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La buona politica protegge salute, salva il lavoro

ByIgnazio Mazzoli

16 Gennaio 2026
Taranto. Noi non dimentichiamo i complici del nostro genocidioTaranto. Noi non dimentichiamo i complici del nostro genocidio

Documento delle associazioni firmatarie

di Genitori Tarantini

La buona politica protegge salute, salva il lavoro

La buona politica protegge salute, salva il lavoro e non rinvia mai le scelte che contano.

A Taranto, invece, la politica che tutto sa e nulla fa, ha avvelenato la città.
Ha sacrificato lavoro, salute e verità.
Promette la rinascita della fabbrica mentre i corpi dei nostri morti sono ancora caldi.

Tanta inconsistenza non è un errore. Non è vigliaccheria. È un metodo. Arrogante. Preciso. Utile solo a proteggere il profitto.

A tutti i livelli questa politica, continua a girarsi dall’altra parte. Si ostina a millantare illusioni di decarbonizzazione impossibili mentre impianti obsoleti crollano sotto i piedi dei lavoratori e li uccidono.

Sindacati confederali e USB non sono da meno, insistono: vogliono risanamento e decarbonizzazione.

Sanno tutti che non succederà mai eppure continuano ad arrogarsi il diritto di parlare in nome di un’intera città sfinita, stanca di tutto.
Stanca di promesse vane. Stanca di ammalarsi e di perdere persone come cartacce da gettare.
Salute e ambiente restano sotto costante minaccia.

La produzione è ai minimi storici, eppure gli impianti senza manutenzione vanno avanti, diventando bombe a orologeria.
Cittadine, cittadini e lavoratori sono in pericolo costante.

I dati parlano chiaro: percentuali di tumori sopra la media regionale, effetti devastanti su cuore, polmoni, reni. Le patologie neuro degenerative negli anziani, a causa delle lunghe esposizioni alle sostanze neurotossiche da inquinamento industriale, sono in pauroso aumento come ha confermato, in un’intervista dello scorso novembre, il Prof. Roberto Lucchini che a lungo si è occupato di studiare gli effetti degli inquinanti a Taranto come a Brescia.

Lo stesso Lucchini ha ribadito, rispetto al campione di 600 bambini dai 6 ai 15 anni, oggetto di studio rispetto ai metalli pesanti, i cui risultati sono stati presentati nel 2023 che le lunghe esposizioni nell’età dello sviluppo, a partire dai mesi di gravidanza, lasciano un segno nei bambini che se ne porteranno gli effetti in tutti gli anni a seguire.

Numerii già acclarati da far rabbrividire, di pura discriminazione razziale. Disturbi dell’apprendimento? Deficit cognitivi fino a 16 punti in meno nei quartieri Paolo VI, Tamburi e Città Vecchia-Borgo. Bambini meno attenti, più scontrosi, più irascibili.

Dovremmo sussultare constatando i numeri incredibili di bambini con disabilità nei quartieri più vicini all’acciaieria.

Alla scuola Giusti (quartiere Tamburi) 120 alunni su 800. Un’emergenza vera e propria che non possiamo più ignorare.

Disturbi dello spettro autistico? Percentuali inaccettabili, fino al 50% in più rispetto alla provincia.

Tutto causato dall’inquinamento. Tutto documentato dalle più importanti riviste scientifiche mondiali.

E ancora: infertilità maschile e femminile, depressione grave, per non parlare delle malattie professionali.
L’INAIL ci dice che tra il 2005 e il 2024 ci sono stati 2.035 casi riconosciuti di malattie professionali tra i lavoratori dell’ex ILVA. Di questi, 934 sono tumori; tra questi, si contano 691 morti.
13.728 infortuni denunciati, 12.341 riconosciuti.

Dopo il sequestro del 2012 ci sono stati 10 morti sul lavoro.
Dagli anni 2000 se ne contano una quarantina.
Quasi due infortuni al giorno per vent’anni.

Il 2026 si apre con un altro morto, il decimo: un dipendente diretto di Acciaierie d’Italia, di 47 anni, sposato, padre di un bambino di soli 3 anni.

Ancora una volta la politica non fa nulla se non propinare parole di cordoglio di rito.
Le condizioni di lavoro più volte hanno evidenziato la mancanza di norme di sicurezza indegne di un Paese civile.

La gestione dell’ex siderurgico di Taranto è la prova che la politica italiana è incapace, corta di vista e spietata.

A Taranto l’omissione non è silenzio. È potere. È morte. È vergogna.

Per questi e altri motivi, il 30 gennaio p.v., dalle ore 9, manifesteremo davanti al Palazzo  di Città, in piazza Castello, invitando già da ora tutti i cittadini consapevoli a partecipare.

Associazione Genitori tarantini

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

LMO – sindacato di base

Terra Jonica


Genitori Tarantini

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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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