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Lacrime di sale di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta

...un pugno allo stomaco, fa piangere, arrabbiare, rattristare e anche amare.

lacrimedisale PietroBartolo minLacrime di sale, quegli schizzi di acqua salata che sotto il sole rovente si seccano e lasciano sul viso di quel pescatore, suo padre, una candida patina, una sorta di maschera che però non serve a nascondere ma a svelare il vissuto e l’autenticità dell'essere. È quella stessa maschera che lui, Pietro Bartolo, ha visto ad ogni sbarco lì a Lampedusa, porta d'Europa, sul viso nero di quei disperati che dopo aver vagato per giorni in mare in balia delle onde arrivano - se fortunati - in quell'isola, stremati, sperando in un futuro migliore o quanto meno di sopravvivere e magari in modo dignitoso.

Per questo libro Pietro Bartolo ha affidato i suoi racconti, le sue testimonianze e anche i ricordi della sua vita privata a Lidia Tilotta. Ha voluto rendere senza alcun filtro, la testimonianza di tutti quegli orrori che ha visto sui corpi e le struggenti storie che ha sentito in tutti quegli anni di missione, più che di servizio, al Poliambulatorio di Lampedusa e in prima linea come soccorritore al molo Favaloro.

“Non è un’Isola facile, Lampedusa. Questo pezzo di crosta terrestre staccatosi dall'Africa e migrato verso l’Europa, quasi a voler simboleggiare un ponte tra i due continenti. Con un destino che pare scritto da una geologia bizzarra, in grado di decidere non solo della sorte delle terre ma anche di quella dei loro abitanti".
Nel libro afferma che ad ogni sbarco c’è una nuova sfida da affrontare, nuovi orrori da vedere o rivedere: “non sai quale delle tante specializzazioni che non hai preso dovrai utilizzare".

Riporta racconti orribili sulle torture subite in quei lager libici che non sono altro che i nuovi campi di concentramento: gli sfregi, i tagli inferti con i coltelli, le bruciature, le bastonate, le violenze sulle donne, sulle ragazze. Racconta, e ci sono video e immagini terribili che lo testimoniano che lui stesso ha raccolto e conservato nella sua pen-drive, di ragazzi scuoiati vivi per il gusto dei loro carcerieri, ragazzi evitati e donne paralizzate per le troppe violenze subite. Lagrimedisalelibro copertina 350 min

Le donne e le ragazze arrivano quasi tutte incinte e non sopportano di tenere in grembo un figlio di cui non conoscono il padre perché violentate ripetutamente da più uomini . E per quelle che non lo sono non c’è da gioire, perché sono state “semplicemente" sottoposte al trattamento crudele di sterilizzazione temporanea.

Poi, ancora, racconta della malattia del gommone come l'ha battezzata lui stesso: quella miscela micidiale di carburante e acqua marina che ustiona gravemente e quasi esclusivamente le donne che siedono al centro del gommone dove ristagna quel liquido a primo impatto gradevole perché dà una sensazione di calore soprattutto nelle fredde traversate notturne ma che ustiona gravemente la pelle.

Riporta il terribile naufragio del 3 ottobre del 2013 in cui morirono 368 persone di cui molti bambini e addirittura neonati ancora attaccati al cordone ombelicale; quello di pochi giorni dopo in cui ne morirono molti di meno ma che resterà ugualmente tra i suoi ricordi più forti. Ricorderà per sempre di aver pianto insieme a quell'uomo, padre e marito, ascoltando il suo terribile racconto. Lui che, bravo nuotatore, dopo il rovesciamento del barcone tenne a galla, tra le onde sempre più alte, la moglie e i suoi due figli per molto tempo aspettando i soccorsi che purtroppo arrivarono poco dopo che, allo stremo delle forze, fu costretto ad aprire quella mano destra vedendo così il suo bambino di tre anni scivolare nel profondo mare. La disperazione di quell'uomo per non essere riuscito a resistere qualche minuto in più - poco dopo arrivarono i soccorsi - non lo abbandonerà più.
Ricorderà per sempre il viso di quei bambini, spesso neonati, a cui ha dovuto fare ispezioni cadaveriche e a cui ha dovuto tagliare “un pezzo" per identificarli e non farli rimanere solo numeri.

Avrà per sempre sotto il naso quel tanfo di cadaveri in quella stiva quasi tutti di giovane età che i trafficanti rinchiusero durante la traversata non lasciando loro scampo: senza aria morirono tutti asfissianti. Ricorderà per sempre i loro polpastrelli ridotti a carne viva senza più unghie per l'estremo tentativo di scardinare la botola.

Ma racconta anche di storie a lieto fine come quella di Kebrat, ragazza ritenuta morta ma che lui, dopo aver aperto quel sacco in cui l’avevano chiusa, invece di accertarne la morte ascoltò un lieve battito e dopo vari tentativi di rianimarla le salvò la vita.
Questo e molto di più troverete in Lacrime di sale", libro scritto per cercare di portare a conoscenza di più persone possibili e a tutti quelli che non vogliono vedere, gli orrori dei nostri tempi.

Insieme a “Le stelle di Lampedusa", il film documentario Fuocammare di Gianfranco Rosi, tutti i convegni, le conferenze e non ultima la sua entrata nel Parlamento Europeo, Pietro Bartolo sta cercando di smuovere le coscienze e portare l’uomo a vedersi in quanto parte di un disegno più collettivo e d'insieme piuttosto che in contrapposizione in base si confini politici, sociali, culturali, religiosi, fisici ecc…

Il libro che è un pugno allo stomaco, fa piangere, arrabbiare, rattristare e anche amare. Amate quest'uomo senza riserve che ha fatto dell’accoglienza la sua missione di vita.

 

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.
già pubblicato su Ciessemagazine

 

Lacrime di sale, di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta. Edizioni Mondadori Oscar bestseller
Costo € 11,00; Firmato kindle € 7,99
Si può acquistare cliccando sul link che segue https://www.amazon.it/Lacrime-sale-quotidiana-Lampedusa-speranza-ebook/dp/B01LA27IPG/ref=mp_s_a_1_1

 

 

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