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Incontro a Latina con Roberto Saviano

Roberto Saviano 350 260di Paola Bucciarelli - Incontro con lo scrittore Roberto Saviano. 

Sabato scorso, nella libreria Feltrinelli di Latina, c’e stato l’incontro con lo scrittore Roberto Saviano.
Lo scrittore campano è in tour per promuovere il suo ultimo libro “Bacio feroce”.
Il nuovo romanzo è il sequel de “La paranza dei bambini”, descrive amaramente l’ascesa di giovanissimi criminali, una generazione appena nata e già perduta, che non crede nel diritto, nello Stato, nel bene, anzi, credono che la strada del male porterà sicuramente qualcosa.
L’unica cosa che conta sono i soldi, essere predatori e non prede. Non importa a questi ragazzi di morire giovani – alcuni non arrivano a 21 anni – quello che importa è prendersi tutto e subito, da qui il bacio feroce.
Io sono stata tra le persone che ha partecipato, in un primo momento solo per la grande stima che nutro per Roberto, ma mentre aspettavo in fila il mio turno, mi sono resa conto che una semplice firma copie, all'apparenza un'iniziativa commerciale, di marketing, è stata nella realtà un' iniziativa di buona socialità, un modo per far parlare le persone.
La libreria come luogo di cultura e socialità, cosa che in una città come Latina non è così scontata.
La fila per incontrare Saviano era lunga diversi metri: partiva dall’angolo della strada che incrocia la via dove è situata la caserma dei Carabinieri, e proseguiva, fin dentro la libreria a pochi passi dal tavolo dove era seduto lo scrittore circondato dalla sua scorta.
C’era tanta gente, di ogni età, giovani e vecchi, donne e uomini, chi adora Saviano per come scrive e chi per il suo impegno civile, tutti desiderosi comunque di ascoltarlo, a dimostrazione che le persone hanno voglia e bisogno di capire, comprendere i problemi complessi della nostra quotidianità.
Purtroppo, mentre ero in fila, mi sono accorta che molte persone capendo che non ci sarebbe stata una presentazione vera e propria del libro, di un dibattito con l’ autore, hanno desistito.

 

In realtà, nonostante la lunga attesa in fila e i controlli di sicurezza, mi sento di affermare che queste persone hanno perso una bell’occasione: si è parlato, a partire dai temi cari all’autore, di politica, di opportunità che il territorio offre, dei tanti problemi che affliggono il territorio locale, ma non solo, si è parlato della storia recente del Paese, di musica, di libri, insomma c’è stato un confronto di idee spontaneo e ampio.
Il tempo è volato, arriva il mio turno, vedo Roberto Saviano sorridere cordialmente davanti alle fotocamere, firmare copie e scambiare veloci battute con tutti. La mia testa è affollata dalle mille domande che vorrei fargli, ma so che non sarà possibile perché non c’è il tempo.
Negli scarsi cinque minuti passati assieme, però, ho visto nel suo sguardo e nelle sue parole l’interesse di un ragazzo che, compiendo una scelta, forse più grande di lui, ha voglia di condividere con le persone che ha davanti pensieri, parole, per cercare strade che trasformino le cose.
Vado via contenta per aver passato qualche ora, non solo diversa dai soliti sabati pomeriggi, ma che mi ha lasciato qualcosa su cui continuare a riflettere, lavorare, comunicare ad altri.
Mi auguro che ci sia il modo che Saviano torni a Latina per fare un vero e proprio dibattito con lui, per approfondire e confrontarsi e, allo stesso tempo, mi auguro che altre occasioni del genere si creino con tutti quei giornalisti come Paolo Borrometti, Giovanni Tizian che vivono sotto scorta per aver denunciato le attività illecite dei clan mafiosi; far sentire loro la solidarietà, il calore, la stima delle persone è l’ unico modo per ringraziarli del loro sacrificio.

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