fbpx
Menu
A+ A A-

Democrazia: chi la studia e chi la rappresenta

StefanoPetruccianidi Anna Capogna - Nel pomeriggio inoltrato, alle 18.30, di venerdì 20 marzo, in una sala gremita ed attenta dell' Hthel Astor a Frosinone si è svolto un dibattito pubblico a partire dall'ultimo libro "Democrazia" del prof. Stefano Petrucciani, ordinario di filosofia politica presso l'Università La Sapienza di Roma e presidente della Società italiana di filosofia politica.
A patrocinare l'iniziativa di arricchire la cultura critica ciociara, sono stati il dott. Antonio Cecere, fondatore di filosofiainmovimento . it e conduttore dell'incontro e il dott. Angelo Pizzutelli, presidente dell' Associazione Frusina "bene comune".
Quale e come Democrazia? Questo il quesito su un tema tanto presente quanto sfuggente all'attenzione e al bisogno di risposte per garantire qualità di vita nel nostro tempo di crisi e di grandi trasformazioni culturali, in Occidente, e, a me piace pensare, anche non?
Per una possibile risposta, l'intento è stato "mettere a confronto chi la Democrazia la studia e la pensa", il prof. Stefano Petrucciani e il prof. Giorgio Cesarale, suo autorevolissimo collega dell'Università di Venezia e "chi la Democrazia la rappresenta nelle istituzioni", il Senatore Francesco Scalia ed il dott. Angelo Pizzutelli.
Dalla analisi degli oratori filosofi la realtà della crisi della democrazia oggi, sia rispetto al modo di "sentire" dei cittadini, sia rispetto alla forza e alla credibilità nelle sue funzioni politiche ed istituzionali, trova più d'una motivazione.
Dalla debolezza culturale e morale della rappresentanza parlamentare; all'affermarsi del verticismo e leaderismo delle istituzioni esecutive che, insieme, lasciano pochi o inutili margini alla discussione democratica; alla incertezza e parziale coerenza del segno e del mandato popolare dei governi nazionali rispetto alle tecnocrazie internazionali.
E ancora, dal mutamento nel rapporto tra le classi sociali e la politica che, sempre più mostra di lasciare il popolo senza rappresentanze; alla crisi economica che non genera più quel crescente benessere che il sistema democratico sembrava garantire.
Come affrontare tali patologie e quali proposte prima che sia troppo tardi per la qualità della democrazia?
Il prof Petrucciani, nel sui libro, agile e denso, bello da leggere e da rileggere per continuare a pensare, si sofferma su un tema, di particolare interesse e centralità, rilevando e citando interpretazioni e prospettive che vanno da J. Locke a J. J. Rousseau, da J. Dewey a N. Bobbio, a J. Habermas al sociologo Ph. Urfalino..
Far parte di una comunità politica significa accettare il principio di maggioranza che "deve essere considerato come una deliberazione all'unanimità", diversamente la comunità non è e l'azione sarebbe priva di ogni valore decisionale e operativa.
Se però, la regola della maggioranza è, di fatto, condizione unica per prendere le decisioni, la legittimità democratica della decisione stessa non può scaturire dalla somma di una molteplicità di aggregati individuali, ma invece attraverso un dibattito vero dove la partecipazione di ognuno significa vagliare e superare le proprie diverse posizioni di partenza per costruire una sintesi finale,
sempre all'interno del proprio orientamento.
Perché "lo Stato di diritto è lo stato dei cittadini.. Nello stato di diritto l'individuo ha verso lo stato non solo diritti privati ma anche diritti pubblici." ( N. Bobbio, L'età dei diritti, Einaudi, p. 61)
Per "rimuovere" le condizioni che impediscono il rispetto dei diritti e per lo sviluppo della democrazia reale, garante di una "partecipazione collettiva e non coercitiva delle decisioni comuni", si può e , allora, si deve richiamare l'impegno di tutti in " un progetto multlivello", che "funzionerà –sostiene Petrucciani- se tutti i piani funzioneranno insieme":
Dal pluralismo politico, che è quella forma di sistema politico "in cui tutti sono liberi di prendere le decisioni che li riguardano e hanno il potere di farlo, sulla base del riconoscimento di alcuni dei diritti inalienabili e inviolabili, quali sono i diritti dell'uomo."(N. Bobbio, p.60);
All'inclusione sociale, che , l'articolo 3 della Costituzione italiana, analiticamente impone e dichiara fondamentali;
Alla adesione ad un ideale politico che sempre porta dentro di sé una preziosa tensione morale, ed una attenzione dinamica e costruttiva nella realtà di vita di ognuno . "Il progresso umano non era per Kant necessario. Era soltanto possibile."( N. Bobbio)

Dalla prospettiva politico- istituzionale, i rappresentanti del territorio, dopo aver plaudito per l'acutezza e la profondità delle riflessioni argomentate, raccolgono, garantendo, per il suo fine, tutta la propria motivazione politica, l'idea valoriale del progresso umano e quel concetto dinamico e costruttivo della democrazia: - sia perché, è nel suo farsi quotidiano e storico che propriamente risiede la naturale specificità dell'azione politica; - sia perché, è proprio condizione e fine del lavoro nelle istituzioni garantire e costruire il Futuro per tutti e per ognuno.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici