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Energie rinnovabili: chi paga gli “oneri di sistema”?

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Costi che ricadono direttamente sui consumatori


Energie rinnovabili: chi paga gli “oneri di sistema”?
Logo del Comitato Residenti Colleferro

di Ina Camilli*

ENERGIE RINNOVABILI: CHI PAGA GLI “ONERI DI SISTEMA”? – Gli oneri di sistema sono costi che ricadono direttamente su di noi consumatori quando ci vengono addebitati nelle bollette di luce (circa il 20%) e gas (circa il 5%).

Si tratta di spese fisse, stabilite dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), destinate a finanziare attività di interesse generale per il sistema energetico nazionale. Tra queste rientrano: gli incentivi alle fonti rinnovabili, la messa in sicurezza del nucleare, la ricerca e l’efficienza energetica, il bonus sociale per le famiglie in difficoltà, altre misure legate al funzionamento del sistema elettrico, come realizzazione di infrastrutture.

Nuove cabine elettriche e tracciati sotterranei

Il progetto agrivoltaico promosso dalla Pagliano PV srl, che ricade nel Comune di Paliano, prevede anche il rifacimento della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) a 150 kV Colleferro (RM) – Anagni (FR), con un tracciato di oltre 10 km e nasce per far fronte al crescente numero di impianti in autorizzazione nelle province di Roma e Frosinone e nei Comuni di Colleferro, Anagni, Paliano e Genazzano.

L’impianto si collegherà alla cabina primaria di e-distribuzione “Colleferro”, dove è prevista anche la realizzazione di una sottostazione elettrica dedicata.

Il rifacimento della RTN è un’opera connessa e funzionalmente propedeutica alla realizzazione dell’impianto agrivoltaico, in quanto finalizzata esclusivamente a consentire l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta dalla Pagliano PV S.r.l. 

Per tali ragioni il Ministero dell’Ambiente ha archiviato la richiesta di rifacimento e non ha rilasciato la valutazione di impatto ambientale (VIA), poichè “l’intervento sulla Rete nazionale è di competenza di Terna e non è chiarito in virtù di quale disposizione il progetto è stato invece presentato dalla società”. Il Ministero ha rinviato la questione alla competenza della Regione Lazio e la procedura è tuttora in itinere (https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/11769).

Servitù per pubblica utilità

La linea elettrica esistente, infatti, non dispone della capacità necessaria a supportare il nuovo carico generato. Peraltro contrada Fontana degli Angeli, in via Palianese, è già interessata dalla presenza di un parco fotovoltaico e dai relativi sottoservizi per i cavi in media tensione.

Ora Regione, Comuni e società hanno deciso di utilizzare lo stesso tracciato sotterraneo anche per i cavi di un altro progetto agrivoltaico, denominato “Genazzano”, con un ulteriore carico infrastrutturale e costituzione di servitù di passaggio su proprietà private.

Un’infrastruttura analoga è prevista anche per la realizzazione dell’impianto agrivoltaico a terra denominato “Focarelle”, nel Comune di Paliano, in località “Il Vallone”, promosso dalla società Ponticello S.r.l., e connesso direttamente alla rete di Terna Spa.

Le opere di connessione interessano i territori dei Comuni di Paliano e Anagni e ricadono interamente su proprietà private, gravate da servitù di passaggio. Il tracciato del cavidotto a media tensione, completamente interrato e sviluppato lungo la viabilità asfaltata esistente, attraversa aree di rilevante valore ambientale, paesaggistico e archeologico, tra cui: il Monumento Naturale “Selva di Paliano e Mola di Piscoli”; il lago della Selva di Paliano; aree boscate sottoposte a tutela; una zona di rispetto archeologico, con presenza di “Tombe a cappuccina, tracce di cava e villa con criptoportico”; corpi idrici pubblici e relative fasce di rispetto, tra cui il fosso colle Granturco e il fosso valle Varaneri.

L’opera presenta quindi interferenze con vincoli ambientali, idrogeologici e archeologici, che necessitano di attenta valutazione e approfondita istruttoria.

Le comunità dicono “no”

Alla luce dei potenziali danni ambientali e al contesto archeologico l’iter autorizzativo deve garantire il massimo livello di trasparenza, partecipazione e approfondimento tecnico. Gli impianti e le opere connesse alla produzione energetica da fonte rinnovabile, per quanto strategiche, non possono prescindere dal rispetto dei vincoli esistenti, dalla tutela del patrimonio territoriale e dalla salvaguardia dell’interesse pubblico: tenuto conto dell’impatto cumulativo degli interventi sull’area abbiamo espresso la nostra contrarietà alla loro realizzazione.

Incoerenze di pianificazione industriale: nuove infrastrutture senza bonifica dei siti contaminati.

Se i Sindaci della Valle del Sacco sono pronti a sostenere la costruzione e l’ampliamento di poli logistici e nuove infrastrutture, candidando i propri territori a una radicale trasformazione industriale con insediamenti di ultima generazione ad alto impatto ambientale — intelligenza artificiale, robotica avanzata, supercomputer, big data, cloud computing, data center e comparti legati allo spazio e alla difesa — senza condurre un’adeguata valutazione delle ricadute anche sanitarie che tali attività comportano, e senza affrontare seriamente l’urgenza della bonifica dei terreni contaminati del Sito di Interesse Nazionale (SIN), allora come possono davvero farci credere di essere disposti a tutelare il suolo agricolo dall’invasione degli impianti fotovoltaici a terra?

I procedimenti autorizzativi si aprono e chiudono senza che i Comuni in Conferenza di servizi esprimano pareri di insostenibilità. Semplicemente non partecipano per favorire le speculazioni in atto.

Il nostro territorio merita una visione lungimirante e coerente, non solo politiche di attrazione industriale scollegate da ogni reale strategia ambientale.

Il paradosso della valle del Sacco sta nella esaltazione dell’innovazione senza risanamento e in una transizione senza valutazione sanitaria e ambientale.

*Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro

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ByIna Camilli

Mi sono laureata in scienze politiche con 110 e ho sempre avuto un interesse speciale per il sociale, ma ho lavorato molto dentro e fuori casa e non ho potuto finora dedicarmi ad altro. Da poco più di un anno sono in pensione, dopo 45 anni di servizio alla Camera dei deputati. Come consigliere parlamentare ultimamente mi ero occupata di progetti di formazione per studenti ed esterni. Tuttavia sono riuscita da più di 10 anni a dedicarmi al volontariato, partecipando attivamente ad aggregazioni civiche di cui curo le pagine fb, i comunicati, la documentazione, ecc. Ho anche partecipato da candidata consigliera e sindaca alle ultime due elezioni comunali di Colleferro, dove risiedo, con liste civiche non apparentate, senza risultare eletta. La mia passione è la natura dove mi piace fare sport. Questa attività richiede disciplina e costanza e praticarla mi impone un po’ di sacrificio per mancanza di tempo.Questo in breve il mio percorso di vita fin qui. Il seguito sarà meglio.

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