in alto

Privacy Policy