Il documento
di Davide Orecchio da Collettiva.it
GUERRA IN IRAN: ENERGIA E SALARI, L’ALLARME DELLA CGIL – Il sindacato critica la posizione del governo: “Incomprensibile e autolesionista”.
Servono interventi strutturali su prezzi, redditi e politiche industriali.

“Incomprensibile e autolesionista”: così la Cgil giudica la posizione del governo italiano sulla guerra in Iran.
Due aggettivi che qualificano, per il sindacato, più piani e livelli: il diritto internazionale, la gestione delle fonti energetiche, le ricadute economiche e sociali, l’impoverimento dei ceti più fragili (lavoratori e pensionati).
La confederazione (in un documento di analisi elaborato in Corso d’Italia) giudica la guerra in Iran un atto “unilaterale” e “in palese violazione del diritto internazionale, che colpisce innanzitutto la popolazione civile, e dalle implicazioni pericolosissime sia per l’allargamento del conflitto già in atto sia per le sue ricadute economiche e sociali”.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
Errori energetici e stop alle rinnovabili
“La presidente del Consiglio – si legge nella nota confederale – sostiene che non ci siano gli elementi per scegliere se appoggiare o contrastare l’aggressione militare di Usa e Israele.
Gli elementi, invece, ci sono tutti per dire un no chiaro e forte a un intervento che non porterà nulla di buono, tanto meno a chi si batte per la democrazia in quel martoriato Paese”.
Quanto alle conseguenze economiche e sociali del conflitto, la Cgil rileva un lungo elenco di “clamorosi errori” commessi dal Governo Meloni. Innanzitutto l’avere “rallentato, se non fermato, la corsa alle fonti rinnovabili”, le “uniche in grado di abbattere strutturalmente i costi energetici per famiglie e imprese e di garantire autonomia, indipendenza e sovranità energetica”, e di avere puntato tutto sulle fossili importate. Poi l’avere messo in discussione il Green deal europeo sbandierando un “irrealistico e impraticabile ritorno al nucleare”.
Austerità e stagnazione economica
“Avere perseguito una linea economica all’insegna dell’austerità – sostiene la Cgil – ‘ci priva oggi degli spazi di intervento indispensabili’ di fronte a un’economia ferma allo ‘zero virgola’, al calo del potere d’acquisto e a un processo di deindustrializzazione che rischia di accelerare con l’aumento dei costi energetici”.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
Il rischio più immediato è che “una nuova fiammata inflattiva venga pagata ancora una volta da lavoratori e pensionati”.
Per il sindacato, le misure fin qui adottate sono “insufficienti e sbagliate”: “Non basta monitorare i prezzi o intervenire sulle accise”, né “rimborsare i costi Ets o chiederne la sospensione”.
Al contrario, “serve fare l’opposto”: più rinnovabili, “disaccoppiamento” tra prezzo del gas ed energia, “tassazione degli extraprofitti” e strumenti come il “tetto ai prezzi energetici già adottato in altri paesi europei”.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
La Cgil insiste sulla necessità di “tutelare redditi da lavoro e pensione”, già colpiti da pandemia e guerra in Ucraina, e definisce “insostenibile” il binomio “austerità e riarmo”, che sottrae risorse agli interventi sociali e anticiclici.
Da qui la richiesta di “andare a prendere i soldi dove sono”, colpendo “profitti, grandi ricchezze, rendite ed evasione fiscale”.
Leggi anche Guerra in Iran, costi ambientali e climatici altissimi di Patrizia Pallara
Crisi globale e rischio nuova spirale inflattiva
Sul piano internazionale, si segnala come la crisi energetica legata al conflitto possa avere effetti “più gravi del 2022” e, secondo alcune analisi, persino superiori a quelli degli anni ’70, mentre “la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero” avrebbe già costretto i paesi industrializzati a mobilitare riserve strategiche. Il pericolo è una nuova spirale inflattiva con conseguente rialzo dei tassi.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
La fragilità dell’Italia
In questo quadro, “l’Italia è tra i paesi più esposti”, a causa della “dipendenza dalle importazioni energetiche” e della “vulnerabilità del sistema produttivo”.
Una fragilità che si innesta su una stagnazione già in atto: “l’economia è ferma dal 2023”, con un’inflazione cumulata che ha superato il 20% e con effetti più pesanti sui beni essenziali.
“I salari reali restano significativamente più bassi rispetto al 2021”, mentre la pressione fiscale è cresciuta e ha contribuito a comprimere i consumi.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
Le priorità per uscire dall’emergenza
Da qui l’elenco delle priorità: “favorire la fine dei conflitti e riaprire i canali energetici”, “ridurre la dipendenza dall’estero con le rinnovabili”, “intervenire a livello europeo sui meccanismi di formazione dei prezzi del gas”, “introdurre un tetto al prezzo dell’energia”.

Accanto a questo, “politiche per la giusta transizione”, rinnovo dei contratti, “aumento dei salari reali” e “piena tutela delle pensioni”.
La Cgil chiede inoltre di “neutralizzare il drenaggio fiscale”, “interrompere la corsa al riarmo” e “rilanciare una strategia europea di investimenti sul modello Next Generation EU”.
Centrale, infine, una riforma fiscale “più progressiva”, fondata sul contrasto all’evasione e sulla tassazione degli extraprofitti, per sostenere il sistema pubblico e affrontare una crisi che, senza interventi strutturali, rischia di scaricarsi ancora una volta sui soggetti più deboli.
Guerra in Iran: energia e salari, l’allarme della Cgil
26 marzo 2026
Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche:
iranguerra
Sindacati su UNOeTRE.it
Su Amazon buone offerte anche per i libri di Scuola
Cerca e acquista i tuoi libri da qui su Amazon
Affiliate Disclosure
Iscrizione volontaria e gratuita alla Newsletter di UNOeTRE.it
TikTok di UNOeTRE.it – VIDEO – clicca qui appresso https://www.tiktok.com/@unoetre.it
oppure
TIKTOK di UNOeTRE.it – VIDEO – Clicca sulla barra rossa qui sotto per utilizzare la raccolta. L’anteprima qui appresso è solo una piccola rassegna dei video raccolti
Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni

Ti interessa quello che stai leggendo?
Considera per un attimo di sostenere UNOeTRE.it
UNOeTRE.it è un blog di informazione e di approfondimento indipendente e gratuito. Realizzato con lavoro volontario gratuitamente offerto.
Un tuo contributo ci aiuterà a mantenerlo libero sempre dalla parte dei nostri lettori.
Non solo: ci aiuterai nella realizzazione delle nostre iniziative editoriali e culturali.
Se vuoi dargli un sostegno volontario online scegli la soluzione che preferisci: Mensile (da 3 euro) o annuale (35 euro). Il tuo sostegno sarà finalizzato al miglioramento delle pubblicazioni – testi e immagini – e delle comunicazioni. Clicca sul link che segue
https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=NK5NHYVM9J3RS
MASTODON Mastodon
View on Mastodon

