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Vedutisti europei a San Domenico in Sora

  • Scritto da  Paolo Accettola

vedutisti europei 350 250Nadeia De Gasperis intervista l’ing. Paolo Accettola - Venerdì 11 agosto 2017, è stata inaugurata presso l’Abbazia di San Domenico in Sora, Sala R. Courrier, per gentile collaborazione del monastero cistercense, la mostra di riproduzioni fotografiche organizzata dal Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”. Ne parliamo con l’ing. Paolo Accettola, curatore della mostra.

Cosa ha destato il tuo interesse per lo studio degli artisti europei del Grand Tour?

PA: Da tempo su internet è possibile, grazie alla digitalizzazione di molti archivi e cataloghi, reperire immagini antiche del territorio di Sora. L’interesse, poi diventato vera passione, è nato con la scoperta di alcune immagini di opere del Sette-Ottocento raffiguranti la mia città che nessuno conosceva ed aveva mai studiato, in seguito ad uno studio che ho realizzato in occasione del centenario del terremoto del 1915 insieme a mio fratello Giuseppe: la ricostruzione 3D della città di Sora a fine ‘800, pubblicato a giugno 2015 su Archeomatica, rivista nazionale di tecnologie per i beni culturali, che ha richiesto alcuni anni di documentazione.

Come nasce l’idea della mostra e come sei arrivato alla collaborazione con il Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”? Questo progetto avrà un seguito?

PA: Dopo la scoperta in alcuni archivi e cataloghi di opere molto belle e significative raffiguranti Casamari e San Domenico, decisi di approfondire le mie ricerche e di scrivere un saggio, in seguito pubblicato a settembre 2016 su “Rivista Cistercense”.
L’idea della mostra è venuta quasi naturale nel periodo in cui insieme al Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”, di cui sono da anni socio, e all’Abbazia di San Domenico, stavo preparando il convegno di presentazione del saggio, tenuto proprio nella cripta della Basilica di San Domenico Abate il 20 gennaio 2017. La mostra ci è sembrata subito una buona opportunità per far conoscere a tutti le magnifiche opere scoperte, che ritraggono il territorio di Casamari, Isola del Liri e San Domenico di Sora, e il legame evidente che esse hanno con i luoghi e la loro storia. In realtà il mio saggio e la mostra ripercorrono le origini del Grand Tour nel territorio di Sora da metà Settecento fino ai primi decenni dell’Ottocento, ma la presenza di artisti nel territorio continuerà nei decenni successivi con numerosi altri pittori come ad esempio gli artisti della Scuola di Posillipo e i pittori danesi e norvegesi giunti a Sora e Civita d’Antino a fine Ottocento, come documentato in una serie di mostre internazionali cui ho collaborato, tenutesi da giugno 2016 a giugno 2017 nei musei di Viborg e Copenaghen in Danimarca e Lillehammer in Norvegia. Stiamo parlando quindi di un patrimonio culturale enorme e che molti ci invidierebbero ma che qui a Sora non si riesce a far conoscere e valorizzare, nessuna istituzione locale infatti si è minimamente interessata agli eventi programmati nei musei Scandinavi. Spero fortemente che il progetto abbia un seguito, si potrebbe infatti aumentare il numero delle opere esposte e far diventare la mostra permanente. Sarebbe bello costituire nel territorio di Sora una pinacoteca con riproduzioni degli artisti del Grand Tour e magari nel tempo, con attente politiche, avere anche la possibilità di acquisire ed esporre qualche opera originale.Vedutisti europei - locandina

Quale è stato il riscontro, di opinione e di aiuto concreto presso le istituzioni locali, l’imprenditoria, il pubblico più in generale?

PA: Il riscontro di opinione e di pubblico è stato molto buono, con numerosi visitatori, appassionati e studiosi di storia locale, nonostante il periodo di apertura fosse a cavallo di Ferragosto, infatti la mostra è stata inaugurata l’11 agosto e chiusa in questa prima fase il 23, con aperture giornaliere. Ci sarà una seconda fase con aperture solo il sabato e la domenica da sabato 2 settembre a domenica 15 ottobre e aperture su richiesta di scuole e gruppi negli altri giorni.
La mostra ha avuto il gratuito patrocinio dei Comuni di Arpino e Sora, spero pertanto nella visita dei rappresentanti delle istituzioni locali coinvolte e non, da tempo invitati. Per quanto riguarda il mondo imprenditoriale locale mi aspettavo una maggiore adesione all’iniziativa, visto che la mostra è il primo grande evento culturale del genere organizzato nel territorio. A questo proposito voglio ringraziare l’ing. Antonio Baldassarra, fondatore ed amministratore di Seeweb, che con grande sensibilità ci ha sostenuto come unico sponsor.

Come ci hai spiegato, i numerosi pittori stranieri, avvicinandosi ai nostri territori, e portando alla luce attraverso le immagini, le bellezze naturalistiche e le potenzialità del nostro patrimonio, hanno avuto influenza sul processo di industrializzazione delle nostre aree. La mostra, portando in riproduzione queste opere, potrebbe sensibilizzare alla conoscenza del nostro territorio, nonché alla cura, tutela, valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e naturalistico?

PA: In realtà la mostra, oltre che documentare l’esistenza in tanti musei e collezioni private di tutto il mondo di così tante opere di pittori stranieri del ‘700 e ‘800, che venivano nel nostro territorio attratti dalle bellezze naturali come le cascate di Isola del Liri e storico-architettoniche come l’abbazia di San Domenico Abate sorta nel luogo natale di Cicerone, ha lo scopo proprio di sensibilizzare e promuovere la conoscenza di un territorio una volta ritenuto uno dei luoghi in assoluto più belli d’Italia, ma che oggi appare deturpato e degradato fino all’inverosimile. La cura, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio, bene comune, spettano a tutti noi, ecco perché la memoria storica di quello che siamo stati e così importante: “la memoria è tesoro e custode di tutte le cose”, come diceva Marco Tullio Cicerone.

 
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