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Figli di sangue e ossa

  • Scritto da  Giulia Bragalone

figli di sangue e ossa libro 350 minFigli di sangue e ossa, di Tomi Adeyemi

"Hanno ammazzato mia madre.
Hanno rubato la nostra magia.
Hanno cercato di annientarci.
Ora ci ribelliamo."

Un tempo i maji, dalla pelle d'ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orïsha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l'eredità degli antenati. Al suo fianco c'è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell'acqua. Un'esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.

 

“Vi insegno a essere guerriere in giardino perché non siate mai giardiniere in guerra” Mama Agba

La protagonista è Zélie Adebola, la giovane figlia di un pescatore che combatte contro il re per far tornare la magia. Zélie è una ragazza forte e combattiva ma al tempo stesso sognatrice e sensibile, lotterà fino all'ultimo per riportare in vita la magia che era stata barbaramente tolta ai suoi antenati, trucidati e martirizzati durante gli anni addietro. Durante il suo incontro-scontro con i membri della famiglia Reale, Zélie finisce con l'incappare nella principessa Amari durante una compravendita al mercato locale in cui lei cerca di racimolare qualche spicciolo per la sua umile famiglia. Amari è fuggita dalla sua residenza portando con sé una pergamena, si è ricoperta di stracci ed è uscita fuori dalla sua dimora tranquilla, rifuggendo la sua vita agiata per poter portare la pergamena al popolo maji e poter far si che la magia ritorni una volta per tutte. Zélie vedendola in difficoltà, inseguita dalle guardie Reali, decide di aiutarla e di portarla via con sé, ma durante la fuga il suo sguardo incrocia quello del principe Inan, il fratello di Amari, e da quel fatidico giorno la sua vita non sarà più la stessa.

Inan è un ragazzo forte e combattivo, inizialmente appare freddo e distaccato, un uomo che ama solo se stesso e il potere che la pergamena potrebbe conferirgli, ma col tempo il loro rapporto si evolve e diventa qualcos'altro... un sentimento più profondo che sia Zélie che Inan faticano a decifrare. Il principe deve riportare a casa Amari, è il suo compito, glielo impone il suo stesso rango... la raggiungerà mettendo più volte i bastoni fra le ruote a Zélie finché un giorno Amari non verrà presa in ostaggio da un gruppo di indovini assieme al fratello di Zélie, Tzain, ed i due saranno costretti a collaborare se vogliono rivedere vivi i loro familiari. Zél non si fida di lui, pensa che voglia ingannarla, imprigionarla e magari ucciderla in un secondo tempo, eliminando la magia e colei che potrebbe riportarla in superficie dopo tutto questo tempo... ma col passare dei giorni, Zélie scopre un lato nuovo di Inan, una parte di sé che la lascia sbigottita e le fa girare la testa: il suo cuore. Quando Inan combatte contro gli indovini e la trae in salvo prendendola tra le sue braccia muscolose, Zélie inizia a guardarlo con occhi diversi a tal punto che finisce con l'innamorarsi perdutamente di lui. Nel frattempo, scatta una scintilla anche fra Tzain e Amari, ma il loro rimarrà più un amore platonico, soprattutto perché la guerra fra i maji e i regnanti non lascia molto spazio per i sentimenti.

Tzain non vede di buon occhio il principe, nonostante sembri cambiato a lui proprio non va giù... non sopporta il modo in cui guarda sua sorella, crede che lui voglia solo prendersi gioco di lei per prendere la pietra e la pergamena... per distruggere per sempre la magia. Una sera, durante una festa, Inan guarda Zélie con gli occhi dell'amore... come se lei fosse "l'unica rosa rossa in un campo di rose bianche", la prende per un braccio e la trascina via dalla folla, entrando in una fitta boscaglia in cui avrebbe potuto trascorrere un po' di tempo da solo con lei. Iniziano a ballare, Inan fa roteare Zélie su se stessa e quando lei cerca di intrufolarsi nei suoi pensieri... è lì che la prende fra le sue braccia e la spinge contro la corteccia di un albero e fra loro sboccia la passione, una passione irrefrenabile che li coinvolge a trecentosessanta gradi tanto da dimenticare che non molto distante, c'è la tenda di Tzain.

E' una storia cruda e romantica allo stesso tempo, personaggi forti con svariate sfumature che vanno dal verde speranza al blu dell'acqua, dal rosa dell'amore al rosso della passione e del sangue. E' un romanzo d'amore e odio, di passione e di vendette, di un futuro incerto e di un passato che è impossibile cancellare sia dal cuore che dalle menti. “È un’allegoria dell’essere neri oggi”, ha raccontato la scrittrice Tomi Adeyemi intervistata da Book .“Per questo motivo, mi sono ispirata a eventi che stanno accadendo oggi, ma anche ad altri che sono accaduti trent’anni fa. Ogni ostacolo nel romanzo è legato a fatti reali". Il romanzo prende spunto, da un lato, dalle violenze che vengono quotidianamente condannate dal movimento Black Lives Matter, dall’altro, dalla mitologia dell’Africa Occidentale, terra di origine dei genitori della scrittrice.

 

«Non mi è sempre chiaro ma, quando i tuoi pensieri e le tue emozioni sono intensi, li avverto anch’io.» «Ti succede con tutti?» Scuote la testa. «Non allo stesso livello. Con gli altri mi sembra di trovarmi sotto la pioggia. Con te è uno tsunami.»
- Dialogo fra Inan e Zélie

Giulia Bragalone - Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

 

 

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