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Una nuova voglia di essere cittadini e protagonisti

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di Ignazio Mazzoli

Una nuova voglia di essere cittadini e protagonisti

Una nuova voglia – I disoccupati uniti di Vertenza Frusinate s’incontrano per rilanciare le loro proposte e ottengono subito una soddisfazione.

Infatti Gino Rossi ha allarmato tutti per il blocco dei portali della Regione dalla giornata del 19 impedendo di fatto a tutti i sindacati di riuscire a inviare le domande per chiedere le deroghe previste alla fine della mobilità e della cassa integrazione.

Mentre scadevano le ultime ore utili per presentare le richieste via internet, è giunta notizia di una proroga della scadenza, sollecitata congiuntamente dal Presidente Antonio Pompeo e dal Consigliere Danilo Magliocchetti che hanno tempestivamente raccolto la denuncia di Rossi per trasmetterla, il primo verso la maggioranza regionale e il secondo all’opposizione di centrodestra nella persona del Consigliere Mario Abbruzzese.

Ieri, 20 dicembre questo accadeva nell’Aula del Consiglio provinciale quando da poco erano passate le 16,30 alla presenza di tanti disoccupati che riempivano quell’Aula e dei sindaci di Anagni, Pastena e Pofi, Fausto Bassetta, Arturo Gnesi, Tommaso Cecconi, di Antonio Pompeo e di Daniele Magliocchetti anche in rappresentanza del Consigliere regionale Mario Abbruzzese, la Consigliera Silvana Denicolò del M5S e il dottor Graziano Cerasi in rappresentanza dell’Assessore regionale Mauro Buschini. Per i sindacati erano presenti Domenico Aversa dell’USB e Enzo Valente dell’UGL.

Il video-promemoria

L’incontro si era avviato con un breve video di 3 minuti che ha mostrato cosa è possibile vedere in solo un’ora e 17 minuti percorrendo 46,1 km delle strade del Consorzio Asi. Una serie di fabbriche chiuse, un “promemoria” degli enormi complessi edilizi, grandi mammuth inerti, inutilizzati, che sono costati una grande quantità di denaro. Un patrimonio che si può rendere di nuovo utile e produttivo perché quelle “fabbriche” possono essere ancora luoghi di lavoro e di speranza per il futuro. Perché non provare a recuperarlo e riutilizzarlo con grande soddisfazione per chi è senza lavoro, giovani e meno giovani?

Gino Rossi

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Gino Rossi, dopo aver passato in rassegna le assenze. Facilmente deducibili anche da chi legge, sapendo che tutti gli eletti sono stati invitati e i presenti li abbiamo già detti. Poi si concentra sulla necessità di non fermarsi e non demordere, perché la lotta contro la disoccupazione e per lavoro deve continuare.

Ci sono bagliori di speranza e ombre di disperazione. Una luce per chi beneficerà dell’ottava salvaguardia e dubbi e incertezze per chi ha sperato e lottato per il riconoscimento dell’Area di crisi complessa.

“Ora si devono applicare quelle disposizioni nate da un accordo, che fatto in assenza dei disoccupati, richiede di rimetterci le mani…perché i disoccupati siano tutti uguali. È necessario far modificare la parte in cui si dice che può accedere alla deroga solo il lavoratore residente nei comuni coperti dall’area di crisi….

E gli altri che sempre nell’area di crisi hanno perso il lavoro, ma risiedono fuori di essa che fanno? Hanno perso anche i diritti insieme alla mobilità? I disoccupati chiedono con decisione che questa incongruenza venga rimossa, subito. È l’azienda chiusa che deve essere nei comuni dell’area di crisi, non l’abitazione del disoccupato! Abbiamo scritto anche al Prefetto per incontrarlo, ma non abbiamo avuto risposta.”

Gli interventi degli invitati e il bisogno di una nuova politica economica

Gli interventi degli invitati presenti son tutti molto attenti ai problemi posti. Magliocchetti riconosce che il ruolo di Vertenza Frusinate va al di là della sola protesta avendo scelto di dialogare con tutti. “Molti passi abbiamo fatto grazie a voi. Io vi chiedo scusa perché per la mia parte non ho prodotto fino in fondo quanto era necessario. Non ci dividiamoci, però.”

Tommaso Cicconi, Sindaco di Pofi torna sulla necessità di strumenti normativi regionali perché i comuni possano intervenire. Come già aveva fatto Rossi, ripropone tutta l’importanza del documento dei 74 sindaci firmato ad aprile e mai ascoltato dalla Regione Lazio. “Andiamo in Regione a parliamoci faccia a faccia”, con le sue parole riesce a trasmettere consapevolezza ed impegno all’assemblea.

Intanto ricompare il riconoscimento di quanto sarebbe stato giusto fare ad aprile ciò che allora si decise: Sindaci con la fascia da Zingaretti a negoziare provvedimenti d’emergenza e di medio periodo. Il sindaco di Pastena, Arturo Gnesi ripropone un appello unitario a tutte le istituzioni perché si occupino del territorio dove operano. Il suo convincimento è espresso con queste parole: “Ci sono percorsi possibili solo se le forze si uniscono e si mettono a disposizione risorse economiche e progetti concreti e si lavora per obiettivi comuni. Senza unità operativa non ci saranno risultati, ormai non basta esprimere la nostra vicinanza e la nostra solidarietà a chi è vittima di così gravi disagi”.

Domenico Aversa del sindacato USB critica duramente le politiche economiche delle forze che governano il Paese e la Regione. Dichiara disponibile la sua organizzazione a sostenere le richieste presentate dall’iniziativa di Vertenza Frusinate.
Silvana Denicolò del M5S, ancora una volta presente fra i disoccupati coglie che “c’è qui, in assemblea, una volontà d’intervenire davvero”. Oggi “bisogna ripensare l’economia, riuscendo a trovare in nome del lavoro unità d’intenti, senza perdere il contatto con la realtà”.

Nel suo intervento unitario trova spazio anche un riconoscimento alle iniziative di Abbruzzese e illustra un emendamento che lei e il suo gruppo hanno presentato al bilancio regionale, molto innovativo, per contrastare la delocalizzazione produttiva. “(…) le imprese che intendono cessare la propria attività (…) o delocalizzare (…) dovranno dimostrare di aver attivato e concluso iniziative di cessione e/o riqualificazione dell’azienda (…) al fine di garantire la continuità aziendale e produttiva e la tutela dei lavoratori” (Sic). Grande novità positiva se fosse accolto e approvato?

Enzo Valente sottolinea ancora riconoscimenti: “se non c’era Vertenza Frusinate oggi non staremmo qui a parlare di deroghe e di Area di crisi complessa. E, ricordiamoci che ci vogliono anche politiche passive nei momenti di eccezionale gravità come questa disoccupazione del frusinate”.

Oreste Della Posta, segretario del Pci rimette al centro senza molti giri di parole la necessità di un reddito di cittadinanza e di sopravvivenza o come lo si vuole chiamare, quale mezzo indispensabile per sopravvivere e riprendersi attraverso un piano unitario da predisporre fra sindaci a tutte le forze disponibili.

Il nuovo di questo incontro

Questo incontro si ricorderà per il clima costruttivo fra interlocutori. Grande attenzione da parte di tutti, disoccupati e invitati presenti, voglia di capirsi. Una presenza più numerosa di altre volte. Effetto dei NO? Il voto ha supplito la mancanza di una estesa protesta sociale, ma forse ha infuso nuovo coraggio alla voglia di essere cittadini e protagonisti.

 

Il messaggio di Simone Oggionni, dirigente nazionale di Sinistra Italiana inviato a Vertenza Frusinate in occasione dell’assemblea del 20 dicembre 2016

 Ai disoccupati uniti di Vertenza Frusinate un messaggio di saluto e di buon lavoro nella giornata in cui incontrano sindaci ed eletti per avere risposte alle loro sacrosante richieste di reddito e di lavoro. Ormai sono più di tre anni che Vertenza Frusinate si batte per far conoscere il grave disagio dei 130000 disoccupati ciociari e che cerca soluzioni e risposte per fronteggiare gravi bisogni, sempre ricercando il dialogo con le istituzioni, i sindacati e i partiti. Vi giungano la solidarietà e il sostegno di Sinistra Italiana e mia personale alla vostra giusta lotta. Simone Oggionni

 

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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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