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27 gennaio, un monito eterno per tutta Europa

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27 Gennaio 2026
Giornata della Memoria ©rainews.itGiornata della Memoria ©rainews.it

di Anna Simoni*

27 gennaio, un monito eterno per tutta Europa
Auschwitz ©meteoweb.eu

27 GENNAIO, UN MONITO ETERNO PER TUTTA EUROPA – Il 27 gennaio è una data che pesa sulla coscienza collettiva dell’Europa come un monito eterno.

È il giorno in cui il mondo ha giurato “mai più”, davanti ai cancelli aperti di Auschwitz, riconoscendo l’abisso in cui l’umanità può sprofondare quando la deumanizzazione dell’altro diventa politica di Stato.

Eppure, oggi, quel monito sembra essersi svuotato, trasformato in un rituale di memoria selettiva che ignora le macerie del presente.

​È una verità tragica e bruciante quella che vede uno Stato nato dalle ceneri della più grande persecuzione della storia moderna, Israele, agire oggi a Gaza con una violenza che molti osservatori internazionali non esitano a definire genocidaria.

Quello che stiamo testimoniando è un ribaltamento dei ruoli che interroga profondamente l’etica globale: come può il trauma del passato tradursi in una licenza per infliggere un trauma speculare a un altro popolo?

​A Gaza, la memoria delle vittime di ieri sembra essere stata sequestrata per giustificare le azioni dei carnefici di oggi.

La punizione collettiva di due milioni di persone, la distruzione sistematica di infrastrutture civili, scuole e ospedali, e la fame usata come arma non sono che il riflesso distorto di una logica di dominio che non ammette eccezioni.

​La Cecità dell’Occidente e l’Ombra dell’Imperialismo

​In questo scenario, il ruolo dell’Occidente è forse il capitolo più oscuro. Dietro i discorsi solenni sulla democrazia e i diritti umani, si cela una complicità silenziosa e un’ipocrisia paralizzante.

L’indignazione che l’Europa e gli Stati Uniti mostrano verso altre occupazioni o crimini di guerra svanisce quando l’aggressore è un alleato strategico.

​Questa cecità non è casuale, ma è il risultato di una sottomissione geopolitica all’imperialismo americano. Per non disturbare gli equilibri di potere e l’egemonia degli USA nel Medio Oriente, i governi occidentali si voltano dall’altra parte, ignorando le grida dei civili sotto le bombe.

Fornendo armi, copertura diplomatica e supporto economico, l’Occidente non è più un semplice spettatore, ma un partecipante attivo alla catastrofe palestinese.

​Celebrare il Giorno della Memoria mentre si tace su Gaza è un atto di cinismo politico. La memoria ha valore solo se diventa uno strumento di analisi per il presente, non se viene usata come uno scudo morale per coprire i crimini attuali.

Dire “mai più” deve significare mai più per nessuno, senza distinzioni di razza, religione o convenienza geopolitica.

​L’Occidente si trova oggi davanti a uno specchio che rimanda un’immagine deformata: quella di un guardiano della moralità che ha barattato la propria dignità per la fedeltà a un sistema di potere imperiale, macchiandosi di un silenzio che la storia, ancora una volta, non tarderà a giudicare.

*Per il collettivo Ceccano2030

Giornata della Memoria

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