Slogan e non idee!
di Ermisio Mazzocchi

QUANDO LA POLITICA VUOLE CONTROLLARE CON DUREZZA – Sin dai primi giorni del suo insediamento, il ministro Giuseppe Valditara, legato da sempre alla Destra più conservatrice, ha fatto notizia più per le sue lettere inviate agli studenti e i suoi assurdi e insensati provvedimenti punitivi nei confronti di insegnanti e di alcuni Istituti, che per i suoi progetti educativi.
Egli traccia un programma, tuttavia, che risulta essere però incoerente, fumoso e irrealizzabile.
Esprime una visione conservatrice e autoritaria della scuola, una scuola che vuole essere discriminatoria e selettiva, nella quale debba prevalere il concetto di “umiliazione” e non di gratificazione, di punizione e non di prevenzione, e nella quale il maggiore rigore e controllo mirano ad annullare quei cambiamenti pedagogici che hanno come fine quello di sollecitare le giovani menti, educarle, includere e a ridurre quelle differenze sociali che emarginano i più deboli escludendoli dal contesto culturale.
Quando la politica vuole controllare con durezza
Alla scuola pubblica verrebbe tolto il suo ruolo che non è soltanto quello di istruire, ma formare le menti, sviluppare il pensiero critico, educare le nuove generazioni al confronto, al dialogo e di prepararle alla vita sociale.
Essa non può essere assoggettata al potere, non deve essere subordinata a logiche politiche lontane dai diritti sanciti dalla Costituzione che si basano sul principio dell’uguaglianza e della libertà.
Per Valditara, invece, la scuola deve avere un compito quasi esclusivo, quello di educare al concetto di nazione e suscitare l’orgoglio etnico.
Quando la politica vuole controllare con durezza
Egli vuole dare alle discipline un’impronta e un taglio che privilegino la nostra cultura, la nostra storia, senza offrire a queste una visione universalistica.
Una concezione chiusa che esclude il rapporto con le altre culture ritenute inferiori e quel processo di interscambio e di simbiosi che ha permesso lo sviluppo del progresso e la nascita delle grandi civiltà.
L’intento di questa operazione politica, che prevede un rigido controllo da parte del potere, mira a trasformare la scuola in un organismo di propaganda utile per costruire consensi e a imporre un’egemonia culturale conforme ai propri dettami. Un’idea fissa quest’ultima che da sempre ha ossessionato la Destra intenzionata a togliere alla Sinistra il suo primato culturale.
Quando la politica vuole controllare con durezza
E tanto più questa operazione è pericolosa in quanto essa è subdola, opera su una realtà umana in fase di crescita e maturazione culturale in cui si ha bisogno di un punto di riferimento e di modelli sui quali costruire la propria identità.
Valditara opera là dove i risultati possono essere assicurati per la permeabilità e la fragilità delle menti, nella scuola, nell’istruzione scolastica, con l’obiettivo di erodere gradualmente la democrazia.
Il ministro sa che una scuola libera e democratica può essere di ostacolo agli obiettivi della Destra e pertanto tenta di asservirla a un progetto politico che rientra nei suoi programmi.
“La scuola è nostra”, parola d’ordine di “Azione studentesca”, un movimento di estrema destra legata a FdI, scritta a grandi lettere su striscioni e manifesti affissi sui muri di molte scuole.
Parola d’ordine anche della Destra al governo.
Quando la politica vuole controllare con durezza
È evidente la sua volontà di impadronirsi della Scuola, di appropriarsi di una patriottica identità contro un nemico che ne annullerebbe i valori, in modo da riprodurre con forme nuove la vecchia retorica nazionalista.
La politica di Valditara, la più dannosa e temibile di tutto il governo, è l’espressione più significativa e compiuta di questo pensiero.
Si innesta sulla presunta necessità di emanare leggi speciali, una “protezione”, termine già utilizzato per definire quei provvedimenti emanati dal Terzo Reich nel 1935 e in Italia nel 1938 a tutela della razza.
Il sovranismo, che fomenta l’ambizione nazionalistica, significa anche volere preservare la comunità etnica e l’integrità nazionale dalle minacce di quella cultura di sinistra che per la Destra avrebbe minato le basi su cui si regge la nazione unica e incontaminata.
Quando la politica vuole controllare con durezza
A che servirebbero le disposizioni del ministro dell’istruzione e i controlli esercitati sulla scuola e sulla didattica se non a dare un’impronta e una direzione identitaria alla cultura e a che il censimento degli studenti palestinesi da lui voluto se non a separare e distinguere la comunità?
Il suo manifesto e le sue “ispezioni” alimentano paure e servono a innestare una politica di controllo sulla Istituzione e sulla stessa funzione della cultura con l’intento di costituire uno Stato totalitario nel quale la società, e con essa la scuola, sono private della loro libertà e sottomesse al potere di uno Stato nazionalista.
Siamo in presenza di una Destra assai pericolosa che deve essere combattuta con fermezza.
Quando la politica vuole controllare con durezza
È necessario e impellente fermare il suo tentativo di infiltrazione nella diga della Costituzione repubblicana, neutralizzare il suo intento di sgretolare e rompere, con atti mirati e specifici, il baluardo della democrazia e di imporre un regime autoritario e totalitario.
Un obiettivo che può e deve essere raggiunto con un’incalzante battaglia parlamentare e con il coinvolgimento di tutto il popolo e, soprattutto, del mondo della scuola.
Perché è in primo luogo questa che va salvaguardata. Il suo ruolo è determinante per la crescita morale, sociale e politica delle nuove generazioni a cui va delegata la salvaguardia della nostra democrazia.
Quando la politica vuole controllare con durezza
7 febbraio 2026
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