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Il ponte sul Sacco a Ceccano come ci รจ giunto

Antico ponte dei CeccanoAntico ponte dei Ceccano
Il ponte sul Sacco a Ceccano  come  ci รจ giunto

IL PONTE SUL SACCO A CECCANO COME CI E’ GIUNTO – *Presentazione sintetica del racconto intergrale** di Vincenzo Angeletti, allegato in PDF con le immagini a fine pagina

Le origini: Fabrateria e il fiume Trero

Con queste parole Strabone (60 a.C.-21/24 d.C.), geografo, storico e filosofo greco, descrive nella sua opera La Geografia (scritta tra il 14 e il 23 d.C.) la cittร  di Ceccano e il suo fiume. Trero per Strabone, Tolero o Telone per Ovidio (43 a.C.-17/18 d.C.), Toleno per Orosio (380-420 circa): sono questi i vari nomi con i quali era anticamente chiamato l’odierno Sacco.

Il fiume, dopo aver ricevuto le acque del Cosa provenienti da Frosinone, procede nella parte bassa di Ceccano, cittร  collocata su una collina alla sua destra. Forse l’antico nome volsco di Fabrateria potrebbe esserne legato, come Fabra-treria, nel significato di ยซindustriosa/artigiana (fabra) terra/cittร  del Trero (treria)ยป, toponimo poi sincopato della ยซrยป intermedia. (…)

Il ponte romano

Nel periodo romano la cittร  si era sviluppata nella parte pianeggiante ai lati delle sponde del fiume. Vi si trovavano il foro e i balnea (terme); le numerose iscrizioni, i reperti e i resti di strutture attestano l’importanza del centro. Sappiamo inoltre che Fabrateria Vetus era attraversata da una diramazione della via Latina, che proseguiva per Castro dei Volsci fiancheggiando il Trero, lungo il quale si attestavano ville. Attraverso il passo della Palombara si giungeva a Priverno, assicurando cosรฌ un collegamento con la Marittima e la via Appia.

Vari tratti di basolati sono stati rinvenuti nel territorio. Per la nostra trattazione risulta particolarmente interessante quello citato da M. Sindici nella sua opera Ceccano – L’antica Fabrateria:

Anche ai nostri giorni, cosรฌ pure nelle escavazioni fatte nelle vicinanze del nuovo ponte […] furono trovate vestigia evidentissime di questa via [Latina], formate di grosse pietre a parallelogrammi…

Sabrina Pietrobono, nel suo Carta archeologica medievale โ€“ Frosinone, ci fornisce informazioni sulle fondazioni del ponte romano:

Nei pressi furono rinvenute le fondazioni di un ponte romano sul Sacco, in corrispondenza dell’attuale ponte e di quello medievale. (…) Va precisato che possiamo ritenere che il ponte romano e i successivi, fino a quello realizzato nel 1858, abbiano mantenuto la stessa posizione.

 Nel periodo romano la cittร  si era sviluppata nella parte pianeggiante ai lati delle sponde del fiume. Vi si trovavano il foro e i balnea (terme).  (…) Anche ai nostri giorni, cosรฌ pure nelle escavazioni fatte Sabrina Pietrobono, nel suo Carta archeologica medievale โ€“ Frosinone, ci fornisce informazioni sulle fondazioni del ponte romano:

(โ€ฆ) Nei pressi furono rinvenute le fondazioni di un ponte romano sul Sacco, in corrispondenza dellโ€™attuale ponte e di quello medievale Cโ€ฆ)

Nella mappa del 1863 vediamo indicati tre frangicorrente, detti anche tagliacque. Si tratta di elementi strutturali che migliorano le caratteristiche idrauliche del ponte con la funzione di ยซtagliare la correnteยป grazie alla loro forma appuntita. In questo modo si devia il flusso dell’acqua e si riduce la forza della stessa contro la pila, riducendo sia la spinta sia gli effetti erosivi.

.Si tratta della tipologia definita ยซcon avambecco e retrobecco a pianta triangolareยป, come nel ponte romano di San Lorenzo a Padova (47-30 a.C.).

Il ponte medievale

รˆ la tipologia definita con avambecco e retrobecco a pianta triangolare (es. Ponte romano S. Lorenzo, a Padova 47/30 a.C.).

Alcuni blocchi di tufo e di pietra, squadrati e lavorati, giacciono nelle immediate vicinanze e sarebbe opportuno osservarli, in periodo di secca, da vicino per valutarne la pertinenza.

Nella Cronaca di Ceccano, all’anno 1209, troviamo: Il primo maggio. Oggi รจ stato consacrato l’altare della chiesa del beato Giacomo, che รจ posta vicino al ponte di Ceccano.

Il ponte post-romano era costituito quindi parte in muratura (sottostruttura verticale, composta da fondazioni, pile e spalle) e parte in legno (sovrastruttura orizzontale, detta impalcato, costituita da travi, piano stradale e parapetti).

Il nuovo ponte del Palazzi (1858)

Nel 1858 viene inaugurato il nuovo ponte, i cui lavori erano iniziati nel 1851 su disegno del professor ingegner-architetto cavalier Giacomo Palazzi (1782-1858).

Il ponte, rispetto al precedente, ha non solo una diversa direzione, ma anche un piano stradale piรน alto, cosรฌ da livellare le due sponde ovviando all’infossamento che obbligava a scendere e risalire.

Distruzione e ricostruzione (1944-1946)

Il 29 maggio 1944 i tedeschi, in ritirata, minarono e fecero brillare, per ritardare l’avanzata degli alleati: il Palazzo Berardi, il ponte sul Sacco e quello sulla ferrovia. Con la distruzione di questo importante collegamento, il paese restava diviso in due.

Epilogo

Mi piace chiudere questa trattazione sul vero protagonista: il fiume Sacco/Trero/Tolero, con le rime che gli dedicรฒ un poeta che Giovanni Crocioni, riportandole nel suo articolo del 1895, volle lasciare anonimo, ma che ritengo sia Augusto Sindici:

Con l’occasione voglio ricordare anche lo scomparso poeta ceccanese Angelo De Santis, che al nostro fiume ha dedicato ‘Gli Fiumu Saccu’, piccola antologia di liriche in dialetto ceccanese dedicate alle problematiche, vecchie e nuove, di questo corso d’acqua.

 *Vincenzo Angeletti Latini, architetto, studioso e divulgatore di storia locale

Cittร  di Ceccano

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ByArch. Vincenzo Angeletti

Architetto, studioso e divulgatore di storia locale del Frusinate

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