ARTE: MOSTRE E COLLEZIONI
Fondazione Vuitton, Bois de Boulogne, Parigi, fino al 22 febbraio
di Michele Santulli
Quell’epoca si distinse anche per la presenza di grandi collezionisti, un pò dovunque
Ma tornando alla collezione Morozov, credo di poter sostenere che i due menzionati cultori russi assieme all’americano dr Albert Barnes (1872-1951) rappresentano nella Storia dell’arte sicuramente quelli più bramosi e quasi assetati, basti richiamare alla memoria che il dr Barnes, il maggiore, mise assieme quantità incredibili quali basti pensare a 181 tele di Renoir suo artista preferito, 70 tele di Cézanne e 25 di Matisse, senza citare i 150 di Soutine…. Auguro di poter offrire alla conoscenza dei lettori una breve silloge di questi benefattori artistici della umanità.
E tra le opere esposte a Parigi di Ivan Morozov ci soffermiamo in special modo su alcune di esse in quanto collegate alle modelle e modelli ciociari. Si ammira di Matisse la superba immagine di Rosa Arpino, dal corpo seducente e rigoglioso che l’artista intorno al 1905/6 ritrasse in più disegni e tele, tra cui quel capolavoro ‘La joie de vivre’ elemento orgoglioso della collezione del citato dr Barnes. In esposizione due sculture celeberrime di Rodin note in tutto il mondo: l’Eva e il Bacio. Per l’Eva, in grandezza naturale, nel 1884 e non prima, posò sulla pedana Maria Antonia Bruzzese in realtà Apruzzese, che offrì all’artista e agli allievi in studio la immagine del suo corpo in fiore, reso letteralmente immortale dall’estro e dalla passione dell’artista. Un baronetto scozzese allievo scultore, impalmò Maria Antonia e involò in una immensa casa di campagna nel verde della Contea di Perth, oggi ancora sul posto. L’altra opera, in bronzo, è il ‘Bacio’ per il quale modelli furono Maria Antonia e il compaesano Cesidio Pignatelli, il cui corpo apollineo Rodin immortalò in un’altra scultura anche essa appannaggio della umanità e cioè il San Giovanni Battista. Altra
Naturalmente nel catalogo della mostra parigina si trova di tutto fuorché i nomi di quelli che hanno dato corpo e anima alle opere citate, i modelli e le modelle: è una delle maledizioni che perseguitano la Ciociaria e anche la Storia dell’Arte, la insensibilità e la scarsa ricerca degli studiosi in gioco, su tale pagina gloriosa e imprescindibile dell’arte, anche negli errori grossolani riscontrabili in questa esposizione: uno in particolare il nome ‘Jeanne’ per Rosa Arpino e l’Eva di Rodin ancora fissata al 1881, senza menzionare l’oscuramento di Maria Antonia e di Cesidio Pignatelli!
Naturalmente è superfluo non consigliare caldamente la visita di tale esposizione unica.
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