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Fiori di Ginestra......

  • Scritto da  Giuliano Fabi

MariaScerrato libro fioridiginestra 350 260di Giuliano Fabi - Un libro ambientato nella nostra terra è consigliabile a tutti gli appassionati di storia locale e non solo.
L’argomento è il contributo delle donne a quello che fu definito brigantaggio post Unitario, immediatamente successivo proclamazione dell’Unità d’Italia, quando il Sud vedendo deluse le aspettative di giustizia sociale promesse da Garibaldi si ribellò. L’Unità d’Italia fu definita da Gramsci una riforma agraria mancata. Essa avrebbe dovuto assicurare quella giustizia sociale che da secoli le nostre popolazioni attendevano. Al contrario, invece di ricevere le terre promesse e avere la possibilità di liberarsi dallo sfruttamento, videro nuovi padroni appropriarsi delle terre demaniali e degli enti ecclesiastici, altri proprietari gattopardescamente riciclarsi e i figli costretti alla leva obbligatoria e la imposizione di nuove tasse. I Piemontesi furono avvertiti come aggressori arrivati per cancellare Storia, religione, costumi, legami e appartenenze. Essi non fecero nulla per dare di sé una immagine diversa e si sentirono conquistatori di una terra popolata da una razza inferiore.

Le donne nella lotta. 7 personaggi femminili

E il Sud si ribellò: Dieci anni durò quella lotta che vide sulle nostre montagne feroci combattimenti tra esercito regolare e guerriglieri ma che fu sbrigativamente definita Brigantaggio e archiviata come operazione di polizia. Ma nessuna lotta dura tanto a lungo senza il sostegno della popolazione, qui ci fu alla grande e le donne ebbero un ruolo determinante. Ho letto molto in tema e difficilmente mi sono imbattuto in qualcosa di simile in materia di respiro del nostro territorio, durezza dell’argomento e piacevolezza della lettura. Molti autori hanno fatto opera encomiabile di recupero della presenza e del contributo femminile alla lotta, dimostrando che questo fu un fenomeno molto più vasto di quanto si è voluto far credere dalla parte dei vincitori.
Il testo di Maria Scerrato aggiunge un capitolo nuovo e diverso. Partendo dalle poche notizie che ci hanno trasmesso le cronache giudiziarie Maria Scerrato ha restituitoMariaScerrato libro fioridiginestra 350 vita a sette personaggi femminili tutti rigorosamente originari del nostro territorio e alcuni quasi sconosciuti. Li ha immessi nelle vicende note e storicamente documentate, incastonandole nell’ambiente di vita dell’epoca, accanto ai loro uomini quando amanti e forti nei loro sentimenti materni quando madri, tipici delle donne della nostra terra. Ha poi inserito le vicende personali delle protagoniste nel contesto umano e soprattutto paesaggistico del Basso Lazio, rendendo un ottimo servizio a questa terra che ne esce bella nelle descrizioni, forte di valori e di coraggio e ce le ha raccontate in maniera che la lettura risulta facilmente comprensibile scorrevole e piacevole.
È cosi che si può raggiunge un pubblico più vasto, facendo opera di divulgazione di una vicenda umana e storica su cui si è sempre cercato di stendere un velo. Emerge in tutti i personaggi il contrasto tra il desiderio di una vita normale, le necessita del momento e la disperazione di non intravedere una via d’uscita che il sentimento di amore materno o coniugale avverte come priorità. La partecipazione di personaggi femminili fu sminuita dai piemontesi che trattavano sbrigativamente la pratica, clementi nel comminare le pene, per attenuarne l’attenzione dei media, svilendone il ruolo e soprattutto privandole di umanità. Le chiamavano col termine dispregiativo di drude e le consideravano poco meno che prostitute.
Questo testo ci restituisce sia la verità storica che la vicenda sentimentale e umana del nostro popolo. La nostra è stata da sempre una terra di frontiera, ma una frontiera che ha più unito che diviso e la donna è stata sempre la protagonista. Era lei la a gestire l’economia familiare, la conservazione degli alimenti l’educazione della prole e contribuiva al lavoro dei campi passando spesso dal lavoro nei campi al letto di parto o portando con se nei campi i piccoli da allattare. A ritroso ricordiamo anche altri momenti in cui le nostre donne furono protagoniste di una storia mai sufficientemente narrata di questo territorio: le marocchinate, l’esodo biblico dell’emigrazione quando tante donne furono lasciate sole a gestire le numerose famiglie, il baliatico.
Il libro, finalista al premio Fiuggi 2016 per la Storia del Basso Lazio, è edito da Arte e Stampa Editore Roccasecca 2013 ed è predente in tutte le librerie della provincia.

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