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Il primo libro, un successo di pubblico

Presentazione Bozzetti 14eb20 350 min

Libri

Arianna Fermani, docente di filosofia antica all’Università di Macerata e, il prof Giancarlo Torroni dialogando con Daniela Mastracci hanno presentato il suo primo libro: “Bozzetti (Rammendando qua e là)” edito da Casa Editrice 2000diciasssette è già nelle librerie al costo di 20 euro, acquistabile anche on line.
Mai mi era capitato di vedere così affollata la sala delle conferenze della Biblioteca provinciale Alberto Bragaglia, in via de Mattias 12, a Frosinone. Non solo docenti colleghi della Mastracci, ma tantissimi giovani studenti di liceo o impegnati all’università. Un segno evidente di attenzione, ma già anche di successo per l’impegno dell’autrice. Moltissimi avevano fra le mani il libro “Bozzetti”. Dopo un'apertura musicale del prof. Federico Palladini, che ha cantato due belle canzoni accompagnandosi con la chitarra, si è sviluppato un interessante e appassionato dibattito fra i relatori e l’autrice che ha consentito di approfondire temi e caratteri dei "Bozzetti". Mi auguro che vogliano scrivere le loro valutazioni perché meritano di essere proposte ai nostri lettori.

Per ora qui pubblico come UNOeTRe.it ha voluto dimostrare il suo interesse per l’opera di Daniela Mastracci.

Sulla copia in mio possesso del suo libro, Daniela Mastracci, ha scritto: ”Per Ignazio che un giorno ha avuto la bontà di pensare che io potessi scrivere…”. Grazie, ma non di bontà si tratta.
Sollecitare Daniela fu assolutamente conseguente a quanto già leggevo di lei sui giornali on line, sui blog e su Facebook dove allora spesso pubblicava sue considerazioni anche di attualità.

Ma, fu durante una presentazione a Ceccano di un libro che ricostruiva vicende della Seconda guerra mondiale a Ceccano, scritto da Lucia Fabi e Angelino Loffredi, che le avanzai la proposta di scrivere anche per UNOeTRE.it
Mi colpì la descrizione concreta, ma poetica di come cambia lo scenario quotidiano in una guerra: “alzi gli occhi e il cielo non è più l’azzurro con le nuvole e gli uccelli, ma si oscura di aerei che gettano bombe e distruzione”.

Questa si fa leggere, mi dissi. Le chiesi, allora, la collaborazione. UNOeTRE.it scrisse, nel presentarla, una sua frase, illuminante Presentazione libro Bozzetti 14feb20 Sala 350 mindel rapporto che lei stabilisce fra realtà e foglio di carta. «Si tratta - dice - di parole che vengono da impressioni che squarci di realtà mi fanno sentire, in quel momento, in quello spazio, con quella particolare luce. Da questo punto di vista potrebbero essere scritti impressionisti nel senso dell'impressionismo in pittura». Come non esser d’accordo? Chi legge vive un'emozione.

Gli Amici di UNOeTRE.it dal 2016 ad oggi hanno presentato ai lettori 8 libri, la maggior parte dei quali in questa sala. Abbiamo spaziato dai problemi politici alla poesia, dalla transessualità ai linguaggi e all’educazione. Fra questi, gli ultimi due: “Aristotele e l'infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani” della prof Arianna Firmani che qui ci affascinò con la sua contagiosa gioia di Vivere e “Bozzetti” che hanno in comune non solo l’appartenenza delle autrici al mondo della filosofia, ma il tema delle relazioni umane e civili fra donne e uomini, nella società, in politica, nella vita in genere.

Mi pace considerare “Bozzetti (Rammendando qua e là)”, il primo libro di Daniela, con l’augurio che ne seguano altri. Cosa spinge Daniela a scrivere? Può capitare che non te lo dica, ma forse ognuno fra le sue righe trova le stesse delusioni, le ansie e le sofferenze che questa epoca di grande guerra a pezzi, di efferati omicidi, di barbarie e di sfruttamenti insopportabili fa respirare a tutti e magari non sappiamo comunicarcelo. Daniela parla a quei cuori e a quelle intelligenze. Aiuta la consapevolezza.
Io penso che ci sia anche la voglia di gettare nella mischia la sua esperienza di vita vissuta come esempio, insegnamento, manifestazione di sé. Provo a fare un mio "Rammendo".

La cura dei più giovani le sta a cuore. E come lo fa? Leggiamola.
«Andavo a scuola di inglese quando ero piccola e stavo alle elementari. (…), io andavo una volta alla settimana, non ricordo quale pomeriggio, ma poco importa. Ciò che ricordo è esilarante, l’assicuro. Immaginiamo questa bimbetta che cammina in un vicoletto del paese, diretta a scuola di inglese. Come pensiamo che io camminassi? Forse scocciata? Di cattivo umore? Dopo tutto la mattina andavo già a scuola, e quindi mi toccava ancora altra scuola di pomeriggio, che gli altri bambini non frequentavano, un’ingiustizia, insomma, povera me! Forse immaginiamo una faccina triste e arrabbiata. E invece le cose non stavano affatto così. Io ero allegrissima, tutta contenta di andare, e la cosa più sorprendente era la concentrazione, ma in un volto contento.»

Qui, si coglie, anzi c’è, il suo rapporto con lo studio, il valore dell’insegnante, la gioia dell’apprendimento.
E’ quasi un assillo di trasmissione di valori e d'esperienza. Scrive: «Io provo a tenere dentro di me ben serbata la memoria perché credo che senza memoria lo sguardo umano perda di profondità, appiattisca ciascuna cosa su un presente che rischia di presentarsi eterno, tale che ci faccia pensare che le cose siano così, siano state sempre così, saranno sempre così.» e arriva l’insegnamento che raccoglie e divulga: «Secoli che si stringono come una fisarmonica e si fanno ascoltare rilasciando l’aria a dilatare tutte le note che può.» Questa fisarmonica di conoscenza può essere a disposizione di tutti, basta volerla scoprire, studiarla, suonarla.

«La techne è il saper fare: quel sapere che si mette in atto, con una certa acribia» (precisione meticolosa; rigore critico), nel fare qualcosa, quel sapere unito alla tecnica che si utilizza per produrre qualcosa. Il suo certo amore per le parole di raffinata definizione non mortifica mai, però, la comprensione chiara del suo pensiero da parte di chi la legge.

“L’Arte di vivere”. Un brano, un altro ‘diamante’ come il prof. Giancarlo Torroni ha chiamato i “Bozzetti” che non è gratuito e scontato intanto per lei, per l’autrice. «Si può scegliere sulle cose che dipendono da noi però senza dimenticare gli intrecci di tutti noi che scegliamo e mettiamo in pratica le nostre scelte, e gli intrecci si intrecciano e si influenzano (…) mi viene da dire che essere capaci di scegliere bene, cosa già assai difficoltosa, non è garanzia su quello che vorremmo realizzare, sullo scopo che avremmo pensato: in qualche maniera “ragnatelosa” (straordinaria questa definizione) lo scopo non sta solo a noi che scegliamo. Nelle scene entro le quali ci troviamo ci sono un sacco di attori, alcuni agiscono con un “copione” più o meno chiaro e altri agiscono andando a braccio, alcuni hanno un certo carattere e certe inclinazioni, altri caratteri differenti, passioni differenti, una pluralità di attori, caratteri, inclinazioni, passioni, scopi e modi del ragionare che si intreccia e l’intreccio si infittisce senza che gli uni o gli altri possano vederlo del tutto.»

La sua è una ricerca: mettere il suo studio alla prova della vita quotidiana di oggi e di ieri. Apprezzo in questPresentazione libro Bozzetti 14feb20 Sala 2 350 mino senso la scelta della narrazione di episodi di vita vissuta. Fatti ed accadimenti capitati a milioni di noi anche se diversi hanno un forte potere evocativo di ricordi che spesso non valorizziamo, ma sono fortemente inclusivi e ci preparano a condividere e anche ad accettare il nuovo che ci accingiamo ad affrontare o addirittura a proporre ad altri.

Fra molto altro c’è un approdo, non definitivo, ma sento che va citato, perché per l’autrice mi pare importante: l’ “articolo 9” della Costituzione, che assegna alla Repubblica di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica e, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Dice Daniela: «Mi viene in mente il meraviglioso articolo 9 della nostra Costituzione, là c’è scritto tutto ciò che sto evocando in questo volo pindarico tra monti e valli e città, in questo bel sogno ad occhi aperti».

Bello questo riferimento alla Costituzione, che è un messaggio di forte attualità. Molti costituzionalisti presentano l’ “articolo 9” richiamando altri 2 articoli. L’ART. 33 - L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi e l’ART. 41 - L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Delinea chiaramente un mondo in cui vivere che deve appartenere a tutti e a tutti servire con un grande senso di giustizia e di equità.

Un importante messaggio perché si applichi “integralmente” la nostra Costituzione che così com'è può darci un mondo migliore.

Grazie Daniela.

IM

 

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Per Daniela Mastracci 14 febbraio 2020

 

 

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