fbpx

...quanto aveva seminato nei suoi sessantacinque anni di vita!

valerio ascenzi 350 260di Valerio Ascenzi - In queste righe vorrei poter ringraziare, a nome mio e della mia famiglia, tutti quelli che ci hanno raggiunto, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, manifestato affetto all’indomani della scomparsa di mio padre. È estremamente difficile scrivere, per me, in questo momento, ma sento che è giusto rivolgere un grazie a voi che ci siete stati vicini. Credo sia giusto farlo magari ricordandolo con qualche pensiero.
Sapevamo che fosse persona stimata, ma il giorno in cui lo abbiamo accompagnato per il suo ultimo viaggio, ci siamo resi realmente conto di quanto e come nostro padre abbia seminato nei suoi sessantacinque anni di vita. Gli alunni, di svariate generazioni, i compagni di scuola, i colleghi di lavoro, gli amici, vicini e lontani... tutti hanno fatto sentire il loro affetto. Lui avrebbe apprezzato.
Neanche un anno fa, abbiamo scoperto la sua malattia, della quale lui non ha mai voluto fare mistero con nessuno: un carcinoma polmonare. Parlare di queste malattie, non significa affatto normalizzare, bensì significa far crescere la coscienza collettiva riguardo queste gravi patologie.
Aveva iniziato un percorso di cure, sostenuto dall’intera famiglia, e sembrava esser riuscito a tener bloccato questo male. I medici ci hanno detto che la loro intenzione era quello di cronicizzare il tumore. E ci sti: non erano stati stavano riuscendo: non erano stati compromessi altri organi. Avremmo dovuto riprendere questo percorso a fine ottobre. E lui era galvanizzato dal fatto che la malattia non era progredita: voleva andare avanti, conoscere magari un nipotino. Ma la sua cardiopatia cronica, probabilmente sommata alle devastanti terapie alle quali è stato sottoposto, non hanno permesso al cuore di reggere. Di solito, chi ci lascia a causa del cancro, se ne va lentamente... consumato dalla malattia, soffrendo. Lo abbiamo potuto constatare con nostro nonno. Invece mio padre se n’è andato di notte, all’improvviso... lasciandoci un gran vuoto. Cercare di trovare una spiegazione è inutile: lui non c’è più e non tornerà in dietro.
Penso però che ci abbia lasciato tanti insegnamenti. Molti di voi in questi giorni, grazie ai messaggi di cordoglio a noi pervenuti, ci hanno fatto capire quanto mio padre avesse dato in termini di umanità. Non solo come insegnante, ma come amico, come collega (non solo a scuola ma anche in fabbrica), come musicista per hobby, come amante della vita nelle sue molteplici sfaccettature. Siete voi a testimoniare chi fosse mio padre. Siete voi che mi avete dato molte conferme su di lui e mi avete anche fornito punti di vista nuovi, sotto certi aspetti descrivendomi anche qualcosa di cui non ero a conoscenza.
Un uomo umile, nonostante tutto quel che ha costruito, per se e per i suoi cari. Forse perché veniva da condizioni socioeconomiche difficili. Le sue origini non le ha mai dimenticate ed ha cercato di trasmetterci i principi, gli insegnamenti di quella cultura da cui proveniva, non solo le conoscenze che un insegnante o un padre può dare. Ci ha insegnato il rispetto, il buon senso, e valori dei quali qualche volta non ho tenuto conto, adottando comportamenti non proprio ortodossi. Se qualche volta mi sono permesso di sentirmi al di sopra di qualcuno, o di qualcosa, lui non ha permesso che questi comportamenti si perpetrassero ulteriormente. Noi, i suoi figli, non dovevamo essere dei privilegiati perché lui era quel che era. No. Noi avremmo dovuto fare, se non il suo stesso percorso, un percorso simile: guadagnarci ciò che saremmo stati un giorno, soprattutto attraverso l’impegno e il rispetto del prossimo. E per questo io, non finirò mai di ringraziarlo. Anche se qualche volta non ho capito il motivo dei suoi rimproveri, anche se qualche volta mi son beccato qualche ceffone (e lui di certo non aveva una mano leggera), io lo ringrazio. Mi ha insegnato che non esiste niente di impossibile: se vuoi qualcosa veramente, serve solo il tuo impegno. E soprattutto mi ha insegnato che il tempo è galantuomo. Io gli devo molto. La sua famiglia gli deve molto.
Aveva lasciato un lavoro dirigenziale alla Klopman per seguire la sua vocazione. Insegnare. E ci era riuscito: il figlio una famiglia proletaria (mio nonno operaio, mio nonna fruttivendola, entrambi semianalfabeti) era diventato un insegnante. E non solo: vicepreside, presidente del distretto scolastico. Non aveva mai avuto la benché minima intenzione di provare con la carriera da dirigente: lui voleva solo insegnare e lavorare con i giovani. E questo credo sia risaputo. Per noi, per la sua famiglia, queste origini umili, ancora oggi sono motivo di vanto. Grazie a lui ho compreso cosa significa sapersi relazionare con tutti. Anche se lui, ci riusciva meglio di me.
Ora che non c’è più, probabilmente sorride come solo lui sapeva fare. Chissà con chi si starà sganasciando con le sue barzellette. Di sicuro ora sorriderà per sempre. Forse sta imbracciando una chitarra e suona i suoi pezzi preferiti anni ’60, oppure marcia a tempo suonando il trombone in una banda. O chissà... forse se ne va in giro domandando e chiedendo, cercando di suscitare e togliersi dei dubbi come Socrate (tra tutti il filosofo di cui amava parlarmi). Di sicuro non sta soffrendo più.
Un amico, un suo alunno della mia generazione, gli ha scritto un pensiero: “Quelli come te non muoio mai”. Il suo ricordo è indelebile nella memoria di tutti noi.
Grazie ancora, a tutti...

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Torna in alto

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici