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Oggi nasce Possibile Frosinone

Possibile logodall’Ufficio stampa Possibile – Domani (oggi per chi legge) nasceranno i primi comitati di “Possibile” in provincia di Frosinone. Il primo sarà quello della città capoluogo. E nasceranno nel corso di un appuntamento aperto anche ad altre realtà che si sono già attivate su tutto il territorio provinciale. Convocato per le ore 18 di domani (oggi per chi legge) presso al Saletta delle Arti, in Via Giacomo Matteotti 2 a Frosinone, a pochi passi dalla Prefettura, l’incontro sarà centrato su proposte di breve e medio periodo sul rilancio del territorio, legalità, ambiente, scuola e diritti.
Possibile è già una novità importante che desta molta curiosità ed interesse nel panorama politico nazionale. Stimolato da Pippo Civati è il nuovo frame in cui tutti gli attori della società avranno un ruolo attivo, perché anche in questi tempi in cui si tenta di cancellare la cultura di sinistra, la speranza si chiama sempre allo stesso modo: impegno.
Storicamente in Italia i nuovi partiti sono nati per scissione o per federazione. Possibile, invece, nasce invece per la decisione spontanea dei singoli cittadini che decidono di iscriversi online attraverso il sito www.possibile.com condividendo i principi del Patto Repubblicano in cui in 10 punti si richiede: l’investimento prioritario su istruzione, università e ricerca; una legge elettorale che restituisca al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, attraverso collegi uninominali, utilizzando il sistema già previsto del Mattarellum per il Senato, selezionando i candidati in base a elezioni primarie regolate per legge. Punti che proseguono chiedendo una legge sui partiti politici, che assicuri democrazia interna, attraverso organi davvero rappresentativi e modalità di consultazione diretta di iscritti e militanti; una riforma costituzionale snella, semplice ed efficace, con la fine del bicameralismo perfetto e meno parlamentari con indennità ridotte; una legge di prevenzione del conflitto di interesse.
Sui temi dell’economia e dell’ambiente, una vera riconversione ecologica dell’economia e delle società, con una agricoltura che premi la qualità, azzeramento di consumo di suolo, rifiuti zero, nuova mobilità, attenzione europea alla politica energetica; il reddito minimo garantito: uno strumento presente in tutte le nazioni europee che permetta di passare da precarietà a flessibilità. Attenzione anche ai diritti fondamentali della persona a partire da una legge sulla parità, sul modello di quella francese per superare la questione maschile. Pieno riconoscimento dei diritti civili: dai matrimoni egualitari ai trattamenti di fine vita; legalità: cancellazione leggi ad personam, condizioni di funzionalità del sistema giudiziario, intervenire su prescrizione, legalizzazione delle droghe leggere, revisione del fisco per rendere effettiva la progressività richiesta dalla costituzione, semplificazione fiscale e contrasto all’evasione.
L’appuntamento si svolge in un momento particolare della politica provinciale e a Frosinone in particolare. Il punto segnato dall’opinione pubblica cittadina contro la maggioranza (?) di destra-centro che governa (?) la città di Frosinone ci conforta. Già in passato sostenemmo l’idea del parco archeologico delle Terme Romane e non a caso la nostra prima presa di posizione è stata proprio su di un bene comune come questo. Una realtà su cui deve costruirsi una progettualità sostenibile, anche dal punto di vista economico, per valorizzarla, costruendo un terreno di incontro tra politica partitica e quella della cittadinanza attiva. Proprio questi cittadini, certamente sempre studenti attenti, nel vedere l’atteggiamento dei consiglieri della maggioranza (?) che sostiene (?) Ottaviani, a cui facciamo i nostri migliori auguri di una prontissima guarigione, avranno avuto chiara l’immagine dei capponi di Renzo: coscienti del proprio destino soccombente si sono persi nel litigare fra di loro. Non serve poi abbaiare in modo sguaiato e scomposto alla luna, utilizzando categorie davvero mostruose e fuori luogo come fascismi e foibe. Non ci sembra proprio che il presidente del Consiglio Comunale durante la seduta abbia avuto segnalato che ci si trovasse in una, citiamo, “guerriglia incivile”. Piuttosto di Terme romane, e della loro valorizzazione, ne parlava lo stesso sindaco nel suo programma elettorale. O non se lo ricorda più, o, peggio, il programma è solo carta straccia? Dia piuttosto seguito alla delibera di iniziativa popolare per la valorizzazione e la tutela del patrimonio archeologico dell’area attigua alla villa, voluta da 1200 cittadini e 60 associazioni e votata all’unanimità in consiglio comunale il 14 settembre 2011.

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