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La canzone napoletana. «Canzoni amate e dimenticate dal 1200 ad oggi..»

Giovanni Battista 350 260 mindi Diego Protani - Enciclopedia della canzone napoletana. «Canzoni amate e dimenticate dal 1200 ad oggi..». Autore: Giovanni Battista- Editore: Lfa Publisher

Sinossi: In questa enciclopedia ogni canzone viene raccontata, spiegata, si contestualizza il suo periodo storico come nasce e perché, ma le cose importanti sono tutti gli aneddoti che riguardano ciascuna canzone. Composta da tre volumi ognuno dei quali porta un prefatore diverso. Nel primo Volume c'è la prefazione di Lino Vairetti degli Osanna, nel secondo Antonio Buonomo e nel terzo Peppino Di Capri. Nello specifico il primo volume parte dal 1200 ed arriva al 1938 fermandosi alla sconosciuta "'E Primme Rose"; il secondo volume parte dal 1939 e giunge fino al 2018 con la recentissima "'A Minestrina" di Paolo Conte; nel terzo volume tutti i brani sono disposti in ordine alfabetico, dalla A alla Z. Prefazione di Peppino Di Capri.

Intervista:

Come è nata l’idea di scrivere un’enciclopedia sulla canzone napoletana?
L’idea nasce più di 10 anni fa, sono cresciuto con la canzone napoletana, mio nonno materno e suo fratello (mio zio), sin da piccolo a domeniche alterne mi facevano non solo ascoltare le canzoni ma mi raccontavano aneddoti che avevano vissuto in prima persona. La mia reazione era di stupore, meraviglia tanto che decisi con il nonno di raggruppare le canzoni e le loro storie in un libro in modo da poter far leggere a chiunque, quanto Napoli e la musica abbiano una storia, una sorta di vero e proprio matrimonio che ripercorre quasi mille anni.

Come ha suddiviso i tre volumi?
I volumi sono suddivisi seguendo una struttura semplice, i primi due sono stati sviluppati in ordine cronologico. Nello specifico il primo volume inizia dal lontano 1200 e conclude fermandosi al 1938, nel secondo volume si riparte dal 1939 giungendo fino al 2018. Nel terzo volume, tutte le canzoni che troviamo nei precedenti vengono disposte in ordine alfabetico, in modo che se i lettori ricordano/conoscono una canzone, come ad esempio “Anema E Core” gli basterà andare nella lettera A e trovare il brano prescelto.

Quanto è rilevante nella nostra cultura la storia della scuola napoletana del ‘700?
È un punto cruciale a cui mi sono dedicato molto nella mia enciclopedia, lo definirei di svolta per la musica napoletana e per ciò che si è sviluppato dopo. In questo periodo nacquero le “Opere Buffe” a cui poi tutti i compositori venuti dopo si ispirarono per comporre le celeberrime opere liriche. Basti pensare che quando nel 1770 Mozart giunse a Napoli ed ascoltò Giovanni Battista Pergolesi (uno dei padri dell’opera buffa) ne rimase folgorato, tanto che il compositore austriaco non solo contribuì notevolmente alla diffusione di questo genere, ma ne fu egli stesso creatore, vediamo ad esempio “Le Nozze Di Figaro”. A Napoli abbiamo avuto in quel periodo figure come Aniello Piscopo, Leonardo Vinci, Agasippo Mercotellis, Gennarantonio Federico e così via… e nel ‘800 questa tradizione musicale continuò grazie al bergamasco Gaetano Donizetti che introduceva spesso e volentieri nelle sue opere degli intermezzi comici.

Quale filo conduttore lega teatro e canzone?
Da sempre, come si è visto nella domanda precedente, però è un legame che si è consolidato agli inizi del ‘900. In primis troviamo Raffaele Viviani che era solito presentare le sue canzoni (che nei primi anni erano basate sulle figure dei mestieri di Napoli, come ad esempio ‘O Sapunariello, ‘O Scupatore) inserendole proprio nelle sue commedie, basti pensare che la notissima ‘A Rumba D’ ‘E Scugnizze” venne presentata proprio durante la sua commedia “L’Ultimo Scugnizzo”. Successivamente troviamo la nascita della sceneggiata, ovvero la creazione di un vero e proprio spettacolo drammatico a cui si alterna il canto e la recitazione, tutto ciò si basa sul titolo di una canzone da cui se ne ricava l’omonima “sceneggiata”. Negli anni successivi come si osserva nei primi anni ‘50 le canzoni divennero addirittura dei veri e propri film, ne cito qualcuno come ad esempio, Luna Rossa di Fizzarotti oppure Totò, Peppino E La… Malafemmina di Mastrocinque.

C’è una simbiosi tra passato e presente?
Attualmente trovo che questo legame non ci sia più, il vero culto della canzone napoletana è maltrattato, si è sostituito a mio malincuore con nuove sonorità e nuovi generi.

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