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'Sulle Labbra del Tempo'

sulle labbra del tempo 350 260min mindi Diego Protani - E' appena uscito il libro Sulle Labbra del Tempo - Area tra musica gesti ed immagini di Protani Diego e Viviana Vacca edito dalla Lfa Publisher.

Un libro che affronta il decennio degli anni 70 nelle varie sfaccettature. Gli anni 70 sono stati il decennio artisticamente più prolifico del secolo scorso. Per questo nel saggio si parte da un gruppo rock simbolo del decennio, ovvero gli "Area" di Demetrio Stratos, per affrontar tutto il periodo musicale artistico e teatrale. Ma gli anni 70 sono stati anche il periodo più buio socialmente e politicamente del dopoguerra e anche l'arte si intrecciava con la politica. Oltre 70 testimonianze di artisti, politici, intellettuali che raccontano il proprio punto di vista sugli anni 70 da Enrico Ruggeri, Steve Hackett a Enzo Moscato, da Daniele Ciprì a Lino Vairetti ed Enzo Vita. Nel volume sono incluse le foto di Tano D'Amico ed i disegni di Pablo Echaurren per Lotta Continua. Prefazione di Fabrizio Fariselli.

Per l'occasione abbiamo intervistato la prof.ssa Viviana Vacca:

Come nasce il libro e da dove trae ispirazione il titolo?

Nasce da un incontro, da un'esigenza condivisa: entrambi pensavamo che si potesse dare un'altra lettura, da un altro punto di vista di un periodo storico culturale importante. Nel titolo si riflette la volontà di raccontare la musica attraverso le storie delle persone e le immagini.

Il progressive italiano è apprezzato ancora oggi, specialmente in Asia. Perchè questa riscoperta?

Non si tratta di una riscoperta alla fine...nessuno voleva dar vita a richiami nostalgici. Nel progressive- alla stessa maniera del rock o del punk- vi è un pensiero alla base e quindi un mondo culturale da esplorare sempre.

Demetrio Stratos e la contaminazione: binomio inscindibile?

Assolutamente si. L’evento Stratos, come una meteora, ha illuminato con enorme forza una certa immagine della musica; anzi è la stessa voce a diventare la musica attraverso la contaminazione sperimentale di altri apporti artistici.

Dove è nata la sua passione per le canzoni di Claudio Lolli?

C’è in Claudio Lolli uno strato poetico così profondo che etichettarlo come “cantore del Movimento” sarebbe una forzatura semplicistica. Nelle canzoni di Lolli- questo, trovo potente- è tratteggiato un mondo, con una tavolozza di colori il cui carattere di novità mi stupisce sempre. E’ in fondo lo stesso sguardo che anima le immagini di Tano d’Amico.

Jean Luc Ponty ha rilasciato un'intervista nel volume, quanto è innovativo il suo sound?

Ponty è il pioniere dell’innovazione visto che ha sperimentato il violino nel jazz rock: penso a Mirage oppure agli esiti fantastici per Aria di Alan Sorrenti…ecco, vede, vi è uno stile, una postura di Ponty che crea un ritmo unico,

Quanto è importante il ruolo di Enzo Moscato nel teatro italiano?

Nella scena contemporanea Moscato è un evento, alla maniera di Stratos, l’inizio del teatro della trasgressione: la storia della sua formazione e il clima a Napoli nei primi anni 80- una scena profondamente rinnovata e vivace, penso a Ruccello, a Martone- sono perfettamente restituiti nelle sue opere, altrettanti lavori di sperimentazione su e con la lingua, nell’incontro rivoluzionario con il napoletano.

Nel volume ci sono oltre 70 interventi, interviste ecc... chi l'ha sorpresa di più ?

La cosa che più mi sorprende è che tutte le interviste sono delle vere e proprie conversazioni, altrettanti tasselli di una storia più lunga e più grande. Alcune mi sorprendono tanto- penso a Vincenzo Sparagna, a Luperini, a Tano e Pablo Echaurren- altre ancora mi commuovono- Salvo Vitale, Marco Boato, tutte poi mi toccano profondamente perché storie vissute.

Perchè ha deciso di dedicar il libro, tra gli altri, a Mauro Rostagno?

Quando venne ucciso- nel settembre del 1988- Mauro Rostagno aveva diverse vite alle spalle, tutte vissute intensamente. Adriano Sofri gli dedicò un testo il cui titolo mi colpisce ancora oggi con la sua forza “E reagì Mauro Rostagno sorridendo…”. Nella forza di questo sorriso vedo la più intensa delle sue vite, quella siciliana a Lipari, un’altra occasione di impegno e di attivismo coraggiosi. Mauro Rostagno è stato un grande sperimentatore la cui potenza teorica merita di essere conosciuta e riscoperta.

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