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"I pionieri di Salto di Fondi"

Pionieri saltodifond 350 mindi Ermisio Mazzocchi - Presentazione del libro "I pionieri di Salto di Fondi" di Rosa Maiorini. 14 dicembre 2019 Veroli

Possiamo considerare la "memoria come il presente. Credete veramente che stiamo parlando del passato di circa 100 anni fa e considerato irrepetibile. Non è così. Siamo nel presente".

Il libro di Rosa Maiorini tratteggia in modo eccellente e avvolge in una profonda umanità la storia di emigrati che, con le dovute variazione per epoche diverse, hanno le stesse caratteristiche degli emigrati italiani di oggi.
La storia dell'emigrazione è la storia del nostro paese, quella di ieri e quella di oggi. Gli emigrati italiani tra il 1861 e il 1985 sono circa 30 milioni.
L'emigrazione ciociara - uso il presente volutamente perché è un processo temporale con una sua continuità - una consistenza di notevoli proporzioni.
Si verifica la più grande emigrazione verso altri paesi e terre della stessa Italia, come è stato per i ferraresi nell'agro pontino e verolani a Fondi.

In alcune realtà, come la Ciociaria, all'epoca degli emigrati verolani non era ancora provincia, emigrano sia all'estero, Americhe del sud, Stati Uniti, Europa, che verso la pianura pontina, ancora non bonificata, ma con vasti appezzamenti di terra su cui era possibile coltivare e con pascoli che si offrivano alla transumanza.

Molti braccianti verolani i trasferiscono verso queste zone, in particolare nelle tenute del conte Bisleti, dove le condizioni erano pessime, di cui questo libro narra efficacemente la fatica, la miseria, le malattie, ma anche una speranza, considerato che incombeva una disoccupazione assoluta in un sistema economico che non assicurava una vita accettabile.
Tra il 1900 e il 1014, per dare una dimensione del fenomeno migratorio, da Veroli emigrano circa 6.000persone su una popolazione di circa 13.000 abitanti.
Un flusso di emigrati che si svolge in modo ininterrotto sino ai giorni nostri.

E'sintomatico che , come allora, nel periodo trattato nel libro, gli insediamenti industriali nel comprensorio di Frosinone, non riescono ad assorbire le moltitudine di nuovi contadini.
I mezzadri, sempre nel comprensorio di Frosinone, sono 23.000 e i giornalieri 22.000 per arrivare con altre tipologie di lavoro, a un totale di 83.000 lavoratori della terra, su una popolazione di circa 186.000 abitanti.
A Veroli le industrie tra il 1900 e il 1940 sono sostanzialmente circa 50, occupando circa 300 operai.
Quando avviene dopo la II guerra mondiale per i flussi emigratori è noto sia per Veroli sia per l'intera provincia sia per l'Italia.
Recenti statistiche, come quelle di Isvemez, dicono che sono emigrati in questi ultimi anni circa 54.000 persone e nel 2018 in Italia sono emigrati 285.000 persone di cui solo il 33% è laureato.
Lascio a voi le dovute considerazioni.

Ci poniamo la domanda del perché questo libro è interessante e suscita attenzione? La risposta è che esso si inserisce in una stagione di studi in grado di riscattare la storia dell'emigrazione da una marginalizzazione sub-disciplinare al fine di contribuire alla scrittura della storia dell'Italia e ai suoi rapporti con il mondo.
Una delle novità della rappresentazione è la pluralità di ambiti istituzionali e di soggetti coinvolti nella sua costruzione e divulgazione.
E il libro della Maiorino ne è una testimonianza vivace e realistica.

Non siamo qui per marcare la memoria degli eventi emigratori.
Siamo qui per avere uno strumento, come questo libro, utile alla nostra conoscenza per leggere il presente e gettare uno sguardo sul futuro.
Il confronto costante tra passato e presente è importante per riscoprire l'emigrazione italiana dentro un contesto economico e sociale.
Con il crescere dell'attenzione nei confronti dell'emigrazione si è ampliato l'interesse per la storia del'emigrazione.

Occorre fare qualche ulteriore riflessione. manca ad esempio uno studio su le rimesse, che furono fondamentali per permettere ai familiari rimasti nei propri paesi di potere vivere.
Si è sempre studiato l'emigrazione maschile, ma nulla è stato approfondito rispetto all'emigrazione femminile prima e dopo la II guerra mondiale.
Va rivolto un apprezzamento alla Maiorino per avere evidenziato il ruolo decisivo delle donne.
L'industria culturale recente attraverso storiografie, autobiografie, romanzi, film, produzioni televisive, fornisce materiale per la rielaborazione della memoria dell'emigrazione italiana.

Chi non ricorda il film Lamerica, quello di Titanic e per un verso quello di Novecento. Sono do notevole significato il libro di Antonio Stella "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi" , così come il romanzo "Vita" di Melenia Mazzucco, che narra la storia di Vita e Diamanti, emigrati da Latina per New Jork nei prima anni del novecento.
A Bois du Cazier esiste un museo dedicato agli emigrati italiani morti nell'incidente delle miniere di Marcinelle l'8 agosto 1956, dove morirono 262 minatori, di cui 137 italiani Il 23 novembre del 2003 fu realizzato un fiction su questo dramma, riscoprendo una parte della storia di italiani all'estero sconosciuta.

Simile alla Shoah, prima raccontata dagli storici e dai sopravissuti, poi diventata oggetto di iniziative di musei, di memoriali, mostre, una varia pubblicistica.
Oggi sono numerosi i musei locali dedicati all'emigrazione, con l'intento di rappresentare importanti strumenti di intervento sulla memoria del territorio, quale legame con i cittadini emigrati e i loro eredi, di cui abbiamo una testimonianza con questo libro.
Propongo che Veroli, rivolgendomi al Sindaco, si faccia promotore della costituzione di un museo dell'emigrazione della provincia di Frosinone su l'esempio della Toscana nel comune di Lusuolo nella Luigiana e della Calabria collocato nel Parco Old.
Un rapporto distinto tra passato e presente nell'emigrazione non esiste.

L'emigrante di Veroli del 1926 ignorante, analfabeta, misero, è quello che per avere lavoro si trasferisce nelle paludi pontine.
L'emigrante di Veroli del 2019 istruito, specialista, colto è quello che per avere lavoro si trasferisce in qualsiasi parte del mondo. Cambiano i tempi, ma le motivazioni sono le stesse.
Il libro della Maiorino è un tassello nella narrazione dell'emigrazione italiana.
Un libro da cui trarre sapere e insegnamento come un monito umano per dare dignità e sicurezza alla future generazioni.

Allegato
Numero di emigrati di Veroli anni 1900-1914*

1900 6
1901 24
1902 100
1903 124
1904 113
1905 475
1906 487
1907 581
1908 205
1909 612
1910 475
1911 413
1912 662
1913 868
1914 271

Numero fabbriche e operai presenti nel comune di Veroli inizio secolo XX

Fabbriche       numero        operai

fornaci, stoviglie,       4                9
fiammiferi di legno     1              10
paste per minestre     1                5
frantoio olio              25           108
lavorazione della seta 5              59
cappelli                      3               9
tipografia                   1               2
sedie di legno             5             21

* Fonte, Istat

 

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