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'Briciole di bellezza' al castello Conti de’ Ceccano

Presentazione libro Cannizzo mindi Valentino Bettinelli - La bellezza del maniero dei Conti de’ Ceccano ha contribuito all’accattivante presentazione dell’opera del prof. Filippo Cannizzo, “Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del Bel Paese”. La serata ha offerto al numeroso pubblico presente, una visione d’insieme della situazione di crisi del nostro paese.

Il libro narra il viaggio di una storia d’amore. Un sentimento che lega l’uomo al suo Paese. Un percorso che mira al raggiungimento di una coscienza tale da portare l’essere umano a reagire, per riconquistare e rivendicare i propri diritti inalienabili.
Alla storica cornice del castello si è unita la musica di Federico Palladino e la voce di Roberta Cassetti. Le corde della chitarra a suscitare emozioni, rafforzate dalle citazioni tratte dal libro ed enunciate con grande spirito dalla Cassetti.

L’introduzione del libro è stata curata dalla prof.ssa Daniela Mastracci, la quale ha iniziato la sua relazione ricordando alla platea il riconoscimento ottenuto da Cannizzo con il proprio lavoro. Il libro ha infatti permesso al filosofo di vincere la I edizione del Premio Italo Calvino per la filosofia. Nella sua presentazione, la professoressa ha posto l’accento sul ruolo del bello nella società contemporanea. Un bello che deve fuggire il mero ruolo di contemplazione estetica, avvicinandosi ad essere un “movente d’azione”. Una bellezza che diventi “diritto per le generazioni non ancora nate”.

Il corpo principale dell’evento è stato ovviamente il discorso dell’autore. Cannizzo ha voluto raccontare un viaggio attraverso le fragilità della bellezza del nostro Paese. L’autore confessa di aver costruito il libro attraverso “l’espediente del dialogo. Un confronto continuo dei protagonisti con i vari personaggi incontrati. Conversazioni che hanno come obiettivo quello trovare delle soluzioni ai problemi italiani”. Lo scrittore è stato ispirato, nella redazione di quello che è un saggio lucidamente vestito da romanzo, dalla policentricità della bellezza italica. Una diffusione così vasta da ridurre, troppo spesso, il bello in briciole. Briciole che l’autore definisce “uno scempio continuo del patrimonio culturale ed ambientale italiano”.

Altro cardine da cui parte l’opera di Cannizzo è la Costituzione. Nello specifico l’articolo 9, nel quale la “Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e ricerca scientifica e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Obiettivo del libro, dunque, quello di ritagliare alla bellezza un ruolo etico e sociale. Un nuovo paradigma che tende ad invertire i rapporti di forza tra etica ed estetica. A favorire la cura del bene comune grazie a politiche che pongano al centro “l’urgenza di ricostruzione, non solo materiale, del Paese”, non mettendo mai in secondo piano la sostenibilità ambientale. Evidente come il “consumo indiscriminato di suolo” rappresenti un “vilipendio dei diritti di tutti i cittadini, fissati nella nostra Carta Costituzionale”.
Il lungo ed appassionante discorso di Filippo Cannizzo si è concluso con una riflessione significativa. Secondo l’autore “il bello non salverà il mondo. Sarà solo l’uomo, infatti, l’unico a poter salvare se stesso, salvaguardando la bellezza”. Una bellezza che non può dunque esistere senza un occhio al passato. Sguardo indietro utile ad aprire la finestra sul futuro.

Una presentazione letteraria molto partecipata. Emblematico il dibattito costruttivo con la platea e i numerosi quesiti posti all’autore. Un pubblico stimolato anche da un bigliettino attraverso cui dare una personale risposta alla “semplice” domanda: “che cos’è la bellezza?”. Le risposte, lette dallo stesso scrittore, accompagnato ancora una volta dalla chitarra di Federico Palladino, hanno concluso l’evento. Un “finale aperto” che ha lasciato tutti i presenti a bocca aperta.
Il filosofo Filippo Cannizzo, acquisendo un tono di istituzionale rispetto ha voluto ringraziare le associazioni (“R-Esistenze”, “Pequod” e “Cultores Artium”) che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

 

 

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