Lunga la lista dei pittori di tale umanità
di Michele Santulli

BRIGANTI AUTENTICI E QUALI I NON AUTENTICI? – I briganti, parola derivata dal francese che ne aveva conosciuto per primo il significato reale. E all’epoca dei francesi in Italia, cioè fine 1700 e prime decadi del 1800, tra la frontiera papale di Terracina e quella napoletana Itri-Fondi sulla Via Appia si era creata una zona franca, cioè inavvicinabile per la gendarmeria sia papale sia borbonica-francese: qui erano insediati decine di ’briganti’ nelle loro vestiture ciociare armati fino ai denti che assaltavano e depredavano i passeggeri, nei due sensi della Via Appia, soprattutto nel tratto papale.
Il Giubileo 1825 si avvicinava e la Chiesa era molto preoccupata per i pellegrini in viaggio verso Roma a causa delle frequenze feroci dei briganti in agguato tra Sonnino e Terracina; qui sulle montagne circostanti dei Monti Ausoni imperava il re dei banditi, il famigerato-famoso Antonio Gasparone o Gasbarrone, poco più che ventenne capo spietato di una banda di circa cinquanta fuorilegge.
Briganti autentici e quali i non autentici?
La gendarmeria papale non riusciva a estirpare i malviventi anche se periodicamente emetteva decreti di clemenza e l’assorbimento dei briganti nella gendarmeria papale o in altre mansioni. Il successo era modesto a causa del brigante capo Gasparone, figlio di Sonnino che non accettava tali conversioni.
Il papato preoccupato passò a misure drastiche, straordinarie per i tempi e ordinò la deportazione di tutti gli abitanti di Sonnino a Roma nelle Terme di Diocleziano, un provvedimento straordinario, mai messo in pratica prima di allora da qualche altra parte: i briganti non avrebbero più potuto godere della collaborazione e protezione degli amici e parenti per i loro soccorsi e approvvigionamenti. Sonnino, un paesino a circa 500 m di altitudine, sugli Ausoni, era infatti il luogo di appostamento e di osservazione dei briganti, protetti dalle foreste circostanti, era anche il luogo di passaggio e di sosta dei ciociari in prevalenza da Terelle e da San Donato in Valcomino nella loro peregrinazione attraverso Pontecorvo e Pico fino a Terracina… E cosi avvenne.
Briganti autentici e quali i non autentici?
Intanto il 1825 era alle porte e il papato rinunciando, a parole, ad ogni sentimento di vendetta, emise un decreto di grazia e di clemenza generali: tutti i fuorilegge, rinunciando al brigantaggio, venivano perdonati e assunti nelle truppe papali o in altri compiti e quelli che non accettavano, tra i quali Gasparone e i sodali a lui più vicini, erano liberi ma in certe località dello Stato della Chiesa e a condizione che rinunciassero al brigantaggio.

Disciolta la banda di circa quaranta briganti, Gasparone e i suoi più fedeli, contrariamente ai patti, vennero invece catturati e imprigionati prima a Castel S.Angelo, poi a Civitavechia e infine nella fortezza di Civita Castellana.
Una prigionia lunga, durata quasi mezzo secolo! La liberazione (era nato nel 1793) avvenne nel 1870 con la fine del papato a Roma e l’avvento dei piemontesi; gli restarono, raccontano le cronache, una decina di anni che trascorse in una casa assistenziale di Abbiategrasso (MI) dove si spense nel 1882.
Briganti autentici e quali i non autentici?
Estirpata dunque definitivamente la mala pianta dei malviventi, Sonnino specialmente e i territori vicini quali Sezze, Prossedi, Priverno, Terracina, divennero luoghi dove si instaurò un brigantaggio quasi turistico e culturale: infatti divenne uno spettacolo quotidiano imbattersi lungo la via Appia in giovani pittori con la cassetta dei colori sulle spalle e il parapioggia, a piedi o a cavallo, quasi tutti stranieri, alla ricerca dei briganti rimasti o perfino di falsi briganti che in cambio di un indennizzo, si lasciavano ritrarre; ricercate erano anche persone del luogo a loro vicine, soprattutto le mogli, le madri e altre parenti.
La lista dei pittori di tale umanità è molto ricca e cosmopolita tra cui Schnetz, Navez, Coignet, Michallon, H.Vernet, gli avamposti e cantori dei briganti autentici…ma chi va considerato quasi lo scopritore, comunque il più appassionato e maggior diffusore e illustratore sia dei briganti principalmente e anche delle donne ciociare fu Louis Léopold Robert, svizzero (1794-1835) e francese, poco più che venti anni.
Briganti autentici e quali i non autentici?
Visse parecchi anni a Roma per poi trasferirsi a Venezia. Iniziò dapprima attirato dalla curiosità a dipingere le donne deportate alle Terme di Diocleziano e qui fece la conoscenza di due sorelle Maria Grazia Boni, giovanissima, già sposata ad un brigante morto ammazzato in qualche scontro con la gendarmeria e Teresina, più giovane, con la quale ebbe un rapporto.
Altri artisti presero ad interessarsi sia delle due donne e sia dei briganti e intrapresero anche loro la via di Sonnino.
E nacque quella che gli artisti belgi definirono la pittura di genere all’italiana, un capitolo significativo dell’arte occidentale, la ripresa dei briganti e delle donne e delle scene di vita; fu non solo la prima volta che si ammiravano nei quadri le figure dei briganti e delle contadine nelle loro vestiture, si assistette all’apparizione degli ultimi della scala sociale passati ora al primo piano nel quadro!
Briganti autentici e quali i non autentici?
Fu la prima volta nella storia della pittura europea che gli ultimi della società occupavano il posto delle veneri, di apollo, dei grandi paesaggi, delle nobildonne ecc.; fu l’inizio della fine della cosiddetta ‘accademia’.
E venne il successo che dovette durare fino alle prime decadi del 1900: i quadri iniziarono ad apparire nelle città europee, già dal 1815, a Parigi, Monaco, Berlino, Bruxelles, con briganti nei loro cappellacci a punta e il fucile a trombone, scene di assalto ed agguati, belle contadine nel costume ciociaro.
Parallelamente si consolidò e evolse la professione delle modelle e modelli: di Maria Grazia in special modo apprendiamo che posava con alti riconoscimenti all’Accademia di Francia molto apprezzata da Victor Schnetz, direttore della scuola: qualche voce racconta essere la modella più bella di Roma.
Briganti autentici e quali i non autentici?
Intanto Louis L.Robert continuava ad approfondire la sua ricerca e la sua produzione pittorica e numerose le sue opere realizzate negli anni ’20 del 1800: una in particolare merita di essere evidenziata in quanto l’opera, al Louvre, più imitata e copiata e più riprodotta nella pittura ottocentesca e cioè “I mietitori delle Paludi Pontine che ritornano dopo il lavoro.”
Perché briganti autentici? Quali i non autentici? Salvo eccezioni quelli apparsi dopo il 1860, in prevalenza contro gli invasori piemontesi del Regno di Napoli e dello Stato della Chiesa, si trattò più di violenza feroce fine a sé stessa e di crudeltà indescrivibile da parte del generale piemontese Cialdini nell’eccidio e sterminio senza pietà dei ‘poveri’ briganti non briganti!
Briganti autentici e quali i non autentici?
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