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'Lampi di verità'

Copertina Lampi di Verità 350 mindi Nadeia De Gasperis - Lampi di verità* incrociano lampi di bellezza in un abbacinante abbraccio, che bacia le stelle ad occhi chiusi e cristallizza i sogni dell’umanità come fruscio di silenzio.
“La bellezza salverà il mondo”, ci fa sapere il principe Myskin di Dostoevskij, o almeno, ci rammenta il poeta, salverà quell’istante, quella porzione di aria, quel frammento di vita, di cui ci prenderemo cura, sia anche solo per il tempo che dura.
Lampi di verità infiammano la carta straccia che mistifica le storie “sepolte” di una madre, quella patria, che relegata a un purgatorio terreno resiste al giogo del progresso che tenta di umiliarla.
Lampi di verità infiammano morti luminose che rinsaviscono la vita, , quel popolo di poeti “donchisciotteschi e duri” , indomiti cavalieri senza macchia e senza paura, grandine di sogno, sorrisi, follia, sapienza.
Ah, la follia, quel luogo così accogliente e ostile, dove la ragione e la stoltezza ammiccano l’un l’altra. “voi mi odiate, io per dispetto vi amo tutti” scrive un internato di manicomio sul muro del pregiudizio.
Muri, muri di gomma, muri che separano, muri che respingono. Sopravviveremo ai muri e ai veti della mediocrità e dell’impuro vivere, lo faremo costruendo case, ponti, idee, libri, in un baleno di verità.
Ci sono tracce di vite invisibili che sono “vere presenze, percorrono cammini, indicandoci la strada della verità, illuminata da ”lampi di creatività”. Chè è meglio bruciare in un lampo che spegnersi poco a poco, praticare la libertà, come principio di partecipazione.
E intanto sulla soglia della Tabaccheria di Pessoa, un uomo sa di non essere niente e di avere in se tutti i sogni del mondo, e quando le certezze affondano ventimilaleghesottoilmare, dagli abissi, qualcuno, implora di non disperare, è un marinaio del Kursk che sa di stare per morire per una verità che non verrà mai a galla.
Rispondono sirene armene, che hanno dato gusto e piacere a torturatori senza limiti , donne amate dell’Armenia violentata, perché si vive per donare, quel poco di amore che ci rimane. Perché siamo semi, che diventeranno alberi, se solo qualcuno pianterà un sogno dentro un sogno.
Lampi di verità, illuminano labirinti d’amore di luce di assenza, proprio quando credevamo di essere giunti alla fine e invece, eravamo solo all’inizio della ricerca. “avevamo bisogno della stessa cosa che ci occorreva quando avevamo incominciato a cercare” discorreva il Socrate di Platone. In un lampo di verità, le belle persone, quelle che osano sempre e sanno dire, amare, agire, e come bambini conservano sassi per i giorni migliori, da far saltare più e più volte sul pelo dell’acqua, come uno specchio che rifletta la nostra essenza più autentica. Giocano a rimbalzella col futuro, al cospetto delle stelle.
Verranno lampi di verità, a indicarci i percorsi di verità e finalmente scriveremo per stipulare l’armistizio che sancisca la pace del cuore.
Ci leccheremo le ferite, mettendo fine alle ostilità di silenzi e solitudine, con la ardente disperata passione di essere nel mondo.

 

*"Lampi di Verità", libro di Donato Di Poce, poeta e critico d'arte. Nato a Sora, vive a Milano.

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