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1904. Quadro politico del Circondario di Sora

Storie del Frusinate

In particolare la condizione politica di Isola del Liri

di Romeo Fraioli

isolaliri1904 390 minAll’inizio del 900 le masse lavoratrici impiegate nei vari settori industriali di Terra di Lavoro erano prive di qualsiasi organizzazione sindacale e si caratterizzavano per la scarsa qualificazione, i livelli salariali molto bassi e per i lunghi ed estenuanti orari di lavoro. I primi tentativi per promuovere una pur minima organizzazione sindacale furono opera esclusiva di attivisti militanti del Partito Socialista. Ad Isola del Liri e nel territorio circostante si assunse l’impegno il giovane avvocato di Arce Bernardo Nardone, da poco passato al socialismo dopo un'iniziale militanza negli ambienti politici repubblicani napoletani. Accanto a lui Vincenzo Giovannone, eletto sindaco di Isola del Liri nell’ottobre 1902 e componente della direzione provinciale del partito socialista di Terra di Lavoro.

La formazione della Lega di resistenza, strumento propulsore dell’azione sindacale della classe operaia di Isola del Liri, finalmente orientata verso il miglioramento della propria condizione economica, portò all’istituzione nel 1904 anche della locale Camera del Lavoro ed alla fondazione della sezione del Partito Socialista. Al IV° Congresso provinciale dei socialisti e delle organizzazioni di Terra di Lavoro, svoltosi a Caserta nel dicembre del 1906, Isola del Liri fu degnamente rappresentata dalla sezione socialista, dalla Camera del Lavoro, dalla Lega degli operai della cartiera e stabilimenti affini, dalla Cooperativa di produzione e lavoro fra i muratori, dalla Cooperativa di consumo e dalla Lega dei contadini. Tutti questi organismi costituiti contribuirono alla formazione e alla crescita di una sana coscienza di classe tra quei lavoratori, identificando in Isola del Liri un vero «simbolo» del movimento operaio.

Il 23 ottobre 1904 il sotto prefetto di Sora, per la probabile possibilità di elezioni politiche anticipate, determinata dalla situazione politica di allora, richiedeva al tenente comandante l’Arma dei carabinieri reali della cittadina, quali erano le condizioni generali di quel circondario, con particolare riferimento a:

- quali erano i partiti amministrativi e politici esistenti nei vari comuni del circondario con l’indicazione dei capi gruppi dei partiti medesimi;
- quale la moralità, la condotta morale e politica dei preposti allora alle singole amministrazioni comunali, delle opere pie non che dei dipendenti impiegati;
- quali le principali famiglie notevoli per censo, per influenze e cariche pubbliche esercitate o per nobiltà e civiltà di natali, nei vari comuni del circondario;
- se vi erano partiti extralegali od affiliati a partiti sovversivi, specificandoli;
- quale era in genere l’indole degli abitanti del circondario e quali i reati commessi più frequentemente;
- quale era allora la posizione dei rappresentanti politici dei tre collegi rappresentati dagli on. Grossi, Lucernari e Visocchi, indicando l’importanza decisiva in fatto di elezione politica di alcuni comuni compresi nei singoli collegi:
- quale la posizione di fatto delle correnti favorevoli o contrarie sia per parte delle amministrazioni allora al potere e sia dei capi gruppi di elettori più noti che in caso di elezione politica potessero determinare od influire sulla riuscita dell’allora rappresentante come candidato futuro o dell’eventuale competitore, se questi già esisteva e se era noto, indicandone altresì la maggiore o minore probabilità di riuscita in caso di lotta prevedibile.

Da una corrispondenza della regia delegazione di pubblica sicurezza di Isola del Liri, inviata al sotto prefetto di Sora, si comunicava che «i partiti politici di quel comune erano due, monarchico e socialista: nel primo militavano tutti gli industriali, i commercianti, i proprietari e buona parte dei negozianti e nel secondo, che faceva capo al noto Giovannone Vincenzo, in gran numero gli operai addetti ai vari stabilimenti industriali. Nessun accenno si aveva degli altri partiti politici, clericale, repubblicano ed anarchico. In vista delle elezioni politiche del 1904, si rimarcava che l’allora deputato on. Federico Grossi pareva non avesse altri competitori all’infuori del Giovannone che si sarebbe presentato al solo scopo di avere un’affermazione politica sul suo nome specialmente in quel comune, per riabilitarsi dalle sconfitte patite nelle precedenti elezioni comunali e provinciali. Si profilava una lotta alquanto aspra poiché il Giovannone sarà indubbiamente sostenuto dai dottori Campoli e Baisi, dai maestri elementari Ricci e Bondi, dal clero e dalla classe operaia che si è spiegata in suo favore, come vien provato dalle elezioni del consiglio di amministrazione della società cooperativa e da quelle del collegio dei probi-viri, ove vennero senza competitori, votate le schede da lui presentate. D’altra parte il partito monarchico non è affatto compatto nell’affermarsi sul nome dell’on. Grossi, poiché questi a molti è inviso per la ragione che esso fa capo al segretario di questo comune sig. Beniamino Truglia, il quale esercita, spalleggiato da tale appoggio, un’influenza alquanto prepotente sulle cose del comune, trascurando anche i lavori del suo ufficio per accudire ai molteplici suoi interessi privati, che il più delle volte non sono inspirati a doverosa correttezza. Per tale motivo una parte dei monarchici per non dare il voto al Giovannone con molta probabilità si asterrà dal recarsi alle urne, per cui questi potrebbe qui riuscire in maggioranza. Nella eventualità poi che in seguito potesse sorgere nel collegio un’altra candidatura, come sarebbe desiderio di molti, allora il Giovannone si ritirerebbe, consigliando i suoi amici a votare per il competitore dell’on. Grossi, da lui fortemente odiato, ed in tal caso questi rimarrebbe in notevolissima minoranza».

In seguito all’apposizione della candidatura dell’avvocato Gaetano Zincone di Casalvieri, in primo tempo sul collegio di Pontecorvo, ma poi apposta su quello di Sora, con altra comunicazione della regia delegazione di P.S. di Isola del Liri del 18 ottobre 1904, si comunicava al sotto prefetto di Sora, la fisionomia generale di quel paese in vista delle elezioni politiche: «589 sono gli inscritti nella lista elettorale politica di questo comune, dei quali però solamente 500 si contano come votanti. Di tali 500 poi, 270 possono portarsi come sicuramente favorevoli al deputato uscente, on. Grossi, fatto un esame accurato su ciascun nome, essendo tale numero formato dai possidenti, industriali, capi fabbriche e capi officine, al Grossi ligi o per amicizia o simpatia personale, o per convenienza. I rimanenti 230 sono formati dagli avversari del Grossi, e dal nucleo operaio, che quasi in maggioranza al Grossi mostrasi ostile. Il noto Giovannone però solamente di una sessantina di inscritti può sicuramente disporre, e dei rimanenti sperarne l’appoggio nel caso che effettivamente le Cartiere Meridionali nessuna parte attiva prenderebbero alla lotta. In tale caso quindi o tutti i 230 voterebbero, Giovannone consenziente, a favore dello Zincone, o si dividerebbero, parte per Zincone, e parte per il candidato socialista, nel caso se ne presentasse uno. Chiaramente quindi si vede che le Cartiere Meridionali, che tengono alla propria dipendenza circa due terzi degli operai elettori, e gli altri industriali, debbono esperimentare un’azione energica a vantaggio del Grossi, per potere avere questi una buona maggioranza in questo comune. Gli amici del Grossi ora tale azione invocano con molta insistenza. Così delineata la posizione, il Faticanti poca influenza può esercitare, e solo può riuscire di utile all’amico Zincone con l’accordo, che egli certo tenterà , col Giovannone, che poi a sua volta deve fidare nell’abbandono degli operai da parte dell’amministrazione delle Cartiere e degli industriali».

Il 25 Ottobre 1904 con altra riservatissima al sotto prefetto di Sora, il delegato di P.S. del comune di Isola del Liri, comunica che lo Zincone ha destato maggiori simpatie, ma in ogni modo contasi che possa avere più solo una quarantina di voti, stante la candidatura del Lollini, che prevedesi possa riportare oltre duecento voti tanti insomma da eguagliarsi al Grossi. Le Cartiere Meridionali si mantengono intanto nell’atteggiamento già annunciato, ed il direttore cav. Vandrame, ritornato l’altro giorno da Torino, non ha riportato alcun ordine modificato, e perciò ha dato la conferma delle fatte dichiarazioni. Lo Zincone, tenute presenti le condizioni di tutto il collegio, avrà buona votazione, e tale da entrare in ballottaggio col Grossi, riuscendo poi nella seconda votazione, nella quale sicuramente avrebbe favorevoli gli elettori del Lollini.

In seguito a questa situazione politica che si era creata nel circondario l’on. Federico Grossi ritirò la propria candidatura alle elezioni politiche del 1904 a favore di quella posta dall’avvocato Zincone di Casalvieri che peraltro non venne eletto.

 

 

 

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