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Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali

Giovanna Corradini 1990 350 mindi Diego Protani - Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali: i percorsi e le aspirazioni di conoscenza di una donna del Sud.

Da alcuni anni, nel mondo dei libri, sempre più si avverte la presenza di una donna caparbia, Giovanna Corradini, che si fregia di una sigla editoriale-manifesto: «Edizioni di storia e studi sociali». La curiosità è crescente, e a ben vedere si spiega perché l’attività editoriale da lei fondata non smette di essere un’anomalia o addirittura un ingombro. Qualcuno assimila le sue pubblicazioni a quelle della celebre casa editrice inglese Penguin Books, ma lei, pur orgogliosa di questo paragone, tiene a precisare che i suoi libri non si limitano a fare buona divulgazione, anche se, sottolinea, non smette mai di raccomandare ai suoi autori la chiarezza, la concisione e la cura scrupolosa della lingua. In bilico tra la passione editoriale e l’attenzione ai processi formativi della conoscenza, ha deciso di privilegiare in realtà l’innovazione scientifica, con l’apporto di un team combattivo di studiosi, accuratamente selezionati. Assume rilievo emblematico in questo senso l’avvio della Storia dei Mediterranei, opera in progress a più voci, di cui sono usciti già due grossi volumi ed è prossima l’uscita del terzo. Ma chi è e da quali esperienze viene questa donna, vista un po’ più da vicino?

Fin da giovanissima si tira su a pane e libri. A 20 anni, nel 1979, fonda nella sua città, Pozzallo, luogo natale di Giorgio La Pira, una libreria, La Cultura, che non si limita a vendere libri e prodotti musicali: organizza mostre d’arte, esposizioni editoriali, cura concerti, con Eugenio Finardi, Ivan Graziani e altri musicisti. La libreria dopo un paio di anni chiude, ma lascia idee e suggerisce iniziative. Nell’estate 1983, in collaborazione con la rivista «I Siciliani» di Giuseppe Fava e con l’ArciMedia regionale, Giovanna inaugura, ancora a Pozzallo, il Salone dell’Editoria Regionale Siciliana: un successo, e un fitto calendario di incontri, con Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Michele Pantaleone, Ciccio Busacca e numerosi altri. Si tratta della prima esperienza del genere in Italia. Per la prima volta viene concepita l’idea di un Salone del libro, e si tratta di un’idea feconda. Essa apre contatti con altre aree, scrive a Novella Sansoni, che ha fondato in quegli anni, tra Torino e Milano, l’associazione «Il libro ritrovato». Nel Paese va creandosi in realtà un clima, un humus culturale, in cui anche l’iniziativa siciliana recita una parte. Cinque anni dopo, nel 1988, l’imprenditore Guido Accornero e il libraio Angelo Pezzana inaugurano il Salone del libro di Torino.

Dopo l’avvio del 1983, Giovanna cura tre altre edizioni annuali del Salone del libro, l’ultima, nel 1986, insieme ad una Mostra del libro maltese. L’esperienza dei Saloni, che lei vorrebbe allargare alla produzione dell’Italia meridionale e della piccola editoria nazionale, però non riesce a reggere, per carenza di risorse: si aprono perciò nuovi percorsi. Quell’anno essa viene incaricata da un editore palermitano, Ferdinando Russo, già dirigente politico e parlamentare del PCI, in accordo con la Presidenza della Regione siciliana, di curare un periodico semestrale, "Libri siciliani di ieri e di oggi", che cataloga i libri editi nella regione nel corso di ogni semestre. Questa esperienza dura un paio di anni, poi la Corradini decide, motu proprio, di andare oltre, con la creazione di una rivista-catalogo, "Libri meridionali" che, oltre a illustrare i libri che escono periodicamente nel Mezzogiorno, apre un acceso dibattito sui caratteri e gli orientamenti dell’industria culturale italiana. In questa nuova avventura essa coinvolge Dacia Maraini, Nino Recupero, Sergio Zoppi, Carlo Ruta (che assume la direzione del periodico), Graziella Priulla e altri scrittori e studiosi. Nella rivista esce tra l’altro uno dei primi articoli di una giovanissima Ilaria Alpi, sulla letteratura araba contemporanea.

In quegli anni, tra gli ottanta e i novanta, Giovanna fonda una sigla, Cultura Nuova Libri, con cui pubblica, tra l’altro, alcune guide e cataloghi dell’editoria meridionale e della piccola editoria italiana. Poi rileva da Ferdinando Russo una piccola sigla, Edi.bi.si., Editoriale Biblioteca Siciliana, che decide di «specializzare», legandola alle letterature di viaggio. Dà alle stampe diverse decine di libri e libretti, dall’aspetto grafico inconfondibile, tra cui alcuni "long seller"»: in particolare, il Viaggio di Goethe (circa 40mila, le copie vendute) e quello di Maupassant (circa 30mila). Nel 2004 la proprietà di Edi.bi.si. passa alle Edizioni Affinità Elettive, curate da un distributore ed editore di Messina. Giovanna mantiene tuttavia, per un po’, la cura tecnica dei libri, mentre collabora saltuariamente con altre case editrici. Sono anni difficili, in cui maturano però le condizioni per un poderoso passo in avanti, che avviene nel 2012, quando, sostenuta da un vivace ambiente di studiosi e dal manifestarsi di una serie di bisogni nel mondo intellettuale, decide di avviare un progetto editoriale di carattere storiografico e di taglio scientifico. Nasce così Edizioni di storia e studi sociali.

Nel "manifesto" riportato nella pagina Chi siamo del sito edizionidistoria.com si legge: «Dopo anni di attività ci si trova a prendere atto che il progetto nelle sue linee fondamentali è stato ben compreso. Raccoglie la stima di numerose istituzioni scientifiche del Paese. Piace al mondo intellettuale in senso lato, che con sempre maggiore slancio si relaziona con Eds. Sono state create, per così dire, delle regole, che sono necessariamente rigide. Esiste una comunità, un organismo che tende a muoversi coralmente. Si cerca in tutti i modi di non ledere l’autonomia creativa e scientifica dello studioso, ma si fa il possibile per creare un clima favorevole agli scambi, alle contaminazioni, alle sinergie». E i fatti confermano tutto ciò.

Con il suo progetto e i suoi autori, Giovanna entra nei maggiori musei italiani, nelle università, negli enti di ricerca. Coinvolge studiosi di statura mondiale come gli archeologi Jean Guilaine, Patrice Money ed Eric Rieth. Di Guilaine, tra l’altro, è prossima l’uscita di un’opera dedicata alla protostoria: "Le pietre dei giganti". Schiera storici di alto profilo: dal medievista Franco Cardini, presente nei primi due volumi della Storia dei Mediterranei, a Carlo Ruta, molto attento, anche lui, allo scandaglio di vie inesplorate. Ben presente nel progetto è inoltre l’archeologo navale Francesco Tiboni, il quale, proprio attraverso un saggio Eds, La presa di Troia: un inganno venuto dal mare, lancia una sorprendente rilettura del poema omerico, che, ripresa dai mezzi di comunicazione di numerosi paesi, suscita discussioni e prese di posizione in tutti i continenti. Sul fronte delle problematiche cristiano-islamiche e delle relazioni culturali tra Oriente e Occidente, tra passato e presente, si colloca poi lo scrittore romano Pino Blasone, che all’interno della casa editrice gode di una presenza consolidata, come, del resto l’archeologo navale e scrittore Stefano Medas, presente con diversi saggi nella Storia dei Mediterranei. Ma fervono anche i rapporti con gli ambienti universitari e della ricerca.

La fondatrice di Eds stabilisce un rapporto sinergico con una delle eccellenze dell’Università di Catania, la Scuola di specializzazione di Archeologia, strettamente legata alla Scuola di Atene, con il coinvolgimento dell’archeologo-docente Massimo Frasca, di Dario Palermo, che subentra a Frasca nella direzione della Scuola, e, sul piano delle iniziative seminariali, del docente di Topografia antica Edoardo Tortorici. Essa anima convegni e conferenze con la Soprintendenza del Mare, guidata da Sebastiano Tusa, che firma per Eds diversi titoli. Stabilisce rapporti con il CNR di Roma e con la sede di Catania, con l’apporto dell’archeologo Massimo Cultraro, autore tra l’altro di un brillante saggio sullo scopritore dell’antica città di Troia. Con il sostegno operativo di Francesco Tiboni, Giovanna aggancia il Nav-Lab, Laboratorio di storia marittima e navale dell’Università di Genova, e imbarca nel progetto di Storia dei Mediterranei studiosi di spessore come Emiliano Beri, Antonio Musarra (storico medievista tra i più brillanti e versatili), Maurizio Brescia (direttore della rivista "Storia Militare"), Luca Lo Basso e altri ancora. Stabilisce assidui contatti di lavoro con alcuni tra i più prestigiosi Musei di Roma: l’Etrusco di Villa Giulia, il Luigi Pigorini, il Museo dell’Alto Medioevo. Collabora inoltre con il Museo della Marineria di Santa Severa, diretto da Flavio Enei, presente anche lui nella Storia dei Mediterranei, con il Museo Nazionale di Reggio Calabria, diretto egregiamente da Carmelo Malacrino, presente anche lui nel catalogo di Eds. Collabora ancora, con una miriade di momenti, con il Polo museale di Catania, negli anni in cui è diretto da Maria Costanza Lentini. Nei sette anni di attività editoriale della Corradini c’è tuttavia molto altro, troppo per poterlo enumerare, mentre scorrono, firmati da oltre un centinaio di specialisti, parecchie decine di libri, molti collettanei, dotati tutti di una grafica sobria ma ancora inconfondibile.

Adesso, dice Giovanna, si è arrivati ad uno snodo importante. Dopo la formazione del comitato scientifico, che comprende Franco Cardini, Jean Guilaine, Franco Marzatico, Irena Radic, Eric Rieth, Carlo Ruta e Francesco Tiboni, sono previste per l’autunno-inverno alcune novità, di cui offre tuttavia una sola anticipazione. A partire dall’autunno la sede ragusana sarà adeguata alle nuove esigenze. Non sarà solo una fucina editoriale ma anche un luogo di studi e d’incontri, di attività seminariali, nel quadro anche delle sinergie crescenti con gli ambienti della ricerca. Verrà dotata tra l’altro di una biblioteca specializzata e di un archivio di documenti, soprattutto di età contemporanea. «Sarà operativa – precisa l’editrice di Eds – dalla prima metà di ottobre». È un crescendo in realtà di iniziative di qualità, ad amplissimo raggio, dalla Sicilia all’estremo Nord, nel segno ancora di una felice ibridazione tra esigenze di vita e tensioni conoscitive, che rendono Edizioni di storia e studi sociali un fatto a sé, una comunità di studi, accanto a cui va formandosi, con diramazioni ovunque, una rete di sostenitori e amici che si coinvolge con slancio, progetta, organizza, si passa il testimone.

 

 

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