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Il 'Premio Legalità Fiumicino 2018' all'attrice Diana Iaconetti

Durante linterpretazione della Ribell di Partanna di Nuccia Martire 350 minMentre dilaga e divide, la polemica su Mimmo Lucano, sindaco di Riace, Comune Calabro e famoso nel mondo, si snodano iniziative sulla Legalità Costituzionale. Colpevole di aver trovato una ricetta di integrazione fra immigrati, tanti e, residenti, pochi, riuscendo a dare speranza ad entrambi, per questo motivo è stato arrestato.
In questo clima nazionale si svolge la terza edizione della “Notte Bianca della Legalità” sabato 29 settembre, nella Casa della Partecipazione di Maccarese su iniziativa della delegata del sindaco alla Legalità, Arcangela Galluzzo. «La legalità è un fatto culturale, una modalità di atteggiamento, di fare Pubblica Amministrazione - dice, presentandola il sindaco Esterino Montino -. Purtroppo, ci sono fenomeni da tenere sotto controllo». Sta parlando del degrado mafioso che attanaglia il vicino Comune di Ostia.

Due Comuni, due amministrazioni in questa società italiana. Due fatti lontani per luogo, diversi per motivazioni ma unite dalla sensibilità di considerare le persone, i cittadini al centro della iniziativa di quei governi locali. In questa notte risuonano parole che sferzano le coscienze: «Per loro mi sono messa contro il destino pensando di scardinare quell'omertà che si fa scudo di chi resta… Le linee della mia vita si sono intrecciate con le tue, giudice Borsellino, con te, il giorno che ti raccontai la mia storia... poi invece … l'orrore di una esecuzione senza scampo»

Chi le pronuncia? Diana Iaconetti, la voce di una interprete molto sensibile alle ingiustizie e alle sofferenze delle donne.
La sera del 29 settembre Diana Iaconetti sta interpretando il brano «La Ribelle di Partanna» della scrittrice e poetessa Nuccia Martire. È dedicato a Rita Atria che all'età di undici anni perde il padre Vito, mafioso della locale cosca ucciso in un agguato. Rita si lega ancora di più a suo fratello Nicola ed alla cognata Piera Aiello, da lui, anch'egli mafioso, Rita raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna. Anche Nicola Atria viene ucciso e sua moglie Piera Aiello, che era presente all'omicidio del marito, denuncia i due assassini e collabora con la polizia. È un insegnamento per Rita, a soli 17 anni, nel novembre 1991, decide di seguire le orme della cognata, cercando nella magistratura giustizia per quegli omicidi. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni è il giudice Paolo Borsellino, al quale si lega come ad un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre testimonianze, permettono di arrestare numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala e di avviare un'indagine sull'onorevole democristiano Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna.

Rita si suicida dopo la strage di Via D'Amelio in cui fu ucciso il magistrato Paolo Borsellino, che l’aveva guidata a collaborare con gli inquirenti. Sulla lapide di Rita Atria c’è oggi una scritta: “La verità vive”.

Quale storia può descrivere meglio cosa si muove nell'animo di chi soffre le prepotenze, il sopruso, la violenza, l'incomprensibile ingiustizia? Anche in questo caso la storia di Riace e di Partanna hanno in comune una scelta, una decisone umana. La disobbedienza. Nel primo caso ad una legge dello Stato sbagliata, la Bossi-Fini una legge che produce repressione ed esclusione contro chi fugge dall’inferno ed è colpevole soltanto di cercare una vita migliore. Nel caso di Atria c’ è la disobbedienza alle regole di una società territorialmente limitata, terrorizzata dalla mafia. C’è il rifiuto di un mondo disumano.

Diana Iaconetti sa trasmettere tutto ciò. Basta ascoltare la registrazione che conclude questo scritto. Sentimenti contrastanti si intrecciano continuamente sul volto e nel tono delle parole accompagnate da mani che fanno il controcanto alla rabbia e al dolore fino a muoversi come carezze per questa straordinaria "Ribelle di Partanna".
Chi c'era ad ascoltarla? Prima di tutto gli studenti del Liceo Leonardo da Vinci di Maccarese, giovani e giovanissimi, che hanno seguito anche gli omaggi a Paolo e Rita Borsellino, Giancarlo Siani, Peppino Impastato, Aldo Moro.Foto premiazione D.Iaconetti min

 

Diana Iaconetti è senza dubbio un’attrice professionalmente e appassionatamente brava, ma è anche altro.
Nata a Toronto, Risiede a Cosenza, vive prevalentemente a Roma. Nella sua biografia si leggono lunghi anni di studio che si riversano senza soluzione di continuità in una ricca vita di attività.
Ha collaborato con diverse associazioni no-profit, di recupero per tossicodipendenti, ed è stata educatrice di minori a rischio di devianza ed esclusione sociale. Si occupa quotidianamente di dare sostegno ed ascolto a donne vittime di violenza, prostituzione e stalking prestando servizio volontario in una comunità antiviolenza protetta ed è dal 2011 che si dedica con passione al teatro civile e di denuncia. Fa sue le parole ed i silenzi assordanti non solo delle donne vittime di soprusi e anche della dignità feriPremiolegalòità Fiumicino 200 minta e disarmata dei malati di Sla, dell'innocenza svenduta e abusata nella prostituzione minorile. Sempre serrata è la denuncia attraverso i suoi spettacoli della corruzione e dell’illegalità. Vuole scuotere i cancelli dell’indifferenza.

È anche un’autrice, «Scelgo di essere libera», è un suo monologo dedicato ad una donna vittima di violenza divenuto un inno alla vita e alla libertà nelle comunità protette antiviolenza. E’ una tenace “ribelle” che sa dare anche un'immagine di sè diversa quando nei suoi monologhi civili si appropria della sensibilità di voci poetiche come ad esempio quella di Giacomo Leopardi.
Il 29 settembre ancora una volta le riconosce tutto il suo impegno e a Maccarese riceve il «PREMIO LEGALITÀ» Fiumicino 2018 dalle mani del Comandante dei Carabinieri Giancarlo Cammarata.

La registrazione video dell'interpretazione del brano "la ribelle di Partanna" prodotta da Radio Radicale

 

La biografia di Diana Iaconetti in pdf (cliccare sul link che segue per leggerla e scaricarla) pdf Biografia di Diana Iaconetti (416 KB)

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